Categoria: Archivio

  • Teatri Aperti

    Teatri Aperti

    Il Cada Die Teatro aderisce all’iniziativa Teatri Aperti, promossa dal Mibact.
    Sabato 22 ottobre vi aspettiamo a La Vetreria di Pirri per una giornata di riflessione sulla  scuola e il teatro.

    Si partirà la mattina con una Tavola  Rotonda in cui verrà esaminato il punto di vista di istituzioni, dirigenti scolastici, insegnanti e operatori sulle nuove linee di intervento ministeriali e regionali per le attività teatrali nella scuola.
    La giornata proseguirà nel pomeriggio con lo spettacolo Più Veloce di un Raglio con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi, che per l’occasione sarà ad ingresso gratuito per tutti.

    A seguire il programma.
    22 Ottobre 2016
    9,30 – 13,30

    TEATRO LA VETRERIA

    TAVOLA ROTONDA
    Teatro e Scuola

     

    Saranno presenti

    Francesco Feliziani – Direttore Generale Ufficio Scolastico regionale della Sardegna

    Claudia Firino – Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Regione Sardegna

    Yuri Marcialis – Assessore alla Pubblica Istruzione, Sport e Politiche giovanili del Comune di Cagliari

    Paolo Secci – Presidente Municipalità di Pirri

    Filippo Petrucci – Presidente Commissione Pubblica Istruzione Consiglio Comunale di Cagliari

    Salvatore Guadagnuolo – Direttore Artistico della Rassegna Nazionale Teatro della Scuola dell’Associazione Teatro Giovani, Teatro Pirata di Serra San Quirico (Marche)

    Gisella Caddeo – Dirigente Scolastico Scuola Secondaria di Primo Grado Ugo Foscolo Cagliari

    Valentino Pusceddu – Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo Pirri 1-2

    Paola Lai – Responsabile organizzativo Is Mascareddas

    Sergio Cadeddu – Insegnante e operatore teatrale Rossolevante

    Marco Benoni – Presidente Federcultura Confcooperative Sardegna

     

    Coordinerà l’incontro

    Silvestro Ziccardi Cada Die Teatro –  Attore, regista, insegnante  Scuola di Arti Sceniche

     

    ore 18,00

    SALA TEATRO STUDIO

    • INGRESSO GRATUITO •


    PIÙ VELOCE DI UN RAGLIO

    di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi

    collaborazione alla drammaturgia e alla messa in scena Alessandro Lay
    suono Giampietro Guttuso
    disegno luci Giovanni Schirru

    Premio Eolo 2015 – migliore novità di teatro ragazzi e giovani

    Premio amici Emanuele Luzzati e Premio Rosa d’oro – XXXIV Festival Nazionale

    Teatro per i ragazzi (Padova 2015)

     

    INFORMAZIONI
    cada die teatro 070 5688072 • 070 565507 • 328 2553721
    info@cadadieteatro.com
    facebook.com/cadadieteatro

  • L’ULTIMA REGIA DI HOFFMANN SANDOR

    L’ULTIMA REGIA DI HOFFMANN SANDOR

    di Luigi Alcide Fusani
    con Alessandro Mascia e Pierpaolo Piludu; disegno luci Giovanni Schirru;
    regia Silvestro Ziccardi – In collaborazione con la Società Umanitaria di Cagliari

    Luigi Fusani ha scritto questo testo teatrale dopo un’esperienza di alcuni anni di insegnamento in Ungheria dove è venuto a conoscenza di una storia quasi dimenticata in quella nazione: lo sterminio di circa un milione di ebrei consegnati ai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Una pagina di storia tristissima che ha visto la comunità ebraica della città di Pécs scomparire quasi totalmente. Ciò che ha sorpreso maggiormente Fusani è stata la rimozione della memoria di quell’evento. In collaborazione con l’università di Pécs, una delle più antiche d’Europa, ha portato avanti un’approfondita ricerca che si è conclusa con la pubblicazione di un libro, la realizzazione di uno spettacolo teatrale, rappresentato in tutta l’Ungheria, e di un’opera radiofonica trasmessa dalla radio nazionale.
    Anche lo scenario de “L’ultima regia di Hoffman Sandor” sono i campi di concentramento nazisti. Stavolta si tratta di una ricostruzione romanzata. L’autore indaga sulla tragedia del nazionalsocialismo, mettendo in evidenza, in particolare, il ruolo che ebbe la propaganda per l’affermazione di Hitler e del suo progetto criminale.

