Categoria: Archivio

  • Pic your Festival dei Tacchi

    Pic your Festival dei Tacchi

    Contest fotografico_Pic your Festival dei Tacchi!

    Partecipa anche tu al contest fotografico Pic your Festival dei Tacchi. Fai conoscere il tuo punto di vista sul Festival e concorri nelle diverse sezioni. Protrai vincere uno dei bei prodotti della Cooperativa tessile Su Marmuri oppure il vino del Festival!

    Come partecipare: scatta la foto e pubblicala su Instagram con l’hashtag #festivaldeitacchi  e condividila su Facebook sempre con l’hashtag #festivaldeitacchi e il tag @festivaldeitacchi. La somma dei like di Facebook e Instagram determinerà il vincitore. A pari merito sarà l’organizzazione a valutare la foto vincitrice.

    Il contest prevede 3 categorie:
    1 – paesaggio
    2 – pubblico
    3 – attività collaterali del Festival dei Tacchi

    Per ogni categoria sono previsti un primo e un secondo premio. Il primo premio sarà una borsina del festival dei Tacchi/un telaietto di Maria lai, e un secondo premio: una bottiglia di vino del Festival.

    Il contest parte il 4 agosto e termina il 9.
    I nomi dei vincitori verranno comunicati al termine dello spettacolo del 9 sera e verranno pubblicati sui social.

    Tutte le foto verranno pubblicate in una apposita gallery nel sito web cadadieteatro.com.

    L’organizzazione si riserva la possibilità di escludere le foto non attinenti al tema e/o offensive.

  • Il regno degli uccelli

    Il regno degli uccelli

    CADA DIE TEATRO

    Nel regno degli uccelli
    commedia edificante
    Da “Gli uccelli” di Aristofane
    Con Alessandro Mascia, Mauro Mou, Francesca Pani, Pierpaolo Piludu, Francesca Vecere e Silvestro Ziccardi
    Regia di Giancarlo Biffi
    Costumi di Marilena Pittiu

    Un capolavoro del teatro greco di un’attualità sconcertante.
    Una commedia edificante per riflettere e interrogarci sulla società contemporanea.

    Due cittadini ateniesi, Pisetero ed Evelpide, stanchi della loro città, raggiungono un luogo sospeso tra terra e cielo, senza leggi, né violenza, l’utopica patria degli uccelli.

    L’alleanza tra uomini e volatili è l’incontro tra esseri dell’aria ed esseri della civiltà, tra esseri pre-polis ed esseri della polis; per una società che pericolosamente in ripiego dall’essere civiltà può ben presto scivolare nella barbarie, ingoiata da una libertà senza più sembianze umane.

    La commedia più bella di Aristofane o forse addirittura: “la commedia più bella di tutti i tempi” al servizio di una messa in scena che vuole provare smascherare l’ipocrisia di una società che ha nel denaro e nell’egoismo sociale gli unici Dei.

    Un viaggio, un’esplorazione dentro luoghi talmente aperti da nasconderne nelle tasche, significati e suoni migliaia di volte evocati ma che solo sulla scena si fanno storia e corpo drammatico, rimandandoci impetuosamente al nostro inaccettabile presente.

  • E venne la notte

    E venne la notte

    Il MELARANCIO

    E venne la notte… Storie di masche, folletti e creature del mistero

    Testo raccolto dalla tradizione orale

    Adattamento e regia di Marco Alotto

    Con Gimmi Basilotta

    Scenografie di Maurizio Agostinetto

    Figure ed oggetti a cura della Compagnia

    E venne la notte è un vero e proprio trigomigo un insieme di storie che s’intersecano tra loro, termine occitano che significa intreccio, groviglio, cosa difficile da dipanare.

    Un tempo queste storie venivano raccontate da cantastorie che giravano per i paesi e oltre a raccontare questi uomini compravano oggetti, vendevano unguenti, guarivano da piccoli e grandi mali.

    Oppure erano leggende che si ascoltavano al calore della stalla, riscaldati da mucche compiacenti, nelle sere d’inverno, alla luce di un’unica lampada. Tratte dal racconto orale dei nonni, dei vecchi di paese e di borgata, le storie dello spettacolo sono il frutto di un lavoro di ricerca e di raccolta di memoria popolare durato più di dieci anni sul territorio delle valli alpine del cuneese.

