Un laboratorio dedicato ai bimbi, per conoscere la musica e i passi di un’antica danza. I bambini e le bambine saranno guidati dalla bravissima Izeta Sulejmanovic, con cui potranno scoprire i ritmi della cultura del popolo rom.
Laboratorio creativo di esplorazione delle emozioni. Attraverso il gioco e la lettura scopriamo come riconoscere, comprendere e trasformare le emozioni… rabbia compresa!
Chi sono gli alberi? creature vive che emettono suoni nel silenzio della notte, che respirano, che si nutrono, che guardano, che sentono e che conservano leggende e segreti magici
laboratorio “Spazio alla creatività” a cura di Lara Farci e Francesca Pani
con la collaborazione di Anna Vittoria Cortese
filastroccheWilly Valanga
luciGiovanni Schirru
suono Emiliano Biffiin scena:Giulia Ancis, Carolina Amico, Aurora Corona, Matteo Farci, Lucia Mara Floris, Alice Manca, Gabriele Marzatico, Enrico Marzatico, Martina Massidda, Giaime Mandis Pusceddu, Lorenzo Peddio, Maria Grazia Pisano, Pietro Marci, Nina Vespa
CAPPUCCETTO ROSSO
laboratorio “Il gioco del teatro” a cura di Lara Farci e Silvestro Ziccardi
luci e suoniEmiliano Biffiin scena: Lucrezia Ambanelli, Umberto Bertoleoni, Greta Biffi, Eleonora Caneglias, Dora Castangia, Gabriele Marzeddu, Noemi Mascia, Roberta Meloni, Federico Ruggeri, Elena Serra
Insieme ai giovani allievi della Scuola d’Arti Sceniche abbiamo percorso un breve tratto di strada dove si è sperimentato il magico mondo del teatro, per prendere coscienza di sé in modo ludico e creativo, attraverso l’uso del corpo, della voce e dello stare insieme agli altri. Portare in scena bambini e ragazzi all’interno di una rassegna dedicata alle famiglie ha per noi un grande valore pedagogico. Gli attori sperimenteranno il dono di se agli altri e gli spettatori riconosceranno un altro modo di giocare e stare insieme. Guideremo gli spettatori verso due grandi Fiabe, antiche e moderne: Cappuccetto Rosso e il Mago di Oz, per scoprire sentieri che portano direttamente al cuore, alla testa e al coraggio.
Ispirata al celebre racconto giapponese Urashima Taro, rivisitato dal Teatro del Piccione che in questa storia invita i giovani spettatori sulla riva di un fiume. Lì Taro il pescatore continua le tradizioni della sua famiglia e i gesti tramandati da suo padre, lì cattura dei piccoli pesci mentre i pesci più grandi gli scappano. Il vento comincia a soffiare e la sua tempesta interiore comincia a crescere. Come riuscire a fermarla? Si presenta quindi qualcosa di inatteso, di incredibile, qualcosa che va a cambiargli la vita, a addolcire la sua rabbia e la sua anima, qualcosa che gli riempie gli occhi. Uno spettacolo pieno di fantasia e di originalità.
La rabbia è un’emozione potente. Nello spettacolo Taro si confronta con questo sentimento. “Abbiamo scelto di rappresentare questo momento con l’arrivo improvviso di un temporale che va ad allargare l’interiorità proprio come la rabbia. Quando tutto va storto sulla riva dello stagno arriva la collera con tuoni e fulmini.” “Taro è preda della sua rabbia e se ne vuole sbarazzare”.
Sarà un incontro inatteso che gli permetterà di accettare la sua rabbia, di prendersene cura e apprendere a trasformarla in energia positiva.
con Nicolò Antioco Ximenes, Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Nicolò Toschi
musiche Nicolò Toschi
costumi Maria Martinese
disegnoluci Michelangelo Campanale
disegno del suono Roberto Cupertino
aiuto regia Catia Caramia
responsabile di produzione Sandra Novellino
tecnico luci Vito Marra
Esiste un paese, dove la prima grande regola è obbedire agli ordini del suo Capo, padrone anche della grande officina delle parole, che corregge a proprio piacimento. Questo è un grande giorno, il Capo ha deciso di fare un discorso ai suoi sudditi. Quali nuove regole li attendono? Ma l’imprevisto, si sa, è in agguato anche quando gli ordini sembrano regolare a perfezione ogni cosa. Infatti, un giorno arriva nel paese un giovane, che le regole non sa.
La storia che mettiamo in scena è un apologo buffo pensato per i ragazzi e per i ragazzi che siamo stati. Affrontiamo il tema delicato dell’esercizio della forza attraverso la parola, osservandolo con gli occhi innocenti di un ragazzo che, grazie ai suoi “errori”, trasformerà l’intero paese. Perché, si sa, che gli errori sono solo un tentativo di fare quello che non si sa.
