Categoria: Archivio

  • L’Architettura Nuragica

    L’Architettura Nuragica

    L’ARCHITETTURA NURAGICA

    Laboratorio ludico-esperienziale con Terre crude per bambini e ragazzi

    Con Serena Casula (Sardinia E-Motion)

    Il progetto nasce con l’idea di far avvicinare i bambini ed i ragazzi al mondo dell’archeologia, facendo particolare riferimento all’architettura nuragica, attraverso delle attività ludico-esperienziali.

    Il laboratorio, ideato e seguito da una psicoterapeuta guida ambientale e da un’artista maestra di ceramica, si svolgerà all’aperto, utilizzando materiali reperiti in natura.

     

    Venerdì 3 Agosto, h 10.00 – Ulassai, Piazza Barigau

    Costo: 20 euro / 15 euro per chi ha il biglietto del Festival dei Tacchi

    Sardinia E-Motion – Tel 329.8343930/Mail info@sardiniaemotion.it

    ABBIGLIAMENTO E MATERIALE CONSIGLIATO : Abbigliamento comodo ed a strati, maglietta di ricambio, cappellino, protezione solare, bottiglietta d’acqua e merenda.

  • Corso di Tessitura

    Corso di Tessitura

    Cooperativa Tessile su Marmuri

    Le donne della Cooperativa tessile Su Marmuri di Ulassai, da oltre trent’anni si dedicano con passione al proprio lavoro, riproponendo con maestria le antiche tecniche di lavorazione con il telaio a mano. Esse per il loro repertorio decorativo si ispirano all’artigianato tipico della Sardegna, insieme a  nuovi motivi sviluppati in collaborazione con artisti locali quali Maria Lai.
    In questo laboratorio potrete osservare da vicino e toccare con mano il lavoro della tessitura, scoprendo i segreti dei telai e delle fibre naturali ma soprattutto della magia che trasforma i fili in piccole opere d’arte.
    Oltre al laboratorio di tessitura è prevista una visita guidata all’interno dell’azienda.

    Durata 4h

    Lunedì 5 Agosto, h 9.00 – Ulassai, Coop. Tessile Su Marmuri

    Costo: 40 euro
    Prenotazioni: Coop. Tessile Su Marmuri 0782.79076

  • Platero Y Yo

    Platero Y Yo

    Ugo Dighero e Christian Lavernier 
    Platero Y Yo
    Spettacolo teatrale ”Platero Y Yo”dal libro di Juan Ramon Jimenez e musiche di Mario Castelnuovo-Tedesco
    Con Ugo Dighero (voce recitante) ed il M° Christian Lavernier (chitarra).
    Regia Ugo Dighero & Christian Lavernier
    Management Francesca Nebiolo

    “Noi ci capiamo bene. Io lo lascio andare dove vuole e lui mi porta sempre dove voglio”. “E’ così uguale a me che son arrivato a credere che sogni i miei stessi sogni”. La calda Andalusia con paesaggi agresti tra ruscelli e farfalle, cieli e tramonti, fa da sfondo ad uno dei racconti di amicizia più celebri della letteratura mondiale. Il «poemetto» che prese 9 anni al Premio Nobel Juan Ramon Jimenez, narra di un piccolo asinello soffice e soave, che accompagna l’autore stesso per le strade di Moguer, tra realtà e fantasia. Un legame di amicizia così forte che l’autore legge le vicende della sua vita e del mondo che lo circonda attraverso gli occhi ed i sentimenti del suo amico, trasformando il monologo in un dibattito ad una voce ma a più pensieri.
    Attraverso Platero, i suoi giochi, i suoi occhi limpidi si riscopre la leggerezza dell’infanzia, con quella sua libertà ingenua e genuina che si dimentica crescendo. Juan Ramon Jimenez percorre quest’amicizia e le riflessioni dell’animo, secondo il corso della natura, che come il ciclo della vita porta al distacco ed alla serena accettazione di nuovo passaggio.
    Favola soave come il suo protagonista, scritta per gli adulti a cui parla come bambini cresciuti troppo in fretta, «Platero Y Yo» colpì profondamente, tra gli altri, il compositore Mario Castelnuovo-Tedesco che ne musicò 28 capitoli, tra i più belli e significativi, creando un opera per voce narrante e chitarra, allo stesso tempo di estrema complessità e splendida leggerezza.
    Da questo connubio di letteratura poetica e musica letteraria, nasce uno dei capolavori teatrali del XX secolo. Ugo Dighero insieme all’amico Christian Lavernier riporta in tournée questo testo intramontabile in una veste dove voce e chitarra si muovono all’unisono. Voce diviene strumento, strumento diventa voce in un gioco armonico che apre a nuove letture immaginifiche del testo. Una fiaba filosofica che parla «anche» ai bambini, dove le grandi doti espressive di Ugo Dighero vedono il massimo campo d’azione, tra parole e musica.

