Categoria: progetti

  • Case della Memoria. Luoghi per costruire il futuro

    In occasione dell’83° anniversario dei bombardamenti che distrussero gran parte della città di Cagliari,
    due appuntamenti per ricordare:

    📍 Centro Culturale Teatrale La Vetreria
    via Italia 63, Cagliari (CA)

    Letture | Interventi Teatrali | Proiezioni |
    Collegamento col Museo de la Paz de Gernika

    In collaborazione col Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari
    e col Museo de La Paz de Gernika (Paesi Baschi)

    📍 Teatro Si ‘e Boi
    piazza Si ‘e Boi (ingresso via Veneto), Selargius (CA)

    Spettacolo Teatrale

    Scuola di Arti Sceniche La Vetreria
    Cada Die Teatro

    Luoghi per costruire il futuro

    In collaborazione col Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari e col Museo de La Paz de Gernika (Paesi Baschi)

    Letture | Interventi Teatrali | Proiezioni | Collegamento col Museo de la Paz de Gernika

    Partendo dalle importanti iniziative del Museo de la Paz de Gernika e dal progetto Casa della Memoria Cagliari 1943, un pomeriggio di riflessione sulla memoria: come renderla attuale, condividerla e farla diventare strumento di pace.

    PROGRAMMA

    Collegamento con

    Museo de la Paz de Gernika
    Intervengono: Iratxe Momoitio, Tatiana Cossu, Pierpaolo Piludu

    Interventi teatrali

    Frammento da: Sopra di noi le bombe
    di e con Alessandro Lay
    disegno luci, video, audio Giovanni Schirru

    Mi lego a Gaza
    con Francesca Pani
    drammaturgia e regia di Mauro Mou

    Letture

    Un mondo senza guerre di Gino Strada
    con Manuela Meloni e Stefania Meloni

    Un sogno di Maria Giacobbe
    con Alessandro Mascia e Pierpaolo Piludu

    Proiezioni

    INFO E CONTATTI

    Cada Die Teatro
    Centro Culturale Teatrale Via Italia 63, Cagliari (CA)
    info@cadadieteatro.com
    328 2553721 · 070 5688072

    La guerra dentro casa

    Scuola di Arti Sceniche La Vetreria – Cada Die Teatro

    Spettacolo Teatrale

    Una classe di scuola elementare del 1940. Gli alunni, interpretati da attori tra i 64 e i 93 anni, indossano i pantaloni corti e le divise da Piccole Italiane per farci rivivere le giornate piene di retorica fascista che condusse l’Italia alla guerra.

    di Pierpaolo Piludu, con la collaborazione di tutti i partecipanti

    La poesia Cagliari, 28 febbraio 1943 è di Luigi Cioffi

    regia di Pierpaolo Piludu

    progetto luci Giovanni Schirru, Emiliano Biffi

    suono Matteo Sanna

    assistente alla regia Massimo Pisano

    assistente di scena Franzisca Piludu

    realizzazioni scenografiche Riccarda Curreli, Mario Madeddu, Massimo Pisano, Marilena Pittiu

    realizzazione costumi Albina Dessì, Antonella Matta

    allestimento Andrea Mascia, Giorgio Sitzia, Fabrizio Saddi

    fotografo di scena e riprese video Tonino Pisu

    con Rita Anedda, Clara Belfiori, Salvatore Cao, Patrizia Congia, Riccarda Curreli, Angelo Ena, Doriano Ferrari, Paola Ferro, Giannella Manca, Angela Palmas, Maria Antonietta Pinna, Susanna Pinna, Massimo Pisano, Ines Sanna, Daniela Scotto, Carlo Sorresu, Mariella Vella, Ida Ximenes