    Kit operatori

    23 gennaio 2014 – Cagliari, Teatro La Vetreria ore 11:00 – Terza ora teatro
    22 gennaio 2014 – Cagliari, Teatro La Vetreria ore 11:00 – Terza ora teatro
    21 gennaio 2014 – Cagliari, Teatro La Vetreria ore 11:00 – Terza ora teatro
    26 gennaio 2013 – Cagliari Teatro La Vetreria Capitani Coraggiosi
    24 gennaio 2013 – Cagliari, Teatro La Vetreria
    31 gennaio 2012 – Cagliari, Teatro, La Vetreria ore 21:00 – Teatro e memoria
    30 gennaio 2012 – Cagliari, Teatro La Vetreria ore 11:00 – Teatro e memoria
    28 gennaio 2012 – Cagliari, Teatro La Vetreria ore 11:00 – Teatro e memoria
    27 gennaio 2012 – Cagliari, Teatro La Vetreria ore 11:00 – Teatro e memoria
    26 gennaio 2012 – Cagliari, Teatro La Vetreria ore 11:00 – Teatro e memoria
    27 gennaio 2012 – Cagliari, Teatro La Vetreria ore 11:00 – Teatro e memoria
    25 gennaio 2012 – Cagliari Teatro,Teatro La Vetreria ore 21:00 – Teatro e memoria

    Foto

     

  • OPERAPÈ

    OPERAPÈ

    da un’idea di Mauro Mou

    di Alessandro Lay, Mauro Mou, Silvestro Ziccardi

    con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi

    cura del movimento di Alessandro Carboni, Florent Bergal

    suono di Giampietro Guttuso

    disegno luci di Giovanni Schirru

    regia di Alessandro Lay

    Un apicoltore cammina tra le arnie devastate del suo apiario con il vestito della festa, ha una grossa corda fra le mani e invoca la morte. Lei arriva davvero all’appuntamento. Indossa un abito da sposa, un cappello nero con veletta e una chitarra elettrica a tracolla. Dall’incontro prende vita una fiaba nera, una commedia pop, un punk-cabaret-magique, dove l’ apicultore e la morte possono danzare con una corda al collo, dove un cappio può sorreggere altalene per giocare con le leggi che regolano l’universo.

    Kit operatori

    Video

  • Rosmarino a Caccia Grossa

    Rosmarino a Caccia Grossa

    di e con Giancarlo Biffi
    luci Emiliano Biffi
    suono Matteo Sanna

    libro pubblicato da edizioni Segnavia

    illustrazioni di Valeria Valenza

    Ci sono giorni in cui bisogna fare delle scelte e come per incanto da quel dì, quel che era non sarà più. Per un rapace è normale cacciare una preda ma non per Gufo Rosmarino e i suoi due fratellini. Partiti per cacciare finiscono per essere presi, in particolare Rosmarino che cede senza porre alcun ostacolo all’affetto di Durke, una dolce leprotta. Il suo caro amico, Corteccia il pipistrello, tenta di spiegargli che “non fa!” ma l’amore è cieco e soprattutto sordo, e dagli incontri con creature tanto diverse nascono nuove amicizie, belle e tenere come le carezze dell’aurora nelle sfumature dei cieli del primo mattino.