    Attraverso l’utilizzo di oggetti e di figure di memoria contadina prendono vita personaggi misteriosi Candy, il fantasma di neve; Cavalàs, indomabile e furioso cavallo selvaggio; Louv Ravàs, l’uomo-lupo; Barbabiciu cutela, l’orco divoratore di bambini; i canett, le anime dei morti trasformate in cani; il Servan, folletto invisibile e dispettoso; la terribile Sabroto la Longo, la masca, la strega, per eccellenza e non può mancare il Diavolo, disposto persino a segare in due una montagna, pur di conquistarsi un’anima da dannare. Lo spettacolo utilizza oggetti ed attrezzi di memoria contadina che nelle mani dell’attore si trasformano via via nei personaggi dei racconti.

  • Arlecchino cerca casa – MTO back to Egeo

    Arlecchino cerca casa – MTO back to Egeo

    In questa ultima tappa della nostra moderna Odissea, dopo due anni di avventuroso navigare dal Baltico al Mediterraneo, è il Mare Egeo con le sue isole che incontreremo. Come Odisseo avremmo dovuto terminare il viaggio ad Itaca ma le cose cambiano: Niente più Itaca!

    Itaca resta il sogno a cui giungere ma il vento ci spinge all’incontro con Arlecchino e i suoi tanti compagni: migliaia di profughi che raminghi stanno approdando in lidi assai lontani da Itaca.

    Leros e Lesbo, si chiamano le isole a cui giungeremo. Luoghi in cui fatti sorgere nuovi recinti, nuove gabbie, vengono ammassati e rinchiusi coloro che fuggono da guerre e miseria

    Arlecchino, fuggito da città in fiamme, s’aggira stordito alle porte della nostra “democratica” Europa e come sempre… ha lo stomaco vuoto. Non ha neanche casa e peggio ancora non ha più parole, le ha perse tutte, smarrite in vie di città abbandonate dagli uomini e dagli Dei.

    Senza cibo, senza casa, senza parola… lo incontriamo per abbracciarlo, per stare un po’ con lui, per godere delle sue mille tinte. Convinti che nonostante tutto nessuno mai, riuscirà ad annegarli in un unico e mortifero colore.

    Perciò, prestate attenzione!

    State attenti a quell’Arlecchino che s’aggira ai confini d’Europa, potrebbe anche essere uno dei vostri fratelli.

    Giancarlo Biffi

     

     

  • Festival dei Tacchi 2016

    Festival dei Tacchi 2016

    Il Festival dei Tacchi vi saluta e vi da appuntamento per il 2017!

    Quest’anno una grande edizione con grandi artisti e un pubblico meraviglioso.

    Grazie alle amministrazioni che sostengono il Festival dei Tacchi e grazie agli sponsor privati che credono in questo progetto; grazie ai tecnici che ogni anno fanno il possibile e l’impossibile perché tutto funzioni e si vada in scena, grazie ai volontari del gruppo Cuori di panna smontata che ogni sera hanno accolto il pubblico e per il grande supporto all’organizzazione e a Floriana; grazie agli artisti e agli scrittori che ogni anno ci regalano grandi emozioni; grazie ai giornalisti e agli studiosi che hanno seguito le presentazioni e gli incontri e a tutti quelli che hanno parlato di noi; grazie al pubblico che ha resistito alle temperature nordiche di alcune serate ogliastrine, che in compenso ci hanno regalato delle magnifiche notti stellate; grazie a tutti i collaboratori che hanno organizzato le attività collaterali che in questa edizione hanno avuto un particolare successo e ne siamo veramente lieti; grazie ai fotografi ufficiali del Festival che hanno immortalato quasi ogni momento e dettaglio di questa edizione. GRAZIE A TUTTI… COMPRESI QUELLI CHE CI SIAMO DIMENTICATI DI CITARE QUI!