    La compagnia Cada Die Teatro, in collaborazione con la Cattedra di Antropologia Culturale e con l’ISRE di Nuoro, a partire dal 2006 ha portato avanti una ricerca volta alla creazione di un video-archivio dei testimoni dei bombardamenti del 1943. Pierpaolo Piludu, inoltre, ha diretto un laboratorio teatrale con venti adulti, alcuni dei quali testimoni diretti, che si è concluso con uno spettacolo che viene replicato ogni anno dal 2006, in occasione dell’anniversario dei bombardamenti. Lo spettacolo vuole essere un contributo a mantenere viva la memoria sulle follie della guerra e del fascismo che portarono alla distruzione della nostra città. Una classe di scuola elementare del 1940. Gli alunni, interpretati da attori tra i 60 e i 90 anni, sono molto vivaci: anche se ogni giorno la maestra li mette in punizione con le ginocchia sui ceci, preferiscono giocare a tzacca e poni o con le cerbottane, piuttosto che imparare a memoria le frasi del Duce! Sembra non si preoccupino tanto neanche della guerra. All’inizio anche il suono degli allarmi e la corsa verso i rifugi sembrano quasi un gioco. Sino a febbraio del 1943…

    Prima dello spettacolo verrà proiettata una versione breve del documentario Quando scappavamo col cappotto sul pigiama, prodotto dalla sede Rai della Sardegna, con la regia di Pierpaolo Piludu e Cristina Maccioni.

    INFO E PRENOTAZIONI

    Ingresso € 7,00 | Ridotto residenti Selargius € 5,00
    biglietteria@cadadieteatro.com
    328 2553721 / 070 5688072

    Teatro Si ‘e Boi | piazza Si ‘e Boi (ingresso via Vittorio Veneto), Selargius (CA)


  • Armònia

    Lo studio si inserisce all’interno del progetto 0-3 chiama Italia e dell’edizione 2026 del Festival Visioni – La Baracca – Teatro Testoni Ragazzi, Bologna (BO)

    con Silvestro Ziccardi e Matteo Sanna

    Cada Die Teatro

    Armònia esplora il suono nella sua forma più originaria: la voce come espressione corporea, respiro, eco dell’ambiente e della natura. Una voce che, partendo da un flusso indistinto, può trasformarsi in sillaba, parola, poesia e canto.
    Al centro della ricerca ci sarà la parola poetica, scelta non per il significato, ma per la musicalità e la vibrazione che trasmette. Un linguaggio che precede il linguaggio, dove il corpo e la voce diventano strumenti di una comunicazione profonda, sensibile e non razionale.
    La ricerca artistica, destinata alla primissima infanzia, vedrà in scena un attore-musicista che utilizza la voce, il corpo, microfoni ed effetti sonori in tempo reale. In dialogo con lui, un fonico-musicista trasformerà e modulerà il suono direttamente in scena.
    Un sistema sonoro a due voci che si plasma in risposta all’ascolto e alla presenza del pubblico, creando un’esperienza immersiva, intima, viva. Un percorso da sviluppare anche in forma laboratoriale, per accordare strumenti, parola e ascolto alle sensibilità del pubblico delle più piccole e dei più piccoli.


    0-3 chiama Italia

    0-3 chiama Italia è un progetto speciale nato con Visioni 2022 per favorire la diffusione del teatro per i piccolissimi nel teatro ragazzi italiano, a partire dalla constatazione, in sede di programmazione del festival, della limitatissima produzione nazionale per le bimbe e i bimbi da 0 a 3 anni. Un progetto che pensiamo debba continuare dopo i promettenti e sorprendenti risultati delle precedenti tre edizioni.
    Le parole chiave di 0-3 chiama Italia sono due. La prima “Ricerca” ed è all’origine del progetto. La Ricerca permette ad alcune compagnie italiane che non hanno mai prodotto per questa età di portare una proposta, più o meno strutturata, nei Nidi d’infanzia di Bologna e della Città Metropolitana, accompagnate dalle pedagogiste del Lo Sguardo Altrove, l’Osservatorio del Festival.
    Un’occasione per studiare, riflettere, incuriosirsi, scambiare, condividere, raccogliere suggestioni.
    La seconda parola è “In scena”. Ospitare a Visioni, l’anno successivo alla Ricerca, le produzioni delle compagnie che hanno deciso di proseguire nel loro percorso dedicato alla primissima infanzia, perché il confronto con questo pubblico così speciale possa continuare in scena.