    Date

    06 agosto 2017, ore 17:00 – Ulassai, Stazione dell’Arte
    27 luglio 2017, ore 21:30
    – Cagliari, Teatro La Vetreria
    05 Febbraio 2017 – Cagliari, Teatro La Vetreria (matinée 6 e 7 febbraio)
    13 Ottobre 2016 
    – Cagliari, Festival Tuttestorie Exmà ore 10.30 Tenda Suegiù – 0re 15.00 Sala Bubù
    26 Ottobre 2016 – Arzana, ore 11.00

  • Stagione La Vetreria 2016

    Stagione La Vetreria 2016

    Da Settembre a LA VETRERIA prende avvio una ricca Stagione di teatro con grandi artisti della scena nazionale e nuovi talenti che andranno in scena nello spazio all’aperto de La Vetreria con i progetti Contaminazioni,  Øscena Festival, dedicata al Friuli Venezia Giulia / nuovi teatri dal confine, Cagliari Teatro in.corto 2016, la Giornata del teatro, il Cantiere Nel regno degli uccelli e il nuovissimo progetto giovani Transistor.

     

    Giovedì 15 Settembre, ore 21:00 • Corte
    CADA DIE TEATRO E CHOURMO
    DI MARE IN MARE Musiche di Baska
    CONTAMINAZIONI

    Sabato 17 Settembre, ore 21:00 • Corte
    Omaggio a Francesco Masala nel centenario della nascita
    CADA DIE TEATRO CON PAOLO FRESU
    LARIBIANCOS

    Giovedì 29 Settembre, ore 21:00 • Teatro
    Venerdì 30 Se ttembre, or e 23:00 • Teatro
    PLEIADI ART PRODUCTIONS
    MOBY DICK

    Venerdì 30 Settembre, or e 21:00 • Corte
    PEPPINO MAZZOTTA
    SOLDI E CHIODI_lettura drammatizzata

    Sabato 1 Ottobre, or e 21:00 • Corte
    MAX PAIELLA
    JANNACCI E DINTORNI

    CAGLIARI TEATRO IN.CORTO
    Venerdì 7 e Sabato 8 Ottobre, ore 20:00
    Domenica 9 Ottobre, ore 18:30 • Teatro
    SELEZIONI

    LA GIORNATA DEL TEATRO In collaborazione con il MiBACT
    Sabato 22 Ottobre, ore 9:30 – 13:30 • Teatro
    TEATRO E SCUOLA Incontro

    Sabato 22 Ott obre, or e 18:00 • Teatro Studio
    CADA DIE TEATRO
    PIÙ VELOCE DI UN RAGLIO

    ØSCENA FESTIVAL FRIULI VENEZIA GIULIA nuovi teatri dal confine
    28, 29, 30, 31 Ottobre; 1 Novembre
    TEATRO LA VETRERIA e TEATRO MASSIMO
    Progetto di Cada Die Teatro e Sardegna Teatro

    Venerdì 28 Ottobre, ore 21:00 • Teatro
    KSENIJA MAR TINOVIC
    DIARIO DI UNA CASALINGA SERBA

    Domenica 30 Ott obre, or e 18:00 • Teatro
    CONSORZIO SCENIC O SELVAGGINA
    CANTIERE TEATRALE
    23 Ottobre, or e 18:00 • Teatro
    SCUOLA DI ARTI SCENICHE LA VETRERIA
    IL MESTIERE DELL’ATTORE
    LA PASSIONE DEI PO VERI CRISTI
    Venerdì 11 e Sabato 12 Novembre or e 21:00 • Teatro
    Domenica 13 Novembre ore 17:30 • Teatro
    CADA DIE TEATRO
    SCUOLA DI ARTI SCENICHE LA VETRERIA
    NEL REGNO DEGLI UCCELLI

    Venerdì 9 , Sabato 10 e Domenica 11 Dicembre • Centro La Vetreria
    TRANSISTOR PROGETTO GIOVANI
    NOI VENIAMO D AL FUTURO
    Spettacoli, laboratori, incontri ed esposizioni

     