    Rassegna stampa

  • Premio La fiaba magica ad Alessandro Mascia

    Premio La fiaba magica ad Alessandro Mascia

    Campodimele (Lazio), 19/20 maggio 2016
    VIII edizione del Festival Un paese incantato

    IL PREMIO LA FIABA MAGICA ad ALESSANDRO MASCIA
    Regista, attore e drammaturgo

    La Fiaba Magica viene conferito a uomini e donne che operano in vari settori e per gli alti meriti acquisiti e riconosciuti nel campo della ricerca scientifica, letteratura e arte, in particolare nell’importante settore della narrazione orale, della cultura, delle scienze umane

  • IL MONTE ARCOBALENO C’era una volta… Storie che uniscono

    IL MONTE ARCOBALENO C’era una volta… Storie che uniscono

    16 maggio ore 17.30
    Cagliari , Teatro La Vetreria

    Istituto comprensivo 1 – 2, La Marmora – Monserrato

    IL MONTE ARCOBALENO 
    C’era una volta… Storie che uniscono
    Laboratorio teatrale finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio

    Testo e sceneggiatura Silvestro Ziccardi
    Conduzione laboratori Silvestro Ziccardi, Roberto Vanali
    Musiche Roberto Vanali
    Riprese audio e editing Matteo Sanna
    Video Simone Lecca, Marianna Saddi
    Alunni coinvolti nel progetto Amin Choukri e Daniel Achani, Alessio Tinti e Alessia Mattana, Ilaria Pillai e Alessia Corrias, Michela Cogoni e Sofia Cossu, Michela Pili e Jessica Lisieri, Dario Claudetti e Giada Perseu, Nicola Espis, Noemi Alimondi e F. Carrucciu, Edoardo Contu e Nicolò Lecis, Gabriele Manconi e m. Benedetta Sainas, Aurora Demelas e Denise Carta, Michele Asunis e Daniel Casti, Marta Bistrussu e Sara Pinna, Davide F. Eriu e Aurora Testa, Vittorio Atzori e Danny Scalas, Mirko Atzeni e Martina Angius, Virginia Argiolas e Davide Manca, Emanuele Randine e Samuele Melis, Federico Piludu, Rachele Caria e M. Argiolas, Silvia Contu e Alice Argiolas, Nicolas Cappai e Denise Argiolas

    Ingresso gratuito

     

  • LA BELLA GIOVENTÙ

    LA BELLA GIOVENTÙ

    La Bella Gioventù
    Racconti sugli anni ‘40, la caduta del fascismo, la seconda guerra mondiale, 
    il ritorno alla libertà


    Da diversi anni il Cada Die Teatro, in collaborazione con la cattedra di Antropologia Culturale dell’Università di Cagliari e l’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro, sta portando avanti una ricerca finalizzata alla realizzazione di un video-archivio con le testimonianze dei ‘bambini e ragazzi del ’43’ che erano a Cagliari quando la città veniva distrutta dalle bombe degli aerei americani. L’iniziativa ha coinvolto sinora oltre 130 persone di età compresa tra i 75 e i 101 anni che hanno vissuto sulla propria pelle le tragiche giornate della guerra. Ogni testimonianza contiene momenti di grande emozione: chi ha visto il proprio palazzo sbriciolarsi davanti ai propri occhi, chi è rimasto sotto le macerie per ore o per giorni, chi ha visto morire fratelli, genitori, amici…
    Dopo i bombardamenti del 1943 in tanti pensavano che Cagliari, praticamente rasa al suolo, non sarebbe mai riuscita a rinascere e che Sassari sarebbe stata la nuova capitale della Sardegna…

    Eppure, dopo sole due generazioni, molti adolescenti cagliaritani erano completamente all’oscuro della tragedia vissuta dai propri notti! Da qui l’idea di una ricerca, a cavallo tra il teatro e l’antropologia, per mantenere viva la memoria.

    Pierpaolo Piludu, che ha curato in prima persona la ricerca e realizzato tutte le interviste, propone una serata (o un matinée rivolto agli studenti), dove intende fare rivivere le storie dei bambini e dei ragazzi di Cagliari che da un giorno all’altro si sono ritrovati a vivere con la guerra dentro casa: verrà proiettato un frammento del documentario “Quando scappavamo col cappotto sul pigiama” prodotto dalla sede Rai della Sardegna, con alcune delle testimonianze più significative; Piludu leggerà e l’interpreterà alcuni passaggi particolarmente intensi dei racconti dei testimoni e racconterà la storia della Famiglia Puddu, portata in scena centinaia di volte.