    Data: 11-12 Marzo 2026 – 0-3 chiama Italia – Festival Visioni, La Baracca – Teatro Testoni Ragazzi, Bologna (BO)

  • VajontS 23 – Comare Abba, compare Fogu

    Il Cada die Teatro aderisce al Progetto VajontS 23 con

    Compare Fogu, comare Abba

    di Pierpaolo Piludu e Mauro Mou

    liberamente ispirato al Racconto del Vajont di Marco Paolini e Gabriele Vacis

    con Alessandro Mascia, Mauro Mou, Francesca Pani, Pierpaolo Piludu, Silvestro Ziccardi

    Elaborazioni musicali Matteo Sanna, Silvestro Ziccardi

    Luci di Giovanni Schirru

    Riprese video di Marco Gallus

    Si ringraziano per il prezioso contributo: Gianluigi Bacchetta, Franco Carboni, Giuseppe Mariano Delogu,
    Silvana Mulas, Angelo Piras, e l’associazione IDeAS

    Una serata di laboratorio aperta agli allievi della scuola di Arti Sceniche La Vetreria che assisteranno al racconto deglli attori della compagnia. Nella stessa serata verrà realizzato un video che sarà possibile vedere nelle giornate successive sul sito de La Fabbrica del Mondo.

    Foto

  • Primo Studio Ubu Re

    in scena Alessandro (popolo, ministro e avvocato), Fabio (prologo e Padre Ubu), 

    Federico (popolo, Madre Ubu, buttafuori e avvocato), Checco (popolo, Padre Ubu, ministro), 

    Francesco (popolo, notabile e narratore), Giorgio (popolo e ministro), 

    Nicola (Re Venceslao, ministro), Salvatore (popolo, Madre Ubu, notabile e narratore)

    testi di Alessandro Lay e Pierpaolo Piludu 

    liberamente ispirati a “Ubu Re” di Alfred Jarry

    con la collaborazione drammaturgica di Alessandro Mascia

    scene e costumi Mario Madeddu, Marilena Pittiu

    suono Andrea Mascia

    Padre Ubu è un sovrano prepotente, rozzo, vile, cinico, innamorato del potere, capace di qualsiasi nefandezza pur di non rinunciare alla corona che ha strappato dal capo di re Venceslao dopo averlo assassinato. E siccome Dio li fa e poi li accoppia… madre Ubu, la sua dolce metà, è laida, arrogante e assetata di potere almeno quanto il suo  amato-detestato marito!  Quando nel 1896 il liceale Alfred Jarry iniziò a scrivere la sua prima versione di “Ubu Re” (forse per sbeffeggiare un professore particolarmente dispotico e ignorante), non poteva immaginare che il suo personaggio sarebbe presto diventato il simbolo grottesco dell’arroganza del potere e la commedia un classico del teatro contemporaneo. 

    La rappresentazione conclude la quinta edizione del progetto “Per Aspera Ad Astra. Riconfigurare il carcere attraverso cultura e bellezza”. Il laboratorio teatrale, col sostegno del CPIA 1 Karalis e della Fondazione Malagutti, andrà avanti sino al mese di dicembre in cui verrà presentato lo spettacolo nella versione integrale.

  • Il parto della Montagna

    in scena Antonio Karim Capuano, Alberto Costa, Riccarda Curreli, Rosalba Fadda, Cristian Giannetti, Elisa Lai, Alfredo Mosca, Carlo Onnis, Marina Pira, Fabrizio Saddi, Sandro Gambicchia

    corso diretto da Alessandro Mascia e Pierpaolo Piludu

    suono Andrea Mascia, Matteo Sanna

    allestimento tecnico e luci Giovanni Schirru

    elaborazioni video Giaime Ziccardi

    costumi Franzisca Piludu

    assistenza coro Manuel Cossu e Federico Liguori

    Il parto della montagna è l’esito scenico del Laboratorio “Teatro oltre le sbarre”, un’iniziativa del Cada Die Teatro, sostenuta dalla Fondazione di Sardegna, che vede coinvolte/i con gli allievi e le allieve della Scuola di Arti Sceniche della Vetreria insieme ad alcune persone in stato di libertà limitata. Il progetto ha l’obbiettivo di favorire l’integrazione, l’incontro e una possibile via di riscatto. In scena il testo di Maria Giacobbe: un’accorata critica al Piano di Rinascita del 1962, che finanziò all’epoca la creazione dei poli petrolchimici di Porto Torres e Sarroch.