  • Di mare in mare

    Di mare in mare

    CHOURMO/MARINA CAFE’ NOIR – CADA DIE TEATRO

    DI MARE IN MARE

    Ricette per non bruciare l’aglio durante le tempeste

    con Giancarlo Biffi, Giacomo Casti, Pierpaolo

    Piludu e Francesco Scanu, Musiche di Baska

    Nato dall’esigenza di entrambi i collettivi di confrontarsi e interrogarsi su uno dei temi a loro più cari, il viaggio, per mare ma non solo, inteso come metafora dell’esistenza umana e come strumento di indagine del nostro tempo, questo nuovo progetto narrativo-musicale-gastronomico mette assieme le perfette sonorizzazioni originali dei Baska, coi racconti arricchiti dalla magia di una vera e propria cucinata in scena, che trasformano l’intera performance in un vero e proprio viaggio sensoriale che spazia tra i profumi, i ricordi e i sapori più intimi del nostro mare.

  • Il corpo di Totò

    MARCO MANCHISI

    Il corpo di Totò

    Di e con Marco Manchisi

    Con la partecipazione dei Cuori di Panna Smontata

    Porto dentro di me un’immagine familiare di Totò. Il suo viso mi fa sorridere, le sue smorfie riflettere. Ho attraversato in libertà le sue considerazioni sulla vita, sulle donne, sul suo desiderio di calma, sulla difficile condizione di essere comico.

    Pensieri a volte in contrasto con il suo personaggio. Due anime così diverse, nello stesso corpo, Totò l’attore e Antonio De Curtis l’uomo. In scena si stuzzicano, si contaminano, si alimentano, tra vita e teatro, fino a fondersi.

    Quando Totò diventò quasi completamente cieco a Fellini apparve come “… un dolcissimo fantasma … un esserino incorporeo …”.

    Ho utilizzato testi di varia natura: un estratto dallo spettacolo Volumineide, dove Pinocchio tirato dai fili della politica diventa una marionetta nel paese dei balocchi, schegge da Petrolini, il monologo Lettera d’amore di Karl Valentin, un ricordo di Federico Fellini, La livella a dialogare con la sua voglia di tornare dal cinema al teatro.

    “Porto dentro di me ancora forti i ricordi del lavoro con Leo de Berardinis che, con Totò principe di Danimarca, già affrontò egregiamente il nostro eroe. Allo stesso modo i racconti su mio nonno, che fu amico intimo di Totò, continuano a ispirare il mio racconto”.

    Marco Manchisi

    ………………………………….
    Marco Manchisi è nato a Napoli il 7/11/1961. Ha lavorato con le compagnie di Antonio Neiwiller e di Leo de Berardinis, collaborato con Toni Servillo, Enzo Moscato, Mario Martone, Marco Baliani, Alessandro Benvenuti, Francesco Rosi, Luca De Filippo, Teresa Ludovico, Michelangelo Campanale. Dal 1990 scrive e mette in scena i suoi spettacoli tra cui: Pulcinella e la dama bianca di Otello, Il fantoccio, Pulci beat, La corona sognata, Il corpo di Totò. Nel cinema ha recitato in films diretti da: Mario Martone, Gabriele Salvatores, Raul Ruiz, Abel Ferrara, Antonietta de Lillo, Silvana Maya.

     

  • Libri in scena

    Libri in scena

    6 AGOSTO

    Bachisio Bandinu con Celestino Tabasso presentano
    Noi non sapevamo – Ed. Il Maestrale
    In ritardo nel leggere i segni dei tempi per fare scelte convenienti. Incapaci di valorizzare le proprie risorse che altri sfruttano a loro profitto… Basta osservare gli eventi degli ultimi cinquant’anni per fare una dolorosa constatazione: noi sardi non sapevamo! Oggi, sappiamo quali scelte fare negli investimenti economici e culturali? Parrebbe proprio di no…

    8 AGOSTO
    Francesco Abate con Francesca Saba presentano
    Mia madre e altre catastrofi – Ed. Einaudi
    Una serie di dialoghi folgoranti, irresistibilmente comici, che tessono il racconto di un’intera vita, anzi due: quella di un figlio e di sua madre, dall’infanzia fino a oggi. Con grazia estrema, ma senza sconti, Francesco Abate ha scritto la tragicommedia del rapporto sentimentale più dolce e ingarbugliato di tutti.