    Famiglia Puddu
    di e con Pierpaolo Piludu
    Nel 1943 Cagliari visse alcune delle giornate più tristi della sua storia: i B17, le “fortezze volanti” americane bombardarono ripetutamente la città distruggendo interi quartieri e trasformando la città in un enorme campo di battaglia.
    La guerra vista attraverso gli occhi di un bambino. Un bimbo down che ha la sfortuna di avere un padre estremamente ignorante e non certo un “campione di sensibilità”.
    Giovanni Battista Puddu, factotum del Tribunale di Cagliari, trascorre il suo tempo imparando a memoria le frasi del duce; la sua massima aspirazione è quella di poter dare alla patria un gran numero di figli maschi… da mandare a conquistare l’impero! Così quando, durante il quarto anno di matrimonio, dopo due femmine, la moglie finalmente gli dà il primo maschietto… Giovanni Battista non sta più nella pelle. La felicità però, nel giro di un paio di mesi, si trasforma in disperazione: l’uomo scopre che il tanto atteso figlio maschio ha dei grossi problemi mentali; non potrà di certo vederlo sfilare con la divisa da Balilla. Decide così di tenere il piccolo nascosto a casa, come se fosse una vergogna.
    Paradossalmente, sarà grazie alla guerra, agli allarmi che dal 1943 incominciarono a risuonare in tutti i quartieri di Cagliari, che il bambino potrà uscire per la prima volta dalla sua casa-prigione, correre felice per le strade del quartiere di Villanova sino al rifugio del Terrapieno e conoscere un mondo che sino ad allora gli era stato tenuto nascosto.

    “Famiglia Puddu è una storia affascinante e commovente che rivela ancora una volta il grande talento narrativo e interpretativo di Pierpaolo Piludu.”
    Enrico Pau La Nuova Sardegna

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    Tzia Teresa
    di e con Alessandro Mascia
    Da anni il cada die teatro porta avanti una ricerca sulle tecniche del narrare: il desiderio di raccontare guardando negli occhi chi ascolta, senza nessuna scenografia, nessun artificio né trucco. Tra chi narra e chi ascolta si sviluppa un clima di accettazione, di fiducia. Ascoltare storie dalla viva voce di un narratore significa far galoppare la fantasia attivamente, trasformare in immagini il suono delle parole. Per gli attori del cada die teatro si tratta di una prova di “narrazione pura”; storie con un unico denominatore: gli anni ‘40, la fine del fascismo, la seconda guerra mondiale. Noi ancora non c‘eravamo. “La bella gioventù” alla quale ci riferiamo è quindi quella dei nostri padri.

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    Federico
    di e con Giancarlo Biffi
    Ciò che lascia un segno, ciò che a fatica la memoria rimuove ritorna indelebile nei campi di grano e papaveri, ogni qualvolta i miei occhi li scorgono. Allora si che li rivedo, mio padre e gli altri padri; giovani uomini in canottiera o in camicia nera, col fucile in mano o col forcone tra le braccia, biciclette con la canna, bianche lenzuola stese al sole, grida di odio e balli sull’aia.
    Si, sono loro i nostri padri a vent’anni, dispersi nel tempo, soffocati dalla guerra. Tutto è successo quando noi non c’eravamo, quando l’aquila nera scendendo dal cielo, oscurò i giorni d’Europa. Allora tutto si perse: famiglie, padri, figli e amore. David cambiò casa e finì a respirare in una delle più belle camere a gas della Polonia e i nostri uomini con una pallottola in testa riuscirono a fermarsi nel bel mezzo di un bosco di faggio nell’età più bella. Quello era il nostro tempo, come questo che abbiamo di fronte è il nostro; solo cinquant’anni dopo, la riflessione si poggia sulle nostre spalle mostrandoci vicino ciò che non è ancora lontano.
    Federico è uno di loro, uno che attraversa il tempo e lo spazio mutando il suo essere, uno dei tanti ventenni che nel 1939 dovettero scegliere da che parte stare e lui scelse. Lui svizzero scelse di stare con i tedeschi ma poi…

     

     