    REPLICHE

    21 Gennaio 2023 – Comunità Dianova – Ortacesus

    19 Gennaio 2023 – Comunità La Collina – Serdiana

    15 Dicembre 2022 – La Vetreria, Pirri

  • Teatro in Ospedale


    È dal 2013 che grazie all’incontro con il maestro Andrea Serra e grazie al sostegno delle strutture ospedaliere, abbiamo avviato un percorso che in questi anni ci ha dato la possibilità di incontrare i piccoli pazienti, le loro famiglie e i compagni di scuola, di rappresentare i nostri spettacoli e di ospitare i lavori di alcune compagnie della scena nazionale. Undici anni di Teatro in ospedale significano tanto per noi, sia umanamente che professionalmente. Creare una relazione con i bambini e con le famiglie, raccontare una fiaba, emozionare ed emozionarsi, è stata un’esperienza importante, che ci ha permesso di conoscere la realtà dei bambini ospedalizzati, di incontrare i loro maestri e maestre di scuola, i medici, gli infermieri, i volontari: persone che cercano di dare ai piccoli pazienti una buona qualità di vita che tenga sempre vivo il legame con l’esterno. Vorremmo ancora una volta entrare in punta di piedi, chiedendo permesso, consci di varcare il confine di un mondo in delicato equilibrio per raccontare storie che facciano sorridere, e che allo stesso tempo dia la forza di attraversare le difficoltà. Per questo progetto dobbiamo ringraziare il teatro del Piccione di Genova. La prima volta che abbiamo varcato le porte dell’ospedale Microcitemico e del reparto di pediatria dell’ospedale Brotzu l’abbiamo fatto insieme all’attrice Simona Gambaro e all’attore Enrico Vezzelli che in questi anni hanno viaggiato nei reparti pediatrici di diversi ospedali italiani portando con sé la preziosa esperienza di teatro rivolto ai piccoli pazienti maturata all’ospedale Gaslini di Genova. Nel 2025 andrà in scena Più Veloce di Un Raglio e Raglio da Camera.

    Nella versione stanza per stanza il teatro lascerà spazio alla creazione di un rapporto più intimo basato sull’ascolto reciproco che avrà come mezzo la fiaba e come fine l’incontro con il piccolo paziente e con i suoi familiari.

  • DAGLI SCARTI NASCON TESORI 

    di Alessandro Mascia e Pierpaolo Piludu

    riprese e montaggio audio video di Marco Gallus

    musiche tratte da “Meigama” di Francesco Medda e Mauro Palmas 

    immagini aeree di Dietrich Steinmetz

    Il documentario, strettamente legato allo spettacolo Pesticidio, e sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, dà voce a donne e uomini della Sardegna che raccontano la fattibilità e il successo di iniziative totalmente ecosostenibili realizzate con ciò che di solito è considerato “un problema da smaltire”. Emergono visioni e opportunità inaspettate: “soluzioni a costo zero” che potrebbero essere applicate in ambiti e luoghi differenti. Dagli scarti nascon tesori è un invito a non dare niente per scontato e a condividere esperienze e strategie alternative ai fallimentari “modelli di sviluppo” responsabili del progressivo esaurimento della vita del nostro pianeta.