Il lavoro d’attore si mescola al lavoro sul clown, alla manipolazione di oggetti e alla musica dal vivo, per accompagnare con leggerezza questa sorta di viaggio dal buio alla luce, restituendo ai personaggi e al loro sogno di libertà la dolcezza scanzonata del clown.
Lo spettacolo è stato realizzato nell’ambito di una ricerca universitaria sui desideri dei bambini e dei ragazzi nel 2022, curata e promossa da IUSVE in collaborazione con Avis Veneto, che ha raccolto centinaia di questionari per leggere l’immaginario di futuro dopo due anni di pandemia.
Quali stelle del desiderio popolano il cielo dei nostri sogni?
La presentazione di un improbabile inventario delle stelle del cielo diventa il pretesto per liberare un racconto poetico, fatto di colori, gesti, suoni, immagini e parole, che gioca a dare forma a quei desideri che fin da quando siamo piccoli danno forma alla nostra vita. Desideri gentili, che hanno a che fare con il tenero ed il tiepido, il morbido ed il gentile. Desideri irruenti, che scalpitano per affermarsi, per prendere forma, per sentirsi forti, per farsi ammirare, per aiutare gli altri. E poi il desiderio di comunicare con le piante e gli animali della terra, del cielo e del mare, farsi aiutare e prendersene cura.
I desideri del presente, di liberarsi dalle immagini e dai suoni di guerra e di pandemia, dalla violenza e dalle regole troppo strette, desiderio di tornare a giocare con gli adulti, di vederli sereni.
Ognuno di questi ed altri desideri danno forma ad una stella intorno alla quale ruotano pianeti diversi, mondi possibili di un firmamento dei sogni. Utopie da coltivare, come piccole piantine di un orto dei semplici, per prendersi cura del presente e tornare a dare voce al futuro.
Carlo Presotto e Silvano Antonelli con questo spettacolo vogliono dare spazio e voce ai desideri dei bambini di oggi, senza sottrarsi all’obbligo di confessare, almeno in parte, i loro di desideri.
collaborazione alla drammaturgia Lara Farci, Francesca Pani
musiche originali Mauro Mou, Matteo Sanna
luci Emiliano Biffi
suonoMatteo Sanna
realizzazioni scene Mario Madeddu, Marilena Pittiu
illustrazioneCandia Castellani
assistente alla regiaFrancesca Pani
elaborazione drammaturgica e regiaMauro Mou
organizzazioneTatiana Floris
Appena sveglia, Emma scese dal grande lettone, si vestì in fretta e si precipitò in cucina – come ogni mattina – per fare colazione prima di andare a scuola. Prese le mani della mamma, la guardò dritta negli occhi e le disse tutto d’un fiato: “Mamma, oggi posso andare a scuola da sola?”. Emma è un viaggio attraverso lo sguardo di una bambina di otto anni che, per la prima volta, si confronta con il desiderio di autonomia. Un’esplorazione emotiva in cui parole, silenzi, musica e gesti si intrecciano per raccontare la vita, il tempo e i legami affettivi.
Emma nasce da una collaborazione tra Cada Die Teatro e Casa degli Alfieri/Universi Sensibili e dal racconto di Antonio Catalano, Emma, lasciati in pace quando cade la neve – Edizione Fulmino
Un grazie particolare a Silvestro Ziccardi per i preziosi consigli drammaturgici, a Giorgia Loi per il canto e a tutti i compagni del Cada Die Teatro
Prosegue la collaborazione tra il Cada Die Teatro e la Banda Comunale Giuseppe Verdi di Sinnai, una delle più interessanti bande sinfoniche italiane. La banda composta da circa quaranta elementi, esegue, sotto la direzione del Maestro Lorenzo Pusceddu, la fiaba musicale del compositore Angelo Sormani. La storia raccontata da Silvestro Ziccardi parla di un asino, un cane, un gatto e un gallo che, per sfuggire ad un triste destino, decidono di andare nella città di Brema a suonare nella banda comunale. Durante la strada cambieranno i progetti, ma non la voglia di stare insieme, suonare e fare festa.
Immaginiamo e realizziamo gli animali che abitano la nostra immaginazione e le nostre mani. Che aspetto avranno? Costruiremo con carta, cartone, legno, elementi naturali, stoffa.
Un viaggio lungo quanto la storia dell’uomo e grande quanto il mondo. I giochi di tavoliere attraversano la storia e le culture, tanti giochi differenti da provare e conoscere. Tutti rigorosamente fatti a mano!
Pesci domestici o da balcone o da giardino. Laboratorio di attività manuali dove realizzare pesci di varie forme e colori che amano il vento e volteggiare appesi a un filo