    Date
    25 aprile 2016, Famiglia Puddu, 
    Alghero, Auditotium Liceo Scientifico E.Fermi 
    12 marzo 2016 – Famiglia Puddu, Nuoro, Museo etnografico, ore 19:00
    03 luglio 2015 – Tzia teresa, Cagliari, Teatro La Vetreria
    30 agosto 2014 – Famiglia Puddu, Sirtori, Villa Besana – Ultima luna
    28 marzo 2014 – Famiglia Puddu, Cagliari, Teatro dell’ERSU
    31 marzo 2013 – Famiglia Puddu, Monserrato, Teatro Momoti
    26 marzo 2013 – Famiglia Puddu, Cagliari, Teatro La Vetreria
    08 novembre 2012 – Famiglia Puddu, Oristano, Spazio Hanife Ana
    08 febbraio 2012 – Tzia Teresa, Senorbì, Teatro comunale – Teatro nelle scuole

     

  • Programma convegno e spettacolo Car’Amore

    Programma convegno e spettacolo Car’Amore

    Napoli, 9 aprile 2016, ore 10:30
    Aula Magna della Scuola secondaria di I° grado d’Ovidio-Nicolari
    Via San Giacomo dei Capri 43

    TEATRICONTROESCLUSIONE – LA SCUOLA DEI MIGRANTI
    Manifestazione sulle pratiche teatrali nel campo della salute mentale e dell’inclusione sociale 
    Omaggio a Sergio Piro

    Programma
    Saluti
    Dott.ssa Annamaria Palmieri – Assessore all’Istruzione Comune di Napoli
    Dott.ssa Valeria Tripepi – dirigente scolastico “D’Ovidio Nicolardi”
    Dott. Giuseppe Errico – direttore Teatricontroesclusione

    Interverranno
    Prof. Enrico De Notaris  – psichiatra
    Prof. Giulio Baffi – critico teatrale
    Bruno Leone – artista
    Giovanni D’Angio – psicologo
    Davide Ferreli – Sindaco Comune di Lanusei
    Toni Cama – Medico ASL Lanusei
    Fulvio Usai – Assessore alle Politiche Sociali Comune Lanusei
    Mario Brancaccio – regista – attore
    Dott. Giuseppe Nardini – psichiatra
    Prof. Biagio Terraciano – docente musica
    Alessandro Mascia e Mario Madeddu – Cada Die Teatro Migranti

    Intervalli musicali
    Gruppo musicale Serendip
    Alunni Scuola D’Ovidio-Nicolardi

    Ore 19:30, Domus Ars Centro Cultura
    Via Santa Chiara 10C, Napoli
    Spettacolo teatrale
    Car’Amore

    Progetto Migranti

    Evento realizzato con il contributo di
    ASL Lanusei
    Comune di Lanusei
    Unione dei comuni d’Ogliastra
    Scuola Secondaria di I° grado D’Ovidio Nicolardi
    Ass. Agenzia Arcipelago Onlus
    Regione Campania – assessorato alle politiche sociali
    Comune di Napoli

  • Car’Amore – La scuola dei migranti

    Car’Amore – La scuola dei migranti

    LA SCUOLA DEI MIGRANTI – Lanusei
    Car’Amore
    di Alessandro Mascia
    regia di Alessandro Mascia e Mario Madeddu
    scene e costumi di Marilena Pittiu
    musiche dal vivo Serendip Manuel Cossu, Giorgio del Rio, Alice Madeddu e Fabio Useli
    luci di Giovanni Schirru / Emiliano Biffi
    suono di Matteo Sanna
    in scena Carlotta Baldussi, Patrizia Boi, Matteo Cama , Mario Carta, Rosa Maria Cerina, Anna Cuboni, Federica Cuboni , Pina Evangelistista, Marcello Demuru, Giuseppe Demuru, Elisabetta Gessa, Davide Lai, Luca Lai, Mario Lai, Monica Lai, Veronica Melis, Paola Murgia, Annalisa Piroddi, Emilia Piroddi, Marcella Puddu, Eleonora Scattu
    con la collaborazione di Andrea Mascia e Fulvio Usai

    Con il contributo di ASL Lanusei – CSM, Comune di Lanusei e Unione dei Comuni d’Ogliastra, partner del progetto nazionale TeatriControEsclusione