     

    I protagonisti delle interviste:

    Maddalena Achenza (Architetta, Docente presso il DICAAR, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura di Cagliari); Gianluigi Bacchetta (Direttore dell’Hortus Botanicus Karalitanum  e docente al Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università di Cagliari); Bachisio Bandinu (autore di numerosi saggi dedicati alla cultura e all’identità della Sardegna. Tra i suoi libri “Lettera a un giovane sardo” e “Noi non sapevamo. Nois no ischiamus”); Ettore Cannavera (psicologo e pedagogista, fondatore e responsabile della Comunità La Collina di Serdiana, cappellano della REMS di Capoterra); Giuseppe Mariano Delogu (tecnico forestale, docente di Tecniche di protezione civile all’Università di Nuoro, autore del libro “Dalla parte del fuoco”); Daniela Ducato (fondatrice filiere Industrie Verdi EDIZERO Architecture for Peace, design prodotti servizi per la salute delle persone e del pianeta,  Presidente della Fondazione “Territorio Italia”); Salvatore Porta (dopo trent’anni di esperienza nella direzione del marketing strategico di una multinazionale, dal 2010 si interessa di agricoltura naturale); Sabrina Puddu (dottore di ricerca in Architettura. Ricercatrice presso KU Leuven, facoltà di Architettura (Marie S. Curie fellow)). Giampietro Tronci (ingegnere, settori Bioedilizia e Paesaggi Urbani e Rurali presso studio Crùu); Luigi Usai (esperto del paesaggio, Paesaggi Urbani e Rurali presso studio Crùu).

    Recensione Nemesis – Maria Carrozza

    Recensione di SardegnaMondo – Omar Onnis

    Recensione La Nuova Sardegna – Roberta Sanna


    14 luglio 2023 – Fondazione Malagutti, Via dei Toscani 8 – Curtatone

    9 Ottobre 2022 – Festival Vivere la terra – Decimoputzu

    4 Agosto 2022 – Ulassai, Stazione dell’arte – Festival dei Tacchi

    8 luglio 2022 – La Vetreria – Pirri – Sotto Questo Cielo

    1 Maggio 2022 –Valsamoggia – Teatro delle Ariette

    20 – 21 – 22 Aprile 2022 – Selargius, Teatro Si ‘e Boi, Primavera a Teatro

    Sabato 9 Aprile 2022 – Ussaramanna, Festival delle erbe spontanee

    Venerdì 4 Febbraio 2022 – Cagliari, Fondazione di Sardegna

  • Micro Giardini Sensibili

     

    Laboratorio/installazione esperienziale dedicata ai più piccoli
    a cura di Francesca Pani e Lara Farci
    suono Matteo Sanna


    Un ringraziamento particolare a Lucio Pani, Cristina Carta, Teatro Velato, Forestas

    Un’installazione/laboratorio esperienziale dedicata ai più piccoli a cura di Francesca Pani e Lara Farci.

    Attraverso un percorso a stretto contatto con le piante, ogni bimbo e bimba entrerà a far parte di un piccolo giardino sensibile, per stimolare le emozioni, i sensi, e la fantasia. Così come nei giardini è racchiuso un piccolo cosmo, creeremo insieme un luogo in cui è possibile dialogare con le piante, compagne silenziose eppure così importanti.

    REPLICHE

    29 Gennaio, 5,12 Febbraio 2023 – Teatro Si e’ Boi di Selargius – Capitani Coraggiosi 2023

    28 Aprile 2022 – La Vetreria di Pirri – SUL FILO, UNA RETE PER PICCOLI EQUILIBRISTI

    6 – 15 Gennaio 2022 – Selargius

    20-21-22-23 Dicembre – Centro di Quartiere di Mulinu Becciu

    11-12-13 Giugno 2021 – Festival Andersen – Sestri Levante – con il regista, attore, formatore Antonio Panella

    23 – 31 Maggio, 6 Giugno 2021 – Teatro Si e’ Boi di Selargius, Capitani Coraggiosi 2021 – con la pedagogista ed educatrice Cristina Carta

    Foto di Guglielmo Cherchi

  • _BLOG      – TikTokAntigone   – progetto laboratorio di gioco e nuova drammaturgia_

    _BLOG – TikTokAntigone – progetto laboratorio di gioco e nuova drammaturgia_

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    foto di Gianfilippo Masserano

    In questi mesi, con i ragazzi della scuola di Arti Sceniche della Vetreria, ci siamo convinti che l’unico modo per riuscire a resistere alla pandemia fosse quello di continuare a raccontare la tragedia dell’Antigone di Sofocle, che avevamo iniziato a studiare prima del lockdown. Non possiamo farlo in presenza…..dunque proviamoci con i Social Network!