    Michela Murgia con CLaudia Carta
    Chirù – Ed. Einaudi
    Amarsi vuol dire perdere l’equilibrio, derubarsi l’un l’altro, attrarsi e spaventarsi, scambiarsi di posto: è questo che fanno Eleonora e Chirú. La loro è una storia di apprendistato, dono, manipolazione e gioventú. Lei maestra, lui allievo, ma entrambi impreparati davanti alla lezione piú difficile: quando l’amore smette di essere una forza e diventa un potere8

    9 agosto

    Giacomo Mameli con Bastiana Medau presentano
    Le ragazze sono partite – Ed. CUEC
    L’epopea delle ragazze che dalla Sardegna emigravano in Continente per cambiare vita. Pietrina, Clelia, Evelina, Maretta, sono solo alcuni dei nomi delle protagoniste che emigrano in particolar modo da Perdasdefogu, […] verso il continente, a Roma e Milano, a partire dal 2° dopoguerra, per fare “le seraccas” (le serve) presso alcune famiglie benestanti. Un intreccio di storie di donne nell’ar¬co di più generazioni, che partono e raccontano la loro esperienza.

    10 agosto

    Gesuino Nemus con Nino Melis presentano
    La teologia del Cinghiale – Ed. Elliot
    Vincitore Premio Campiello Opera Prima 2016

    Un romanzo in cui gli odori, i sapori, le voci, le superstizioni e la magia della terra sarda, si uniscono per comporre il quadro di un’Italia che arriva fino ai giorni nostri.

    Luglio 1969. Nei giorni dello sbarco sulla luna, a Telèvras, un piccolo paese dell’entroterra sardo, due ragazzini vengono coinvolti in una serie di eventi misteriosi. Matteo Trudìnu, talentuoso figlio di un sequestratore latitante, e Gesuino Némus, da tutti considerato un minorato mentale, sono amici per la pelle. Di loro si occupa come fossero suoi figli don Cossu, il prete gesuita del paese. Un giorno il padre di Matteo viene trovato morto a pochi chilometri dal paese. A indagare si trova il maresciallo dei carabinieri di stanza a Telèvras, un piemontese che fatica a comprendere le logiche dell’omertà che lo circonda, aiutato dall’appuntato Piras e da don Cossu. Ma il mistero si infittisce ancor di più quando, a pochi giorni di distanza, viene ritrovato il corpo di un secondo uomo. Una storia di misteri e rivelazioni, in cui si mescolano gli odori, i sapori, le voci, le superstizioni e la magia della terra sarda, a comporre il quadro di un’Italia che arriva fino ai giorni nostri.

  • Tauromàquina

    Tauromàquina

    ANIMAL RELIGION
    Tauromàquina
    Con Quim Giron e Benet Jofre
    Musiche di Felix Cucurull

    Lo spettacolo Tauromàquina trae ispirazione dalla parola spagnola tauromaquia, che si traduce nell’arte di domare un toro, una tradizione culturale che si celebra in tutta la Spagna.
    La tradizionale corrida è un duello all’ultimo sangue tra un toro e un uomo, un rituale che ci unisce con la morte.
    Tauromàquina è un duello tra un uomo e una macchina, altrettanto affascinante ma decisamente più sicuro, che cattura l’attenzione dello spettatore.
    In questa performance si può vedere la macchina immortale esprimere i suoi sentimenti e le emozioni, mentre l’artista utilizza la potenza della macchina per creare movimenti impensabili ed eccentrici.

    Animal religion è una stravagante compagnia di teatro/circo contemporaneo proveniente dalla Spagna, che esplora equilibrismo, le percussioni, la figura del clown, i movimenti animali e l’astronomia.