    Condizioni d’acquisto biglietti
    ________

    Platero Y YO – Mercoledì 8 Agosto – Ore 21:30
    Intero [wp_cart_button name=”Platero Y Yo – Mercoledì 8 Agosto” price=”12.00″]
    Ridotto [wp_cart_button name=”Platero Y Yo – Mercoledì 8 Agosto” price=”10.00″]
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  • Quegli angeli tristi, azione n.9

    Quegli angeli tristi, azione n.9

    SALVATORE CANTALUPO – TEATRO DEL SOTTOSUOLO
    Quegli Angeli Tristi Az N° 9 un omaggio alla vita
    di Andreij Tarckovskij

    Di e con Salvatore Cantalupo
    Aiuto regia Amelia Longobardi
    Visuals Francesco Albano

    “Quegli Angeli Tristi Azione N° 9” è un dare luce alla vita di un uomo poeta e profeta. Il lavoro è dedicato ai diari di Andrej Tarkovskij, che sono raccolti col titolo ‘Martirologio’ (1970-1986), ma ad essi sono accostati versi di Arsenij Tarkovskij ( padre di Andrej), di James Joyce e Gustav Meyrink per affinità elettive.
    I Diari raccontano del tormentato percorso dell’artista alla ricerca della libertà, la fatica di portare avanti il suo impegno, la difficoltà di resistere alla mercificazione della propria arte di fronte alle ristrettezze economiche. Grande è la sua tensione verso la bellezza e verso il divino. In esilio dal suo paese, l’amata Russia, lontano dal figlio che cresce, con coraggio commovente, continua ad elogiare la vita con speranza e fede. A suo figlio dice “l’uomo non è stato creato per essere felice, vi sono cose ben più importanti della felicità. La ricerca della verità è quasi sempre un percorso doloroso. Imparare ad accettare la sofferenza, trasformandola nella nostra anima in conoscenza, è l’unico mezzo necessario al raggiungimento della verità”.

    Duratata: 1 h circa

     

    Salvatore Cantalupo nato a Napoli il 08-07-1959

    TEATRO
    Si forma come attore alla scuola di Antonio Neiwiller, collabora ai diversi laboratori e spettacoli dal 1984 al 1993.
    Titanic the end regia Antonio Neiwiller Darkness regia Antonio Neiwiller
    Fantasmi del mattino regia Antonio Neiwiller
    Storia Naturale Infinita regia Antonio Neiwiller
    La natura non indifferente regia Antonio Neiwiller
    Progetto Beckett regia Antonio Neiwiller
    Dritto all’inferno regia Antonio Neiwiller
    Canaglie regia Antonio Neiwiller
    I sette contro Tebe regia Mario Martone
    Edipo re regia Mario Martone
    La resistenza degli uomini necessari regia Mario Martone
    I dieci comandamenti regia Mario Martone
    Terramare regia Loredana Putignani
    Animale regia Marco Manchisi
    La seconda volta di Francesco D’Assise regia Marco Baliani
    K l’agrimensore regia Claudio Collovà
    Artista da Giovane regia Claudio Collovà
    I nostri tempi regia Claudio Collovà
    Martiri regia Salvatore Cantalupo
    Hauberisser regia Salvatore Cantalupo
    Nauraghe regia Salvatore Cantalupo
    Echi Lontani regia Salvatore Cantalupo
    Sabato Domenica e Lunedì regia Tony Servillo
    Il lavoro rende liberi regia Tony Servillo
    Le false Confidenze regia Tony Servillo
    La Trilogia della Villaggiatura regia Tony Servillo
    I Vespertelli regia Cutolo, Cerlino, Pitta

    CINEMA
    Gomorra regia Matteo Garrone
    Lo spazio bianco regia Francesca Comencini
    Tris di donne e abiti nunziali regia Vincenzo Terracciano
    Fort Apasc regia Marco Risi
    Teatro di Guerra regia Mario Martone
    Appassionate regia Tonino de Bernardi
    Entusiasmos regia Carla Vittoria Rossi
    Rose e Pistole regia Carla Apunzo
    Andare (corto) regia Martino Lo Cascio e Antonio Bellia
    Estasi di Loren (corto) regia Dante Manchisi
    Giosuè l’ebreo regia di Pasquale Scimeca
    TV ( corto ) regia Andrea Zaccariello
    Qualunquemente regia Giulio Manfredonia
    Corpo Celeste regia Alice Rhowarcher
    Noi Credevamo regia Mario Martone
    Il segreto dell’ Acqua regia Renato De Maria
    Dimmi che destino avrò regia Peter Marcias