    CONCEPT
    έννοια
    *

    MAPPE
    χάρτες
    *


    KRONOS-PROGRAMMA
    *

    TikTokἈντιγόνη
    *

  • Blog (Vecchio)

    Blog (Vecchio)

    dicembre - gennaio 2020

    TikTokAntigone è un progetto che nasce dall’idea di coinvolgere i ragazzi nel provare a raccontare l’Antigone di Sofocle attraverso l’uso dei nuovi social, facebook, instagram e TikTok. Siamo curiosi di vedere come saranno tradotte le vicende vissute da quella ragazzina che rifiuta di accettare le regole sbagliate di un mondo fatto dagli uomini prepotenti.

    Antigone

    Quella ragazzina che si rifiutò di accettare le regole sbagliate di un mondo fatto dagli uomini, e che si definisce «nata per condividere non l’odio ma l’amore».

    TAG

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    PUBBLICAZIONE

  • Per aspera ad astra

    Per aspera ad astra

    2023


    Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza


    Il progetto “Per Aspera ad Astra”, promosso da Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e sostenuto da 11 Fondazioni di origine bancaria, ha l’obiettivo di tracciare un percorso che mette insieme le migliori esperienze di teatro in carcere presenti in diversi contesti territoriali, li fa dialogare e diffonde l’approccio anche a beneficio di altri contesti e operatori.
    Il progetto si articola in una serie di eventi formativi e di workshop realizzati all’interno degli Istituti di pena localizzati nei territori di competenza delle Fondazioni partecipanti, rivolti a operatori artistici, operatori sociali e detenuti. Per quest’ultimi i corsi di formazione professionale rappresentano un ponte concreto verso nuove opportunità lavorative.

    Il partenariato vede il capofila Compagnia della Fortezza/Carte Blanche – Casa di Reclusione di Volterra in rete con Opera Liquida/Casa di Reclusione di Milano Opera, Teatro e Società/Casa Circondariale di Torino, Associazione Baccanica/Casa Circondariale di Palermo Pagliarelli, Compagnia Gli Scarti/Casa Circondariale di La Spezia, Teatro dell’Argine/Casa Circondariale di Bologna Dozza, Teatro Stabile dell’Umbria/Casa Circondariale di Perugia Capanne, Cada Die Teatro/Casa Circondariale di Cagliari Uta, Teatro del Lemming/Casa Circondariale di Rovigo, Teatro dei Venti/Casa Circondariale di Modena e Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia, Voci Erranti onlus/Casa di Reclusione di Saluzzo (CN) e Teatro Necessario/Casa Circondariale di Genova Marassi.Il progetto portato avanti dalla nostra compagnia è diretto da Alessandro Mascia e Pierpaolo Piludu e si sta svolgendo presso la Casa Circondariale E. Scalas – Uta (CA)

