laboratorio a cura di Giorgia Loi
Chi sono gli alberi? creature vive che emettono suoni nel silenzio della notte, che respirano, che si nutrono, che guardano, che sentono e che conservano leggende e segreti magici
laboratorio a cura di Giorgia Loi
Chi sono gli alberi? creature vive che emettono suoni nel silenzio della notte, che respirano, che si nutrono, che guardano, che sentono e che conservano leggende e segreti magici
una produzione
Teatro della Tosse, Teatro del Piccione (Genova)
di Danila Barone
con Danila Barone e Paolo Piano
regia Teresa Bruno e Dario Garofalo
realizzazione scene Simona Panella e Anna Martin
musiche Luca Nasciuti
luci Simona Panella e Luca Nasciuti
costumi Monica Mancini
Ispirata al celebre racconto giapponese Urashima Taro, rivisitato dal Teatro del Piccione che in questa storia invita i giovani spettatori sulla riva di un fiume. Lì Taro il pescatore continua le tradizioni della sua famiglia e i gesti tramandati da suo padre, lì cattura dei piccoli pesci mentre i pesci più grandi gli scappano. Il vento comincia a soffiare e la sua tempesta interiore comincia a crescere. Come riuscire a fermarla? Si presenta quindi qualcosa di inatteso, di incredibile, qualcosa che va a cambiargli la vita, a addolcire la sua rabbia e la sua anima, qualcosa che gli riempie gli occhi. Uno spettacolo pieno di fantasia e di originalità.
La rabbia è un’emozione potente. Nello spettacolo Taro si confronta con questo sentimento. “Abbiamo scelto di rappresentare questo momento con l’arrivo improvviso di un temporale che va ad allargare l’interiorità proprio come la rabbia. Quando tutto va storto sulla riva dello stagno arriva la collera con tuoni e fulmini.” “Taro è preda della sua rabbia e se ne vuole sbarazzare”.
Sarà un incontro inatteso che gli permetterà di accettare la sua rabbia, di prendersene cura e apprendere a trasformarla in energia positiva.






una produzione
Teatro Crest (Taranto)
drammaturgia Catia Caramia
regia e scene Andrea Bettaglio
con Nicolò Antioco Ximenes, Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Nicolò Toschi
musiche Nicolò Toschi
costumi Maria Martinese
disegno luci Michelangelo Campanale
disegno del suono Roberto Cupertino
aiuto regia Catia Caramia
responsabile di produzione Sandra Novellino
tecnico luci Vito Marra
Esiste un paese, dove la prima grande regola è obbedire agli ordini del suo Capo, padrone anche della grande officina delle parole, che corregge a proprio piacimento. Questo è un grande giorno, il Capo ha deciso di fare un discorso ai suoi sudditi. Quali nuove regole li attendono? Ma l’imprevisto, si sa, è in agguato anche quando gli ordini sembrano regolare a perfezione ogni cosa. Infatti, un giorno arriva nel paese un giovane, che le regole non sa.
La storia che mettiamo in scena è un apologo buffo pensato per i ragazzi e per i ragazzi che siamo stati. Affrontiamo il tema delicato dell’esercizio della forza attraverso la parola, osservandolo con gli occhi innocenti di un ragazzo che, grazie ai suoi “errori”, trasformerà l’intero paese. Perché, si sa, che gli errori sono solo un tentativo di fare quello che non si sa.
Il lavoro d’attore si mescola al lavoro sul clown, alla manipolazione di oggetti e alla musica dal vivo, per accompagnare con leggerezza questa sorta di viaggio dal buio alla luce, restituendo ai personaggi e al loro sogno di libertà la dolcezza scanzonata del clown.
Galleria








una produzione
Teatro La Piccionaia (Vicenza)
di Carlo Presotto e Silvano Antonelli
con Carlo Presotto
in collaborazione con Matteo Cibic
visioni Giacomo Presotto
suoni piano luci Stefano Capasso
tecnico Leonardo Sebastiani
Lo spettacolo è stato realizzato nell’ambito di una ricerca universitaria sui desideri dei bambini e dei ragazzi nel 2022, curata e promossa da IUSVE in collaborazione con Avis Veneto, che ha raccolto centinaia di questionari per leggere l’immaginario di futuro dopo due anni di pandemia.
Quali stelle del desiderio popolano il cielo dei nostri sogni?
La presentazione di un improbabile inventario delle stelle del cielo diventa il pretesto per liberare un racconto poetico, fatto di colori, gesti, suoni, immagini e parole, che gioca a dare forma a quei desideri che fin da quando siamo piccoli danno forma alla nostra vita. Desideri gentili, che hanno a che fare con il tenero ed il tiepido, il morbido ed il gentile. Desideri irruenti, che scalpitano per affermarsi, per prendere forma, per sentirsi forti, per farsi ammirare, per aiutare gli altri. E poi il desiderio di comunicare con le piante e gli animali della terra, del cielo e del mare, farsi aiutare e prendersene cura.
I desideri del presente, di liberarsi dalle immagini e dai suoni di guerra e di pandemia, dalla violenza e dalle regole troppo strette, desiderio di tornare a giocare con gli adulti, di vederli sereni.
Ognuno di questi ed altri desideri danno forma ad una stella intorno alla quale ruotano pianeti diversi, mondi possibili di un firmamento dei sogni. Utopie da coltivare, come piccole piantine di un orto dei semplici, per prendersi cura del presente e tornare a dare voce al futuro.
Carlo Presotto e Silvano Antonelli con questo spettacolo vogliono dare spazio e voce ai desideri dei bambini di oggi, senza sottrarsi all’obbligo di confessare, almeno in parte, i loro di desideri.
una produzione
Cada Die Teatro Cagliari e Banda Comunale Giuseppe Verdi di Sinnai
musiche originali e testo Angelo Sormani
direttore Maestro Lorenzo Pusceddu
narratore Silvestro Ziccardi
luci Giovanni Schirru
fonica Matteo Sanna
regia Mauro Mou
Prosegue la collaborazione tra il Cada Die Teatro e la Banda Comunale Giuseppe Verdi di Sinnai, una delle più interessanti bande sinfoniche italiane. La banda composta da circa quaranta elementi, esegue, sotto la direzione del Maestro Lorenzo Pusceddu, la fiaba musicale del compositore Angelo Sormani. La storia raccontata da Silvestro Ziccardi parla di un asino, un cane, un gatto e un gallo che, per sfuggire ad un triste destino, decidono di andare nella città di Brema a suonare nella banda comunale. Durante la strada cambieranno i progetti, ma non la voglia di stare insieme, suonare e fare festa.
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21 Giugno 2024 – Corte de La Vetreria – Sotto questo cielo 2024
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8 Dicembre 2023 – Teatro Civico di Sinnai




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