  • Malanova

    Malanova

    SCIARA PROGETTI TEATRO
    Malanova

    Con Ture Magro
    Scene e Luci Lucio Diana
    Drammaturgia Ture Magro, Flavia Gallo
    Produzione Sciara Progetti Teatro e Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza)
    Tratto dal libro “Malanova” edito da Sperling & Kupfer di Cristina Zagaria e Anna Maria Scarfò
    Una produzione SciaraProgetti Teatro, Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda

    Cosa è una malanova? È una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere. Chi è Malanova? Una ragazzina. La sua storia ce la racconta un giovane uomo, Salvatore, che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza squallida e sconvolgente. Salvatore attraversa a piedi piazze e i vicoli stretti, ascolta le donne parlare di matrimoni, battesimi e funerali, partecipa alle feste ed ai riti di sempre, e si interroga sulle cose viste e sentite, sul rispetto, sull’onore. Non lo sentirete raccontare l’atto della violenza in sé “perché la ferocia di una violenza e quello che si prova a subirla non è fatta per le parole.” Salvatore vi racconterà quello che è successo prima e dopo, vi porterà nel suo mondo per mostravi come si costruisce nelle parole, nei comportamenti condivisi, nei silenzi la sofferenza di un altro di cui noi non siamo gli esecutori materiali ma siamo gli autori occulti, i mandanti inconsapevoli. Salvatore vi farà partecipi di quel sopruso più sottile, subdolo, sotterraneo che passa per i gesti di tutti, che si muove attraverso una parola che mal nutre una mentalità incarnata, quasi impossibile da scorporare. Quasi impossibile. Malanova è il tentativo fatto a quattro mani da due autori teatrali, un uomo ed una donna, che hanno deciso di non nascondere mai la propria stessa fragilità, perfettamente in accordo nel voler trasformare la retorica della denuncia in una indagine al maschile, un’esplorazione edipica sulla responsabilità, sulla convivenza e sull’essere coinvolti, come esseri umani, in una trama di fondo che ci rende tutti ugualmente responsabili della vita degli altri.

    Malanova, storia cruda e inenarrabile, ma edificante come tutte le storie compiute e non puramente celebrative o provocatorie, è stata resa pubblica nei suoi particolari di cronaca nell’omonimo romanzo scritto dalla giornalista Cristina Zagaria e da Anna Maria Scarfò, edito dalla Sperling & Kupfer. Noi l’abbiamo portata sul palcoscenico di un teatro non come vicenda appartenente al Sud Italia ma come una storia d’Italia, presa per intero, non cosa lontana di quel paese laggiù, ma del nostro Paese in ogni suo dove. Una vicenda che si muove attorno a chiunque di noi e che ci chiede occhi per essere vista.

     

    SCIARAPROGETTI
    SciaraProgetti è stata fondata nel 2008 da Ture Magro ed Emilia Mangano. Grazie alla collaborazione con drammaturghi, musicisti, tecnici audio-video, scenografi, architetti, psicologi, insegnanti e alla volontà di coloro che hanno deciso di condividere la propria vita, SciaraProgetti può descriversi con questi numeri: 7 produzioni teatrali e 3 co-produzioni cinematografiche in 6 anni 500 repliche in oltre 100 località italiane ed estere
    110.000 spettatori e circa 400.000 km percorsi Il teatro di SciaraProgetti nasce da una necessità chiara e decisa di raccontare il mondo che attraversiamo.Un teatro in cui l’attore è lo strumento principale per esprimere una forza in equilibrio tra parola eimmagine, e che nasce da una forte urgenza di comunicare tematiche sociali e conflitti umani. Il lavoro della compagnia unisce un costante lavoro di sperimentazione tra cinema e teatro, sia in fase di scrittura chedi messa in scena. Lo studio del visivo e l’interpretazione teatrale sono la base su cui si fonda il processo di creazione e si integrano alla mission della compagnia:utilizzare il teatro come strumento per la rappresentazione dell’Oggi, comunicando la condizione dell’uomo nel presente; portare Teatro dove non arriva; avvicinare il giovane pubblico con attività artistiche che possano creare stimoli ed essere la cerniera adeguata per aprire l’attualità e comprenderla attraverso l’arte. Nel 2016 la compagnia è stata riconosciuta e finanziata dalla Regione Emilia Romagna.

    Ture Magro (classe 1984)
    Attore e sceneggiatore. Vincitore dei Nastri D’argento 2009 e 2011 come Sceneggiatore e di diversi altri premi con gli spettacoli “Padroni delle nostre vite” e “Chopin e l’ipod nano”.
    La sua formazione si è creata tra l’Italia e l’Inghilterra lavorando nel cinema e nel teatro. Dal 2004 lavora con diverse compagnie in Italia e dal 2009, fondando la compagnia SciaraProgetti, porta i propri spettacoli in tournée in Italia, Germania e Cile.