    Presupposto di tutto ciò è l’idea che, benché i detenuti debbano scontare una pena, ciononostante rimangono sempre, a pena scontata, cittadini che hanno il diritto di reinserirsi a pieno titolo nella vita civile. Alla luce delle precedenti positive esperienze teatrali portate avanti dalla nostra compagnia negli anni passati, in particolare a Cagliari, nel carcere di Buoncammino, la Fondazione Sardegna, a giugno del 2019, ci ha chiesto di entrare a far parte della rete nazionale “Per aspera ad astra” che dall’anno precedente stava operando in differenti strutture carcerarie italiane. Abbiamo accolto l’invito con grande piacere e, prima ancora di dar vita al nostro progetto in Sardegna, siamo riusciti ad inserirci e a condividere le fasi finali del laboratorio teatrale che Carte Blanche e la Compagnia della Fortezza, capofila dell’iniziativa, avevano iniziato diversi mesi prima coi detenuti del carcere di Volterra: abbiamo partecipato a una “cabina di regia” e a una master class con registi e attori di tutte le compagnie della rete “Per aspera ad astra”, nel carcere di Volterra, per seguire le prove generali dello spettacolo “Naturae-Ouverture” che ha debuttato il 30 luglio. Per quanto riguarda lo specifico progetto che la nostra compagnia avrebbe dovuto curare in Sardegna, a settembre abbiamo organizzato un incontro esplorativo nella Casa circondariale “E. Scalas” di Uta, ad una trentina di chilometri da Cagliari, col direttore del carcere, i responsabili degli educatori e degli agenti della Polizia penitenziaria, il dirigente e i docenti dell’istituto Cpia 1 Karalis (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Cagliari) da anni responsabili dei corsi scolastici per i detenuti. Le precedenti esperienze lavorative della nostra compagnia in ambito carcerario e scolastico, con gli attuali responsabili delle strutture educative della Casa Circondariale e con il dirigente e i docenti della Scuola, hanno favorito, da subito, la nascita di un clima di fiducia e collaborazione. È stata sottolineata da tutti la grande opportunità che il progetto “Per Aspera ad Astra” metteva in campo per la realtà carceraria di Uta: in primo luogo l’importanza di entrare a far parte di una rete nazionale insieme a compagnie riconosciute come eccellenze per il valore dei percorsi formativi e teatrali portati avanti da decenni in diverse carceri italiane; in secondo luogo, l’opportunità di dar vita, nel carcere di Uta, a un progetto educativo e creativo a lungo termine, che avrebbe dovuto coinvolgere, nel rapporto coi detenuti, tutte le professionalità che già operavano nella Casa Circondariale. Per la nostra compagnia, inoltre, la condivisione del progetto con il corpo docente e la dirigenza dell’istituto scolastico CPIA 1 Karalis, ha aperto le porte a una nuova forma di collaborazione che nel corso del laboratorio si è rivelata particolarmente preziosa.
    Tutte le nostre idee progettuali si sono sviluppate e trasformate tenendo conto delle specifiche problematiche di cui siamo venuti a conoscenza e delle iniziative già in corso. Nonostante i tempi ristretti che avevamo a disposizione per far iniziare i laboratori, ad ottobre siamo riusciti a incontrare i detenuti di Uta e a mettere le basi per una collaborazione continuativa tra la nostra cooperativa e la Casa Circondariale.
    Abbiamo subito verificato che, anche a Uta, come in ogni realtà carceraria italiana, tutte le attività, comprese quelle ordinarie, comportano problematiche e necessitano di tempi amplificati rispetto a un contesto “normale”. Nonostante la nostra iniziativa rientrasse ovviamente nell’ambito dei “contesti straordinari”, è stata accolta dal personale del carcere con attenzione e disponibilità. 
    La struttura penitenziaria di Uta ha grandi difficoltà interne soprattutto per il numero del personale, (sia agenti che educatori), sottostimato rispetto ai detenuti presenti. Da parte nostra, pur necessitando di un gran numero di ore e di differenti spazi per poter sviluppare interamente il progetto in tutte le sue articolazioni, abbiamo operato affinché la nostra presenza non obbligasse gli agenti e gli educatori che operano nel carcere a ulteriori disagi e stress organizzativi. 
    Allo stesso tempo, la nostra attività non è mai stata ostacolata o limitata se non per normali situazioni organizzative e di gestione.
    I docenti del CPIA 1, che spesso hanno fatto da tramite tra noi e gli agenti di Polizia penitenziaria, sono stati una risorsa fondamentale. Altrettanto importante è stata la condivisione del progetto nella programmazione didattica della Scuola, dove i nostri laboratori teatrali hanno costituito parte integrante dei percorsi formativi attivati.

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  • Vivi Natale 2019 – Fiabe da narrare

    Vivi Natale 2019 – Fiabe da narrare

    21 dicembre ore 16:30 –Gufo Rosmarino cuore di nonna – Biblioteca dei ragazzi, via Dante 68, Quartu Sant’ Elena

    4 gennaio ore 16:30 – Tre bottoni e la casa con le ruote  – Sa Dom’ e Farra, via Eligio Porcu 143, Quartu Sant’ Elena

    Ingresso Libero

    info@cadadieteatro.com

    328.2553721

    070.565507