    Una volta Federico Fellini, parlando del film “E la nave va” disse di averne avuta la prima idea leggendo di un gesuita che, in una sua corrispondenza con un ambasciatore, aveva dato delle cause della Prima Guerra Mondiale una versione diversa da quella dell’attentato di Sarajevo. Ma allora, se mente la Storia perché non potrebbe mentire anche il cinema (o il teatro), che, per sua stessa natura, è finzione? Finzione, perciò, artifici della fantasia, dell’immaginario, per confondere il reale con il suo simbolo, la metafora. “La verità… le verità… le menzogne…”

    Questo spettacolo, prodotto dal progetto La Scuola dei Migranti, che dal 2014 realizziamo a Lanusei, voleva inizialmente essere un omaggio ad un artista, Federico Fellini, a un visionario, al suo cinema e al suo modo poetico di confrontarsi con la realtà. Siamo partiti dal film “E la nave va” e dal suo
    sviluppo letterario “L’ultimo viaggio di A. Mastorna” opera incompiuta di Fellini, per farci guidare e navigare dentro il teatro e lo spettacolo, l’immaginario e il reale. Car’Amore racconta di universi umani marginali, doppi, obbligati a nascondere la realtà della propria inadeguatezza dietro nomi, storie e miti, forse mai esistiti.

    DATE

    9 aprile 2016 – Teatro Domus Ars, Napoli, ore 19:30
    12 Dicembre 2015 – Teatro Tonio Dei, Lanusei, ore 20:30
    5 Dicembre 2015 – Teatro La Vetreria, Cagliari – ore 19:00

    FOTO

  • MILANO DA BRUCIARE!

    MILANO DA BRUCIARE!

    di e con Giancarlo Biffi
    disegno luci Giovanni Schirru
    regia e collaborazione drammaturgica di Alessandro Lay
    suono di Giampietro Guttuso

    Milano da bruciare! è la composizione narrativa di fatti politici, esaltanti e tragici accaduti negli anni ’70.
    Storie indissolubilmente legate alle esperienze politiche e alle intense vicende che hanno visto come protagonista un’intera generazione: giovani a quei tempi, certi di riuscire a mandare a gambe all’aria un mondo di cui non se ne poteva più. Il senso dell’essere ribelli, alla ricerca di una rivoluzione impossibile, quando tutto era possibile. Un viaggio, un ragazzo di provincia e una grande passione: il desiderio di modificare radicalmente lo stato presente delle cose o molto più semplicemente di mettere fuori gioco tutti quelli che lo volevano mantenere così com’era.

    Kit operatori

    8 aprile 2016, ore 21.00, Teatro delle sfide, Bientina (Pisa)
    26 aprile 2012, ore 21.00 -Teatro La Vetreria – Sa die de cada die, Cagliari
    22 marzo 2012, ore 21.00 – mama’s club- Nobodaddy- Ravenna

    Foto

    Video

  • Manovella Circus

    Manovella Circus

    Gli artisti di Manovella Circus sono una simpatica famiglia di scimmiette.
    Max l’acrobata, coinvolge il pubblico con le sue evoluzioni, Ginger una funambola che balla il charleston sulla corda e danza con pattini a rotelle, Casimiro il giocoliere si esibisce in equilibrio sul monociclo, il mago Gustavo stupisce tutti con le sue illusioni.
    La più giovane delle scimmie Cico Ciaco dopo la sua prima esibizione, vuole addormentarsi con il racconto animato del topolino Oscar, mentre nell’aria rimbalzano le note dell’organetto di barberia. Pepito, il pappagallo, prepara per tutti i bambini le “filastrocche della buonanotte” e per gli adulti, che le leggeranno ai più piccini, i “pianeta della fortuna”.

    L’organetto è una varietà di organo meccanico, detto anche Organetto di Barberia, dal nome del suo inventore e costruttore, Giovanni Barbieri nel 1703 a Modena. Lo strumento è costituito da una cassa rettangolare di dimensioni variabili, che contiene, un mantice e delle canne, girando la manovella dello strumento, il cartone perforato scorre e permette l’apertura di una valvola corrispondente a una canna, producendone il suono.

    Spettacolo per tutte le età dai 3 anni in su
    INGRESSO UNICO € 6,00
    PRENOTATE AL 070.56 88 072 o al 328.2553721