  • Human

    Human

    MISMAONDA – SARDEGNA TEATRO

     

    Marco Baliani e Lella Costa

    in HUMAN

    di Marco Baliani e Lella Costa

    collaborazione alla drammaturgia di Ilenia Carrone

    e con David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu

    musiche originali di Paolo Fresu con Gianluca Petrella

    scene e costumi di Antonio Marras

    scenografo associato Marco Velli costumista associato Gianluca Sbicca

    disegno luci di Loïc Francois Hamelin e Tommaso Contu

    assistenti alla produzione: Agnese Fois e Leonardo Tomasi

    regia di Marco Baliani 

     

    Abbiamo un titolo: la parola HUMAN sbarrata da una linea nera che l’attraversa, come a significare la presenza dell’umano e al tempo stesso la sua possibile negazione. Umano è il corpo nella sua integrità fisica e psichica, nella sua individualità. Quando questa integrità viene soppressa o annullata con la violenza si precipita nel disumano. Umani sono i sentimenti, le emozioni, le idee, le relazioni, i diritti. Li abbiamo sognati eterni e universali: dobbiamo prendere atto – con dolore, con smarrimento – che non sempre lo sono. La storia del nostro Novecento e ancora le vicende di questo primi anni Duemila ci dicono che le intolleranze e le persecuzioni, individuali o di massa, nei confronti degli inermi e degli innocenti, continuano a perpetrarsi senza sosta.

    Con la nostra ricerca teatrale vorremmo insinuarci in quella soglia in cui l’essere umano perde la sua connotazione universale, utilizzare le forme teatrali per indagare quanto sta accadendo in questi ultimi anni, sotto i nostri occhi, nella nostra Europa, intesa non solo come entità geografica, ma come sistema “occidentale” di valori e di idee: i muri che si alzano, i fondamentalismi che avanzano, gli attentati che sconvolgono le città, i profughi che cercano rifugio. Ma se ci fermassimo qui sarebbe un altro esempio di cosiddetto teatro civile, e questo non ci basta: non vogliamo che lo spettatore se ne vada solo più consapevole e virtuosamente indignato o commosso. Vogliamo spiazzarlo, inquietarlo, turbarlo, assediarlo di domande. E insieme incantarlo e divertirlo. E per riuscirci andremo a indagare teatralmente proprio quel segno di annullamento, quella linea che sancisce e recide: esplorare ed espugnare la soglia fatidica che separa l’umano dal disumano, confrontarci con le parole, svelare contraddizioni, luoghi comuni, impasse, scoperchiare conflitti, ipocrisie, paure indicibili. Vorremo costruire un teatro spietatamente capace di andare a mettere il dito nella piaga, dove non si dovrebbe, dove sarebbe meglio lasciar correre, e andare a toccare i nervi scoperti della nostra cultura riguardo alla dicotomia umano/disumano. Senza rinunciare all’ironia, e perfino all’umorismo: perché forse solo il teatro sa toccare nodi conflittuali terribili con la leggerezza del sorriso, la visionarietà delle immagini, l’irriducibilità della poesia.

    Galleria Fotografica

    Intervista di ANNA BANDETTINI a Lella Costa su Repubblica

    Progetto Human, il sito web

  • Numero primo

    Numero primo

    MARCO PAOLINI
    Numero Primo – Studio per un nuovo Album
    Con Marco Paolini
    Testi di Gianfranco Bettin e Marco Paolini
    Produzione Jole film

    Note d’autore
    Ho un’età in cui non sento il bisogno di guardare indietro, di ricostruire, preferisco sforzarmi di immaginare il futuro, così farò un Album con nuovi personaggi. Parlerò della mia generazione alle prese con una pervasiva rivoluzione tecnologica. Parlerò dell’attrazione e della diffidenza verso di essa, del riaffiorare del lavoro manuale come resistenza al digitale. Parlerò di biologia e altri linguaggi, ma lo farò seguendo il filo di una storia più lunga che forse racconterò a puntate come ho fatto con i primi Album. Marco Paolini

    La storia
    Nella stazione spaziale del film 2001 Odissea nello spazio ci sono cabine telefoniche a disposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di fare videochiamate, ma sono fisse. Nessuno dei protagonisti del film usa un telefono portatile o un palmare. In 20.000 leghe sotto i mari Jules Verne immagina l’uso di energie, materiali e tecnologie che assomigliano moltissimo a quelli che sono stati effettivamente poi usati per i moderni sottomarini. Ma le previsioni più stupefacenti e azzeccate sul futuro sembrano quelle contenute nelle Mille e una notte: l’invenzione del password “apriti sesamo” e del touch-screen della lampada di Aladino.

    Possiamo quindi aspettare con fiducia l’avvento del tappeto volante in tempi ragionevoli. Mi sembra di poter concludere che è molto più difficile fare previsioni sul futuro a breve che a lungo termine. Eppure il futuro prossimo dovrebbe far parte di un orizzonte a cui guardare con attenzione. Un presente dilatato come quello in cui viviamo rischia sia di cancellare la memoria del passato, sia di inibire ogni ragionamento sul futuro, dando per scontato che si tratti di un aggiornamento del presente, un aggiornamento “compatibile” con il presente.

    Raccontare storie ambientate nel futuro prossimo è un esercizio confinato in un genere: la fantascienza. Esiste una tradizione di fantascienza in letteratura e nel cinema ma a teatro non è molto diffusa. Per tagliare la testa al toro conviene subito dire che Numero Primo è un esperimento di fantascienza narrata a teatro, ma che agli autori non piace chiamarla così. Numero Primo è una storia che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme come si fa con le carte prima di giocare. Numero Primo è anche il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta. Ma anche le cose e le bestie hanno voci e pensieri in questa storia.  Paolini e Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali
    invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento? Le nuove tecnologie sono di moda per definizione, ma spesso invecchiano in fretta generando però nuove attese. E se a cambiare rapidamente non fossero solo le cose e gli scenari intorno a noi, ma noi stessi, un po’ per scelta e un po’ per necessità? E in tal caso verso quale direzione o destinazione? Dovremo forse chiederlo alla moda. Al narratore sulla scena tocca il compito di rendere credibili cose possibili domani, ma che oggi appaiono inverosimili. L’orizzonte temporale immaginato riguarda i prossimi 5000 giorni e solo pensando a quanto il mondo delle cose sia cambiato nei 5000 giorni appena trascorsi risulta quantomeno necessario guardare al futuro con il beneficio del dubbio rispetto a ciò che oggi è ancora inverosimile.

  • Il giorno del giudizio

    Il giorno del giudizio

    TONI SERVILLO

    Il giorno del giudizio

    Reading dal romanzo di Salvatore Satta

    Con Toni Servillo

    La voce di un grande attore per riscoprire una delle opere chiave della narrativa italiana del Novecento.

    E’ stato infatti Toni Servillo a proporre di registrare negli studi radiofonici di Napoli quello che George Steiner ha definito “uno dei capolavori della solitudine nella letteratura moderna, se non addirittura di tutti i tempi”, un romanzo di cui l’attore è appassionato ed esperto conoscitore, tanto da spingerlo ad intense esplorazioni, se non veri e propri pellegrinaggi letterari, “in quel nido di corvi che è Nuoro”, sulle tracce del mondo raccontato da Satta, tra le ombre dei suoi personaggi, i destini di giovani e vecchi, ricchi e miserabili, intellettuali e matti di cui è composto questo potente racconto, a metà tra Spoon River e Gattopardo.

    Un libro che non ebbe alcun successo, quando fu pubblicato nel 1977 dopo la morte dell’autore, da una casa editrice specializzata in opere giuridiche (Salvatore Satta è stato un grande giurista, sul suo monumentale commentario al Codice di procedura civile si sono formate generazioni di studenti), ma suscitò invece l’entusiasmo di Giuseppe Calasso che lo ripubblicò tre anni dopo. Ne nacque un caso letterario, tradotto in 17 lingue.

    Un viaggio in un mondo scomparso, in un tempo inesorabile, sospeso tra arcaismo e modernità nel quale ci guida la voce di Toni Servillo, in un suo speciale percorso attraverso i classici italiani del Novecento, che ha portato il grande attore a proporre negli anni passati la lettura radiofonica Ad alta voce de Gli indifferenti di Moravia e de ll giorno della civetta di Sciascia.0505