    Flavia Gallo (Classe, 1982)
    È traduttrice per le arti performative ed insegnante di lingue attraverso le arti sceniche, la poesia e la letteratura. Vincitrice del IV Concorso Europeo di Drammaturgia per Giovani Ernesto Calindri Milano e del Premio Speciale della giuria al V Concorso di Critica teatrale indetto dal Teatro Libero di Palermo, ha maturato una ricca formazione interculturale in teatro, drammaturgia e in pedagogia dell’espressione. Regista e drammaturga, ha firmato diverse opere tra le quali Bella e Bestia, La primavera di Jeanne D’Arc, promossi e finanziati dal Teatro di Roma.

  • Siete ancora in tempo

    Siete ancora in tempo

    MAX PAIELLA
    Siete ancora in tempo

    Di Caterina Brigliadori e Massimiliano Paiella

    Un viaggiatore del tempo che arriva dal 2068, torna per avvisarci che le risorse naturali saranno a breve tutte finite.
    Max Paiella piu che un “Terminator,” interpreta un “Ricominciator” che Con sguardo ottimista e l’inevitabile piglio satirico/umoristico,svela il mondo degli esaurimenti, acqua, suolo, aria pesci, uccelli, ma anche partiti, professioni, oggetti e concetti. Per sperare nel futuro è necessario guardare al passato e trovare soluzioni efficaci ma semplici e umane.

     

     

  • Romeo e Giulietta stanno bene

    Romeo e Giulietta stanno bene

    GUASCONE TEATRO
    Romeo e Giulietta! Amore contro tempo
    Liberatamente ispirato a Romeo e Giulietta di Shakespeare
    Con Andrea Kaemmerle, Anna Di Maggio, Silvia Rubes

    Nuovissima produzione di Guascone Teatro, debutto agosto 2017.
    Da una vecchia idea di kaemmerle nasce questo spettacolo con la complicità si Anna Di Maggio e Silvia Rubes . Una creazione a tre teste e molti cuori.
    Romeo e Giulietta stanno bene, non sono morti, anzi hanno dovuto vivere per tantissimi anni affrontando tutte le difficoltà quotidiane dovute a convivenza, lavoro, vecchiaia e modernità.
    Lo spettacolo è molto divertente e ricorda (quasi citandoli) molti capolavori del teatro del 900, da “Giorni Felici” a “Rumori fuori scena” . Romeo e Giulietta non sono morti giovanissimi come le rock star anni 70, ma puntano felpatamente alla pensione ed ad un sano oziare per riguardare le vecchie foto.
    Il testo è un omaggio dolcissimo all’amore lento, quello che dura , quello che sa trasformarsi da passione in esperienza . L’amore dei nostri nonni, l’amore dei resistenti.
    Il caustico dio del teatro ha poi deciso che i 2 eroi veronesi lavorano come animatori nei banchetti matrimoniali con ospiti ben poco raffinati.
    I tre artisti si muovono da più di 25 anni in modo indipendente e molto personale, si tratta di tre onesti e talentuosi cercatori di bellezza .

    Condizioni d’acquisto biglietti
    ________
    Romeo e Giulietta stanno bene – Sabato 4 Agosto – Ore 21:30
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    Ridotto [wp_cart_button name=”Romeo e Giulietta – Sabato 4 Agosto” price=”8.00″]
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  • Zanna bianca

    Zanna bianca

    INTI – LandscapeoftheMovingTales
    Zanna Bianca
    della natura selvaggia
    Liberamente ispirato ai romanzi e alla vita avventurosa di Jack London
    Di Francesco Niccolini
    Con Luigi D’Elia
    Regia Francesco Niccolini e Luigi D’Elia
    Scene costruite da Luigi D’Elia
    Distribuzione Francesca Vetrano
    con il sostegno della Residenza artistica di Novoli

    Ti supplico di lasciar libera ogni cosa, come io ho lasciato libera ogni cosa. Chiunque tu sia, tu che mi tieni in mano adesso, lasciami e parti per la tua strada.

    Walt Whitman

    L’ amore non addomestica.
    Sui muri di Napoli

    Nel grande Nord, al centro di un silenzio bianco e sconfinato, una lupa con chiazze di pelo color rosso cannella sul capo e una lunga striscia bianca sul petto, ha trovato la tana migliore dove far nascere i suoi cuccioli. Tra questi un batuffolo di pelo che presto diventerà il lupo più famoso di tutti i tempi: Zanna Bianca.
    Luigi D’Elia e Francesco Niccolini tornano nel luogo che amano di più, la grande foresta. Ma se cinque anni fa l’avevano raccontata con gli occhi di un bambino meravigliato e di un nonno esperto e silenzioso, questa volta rinunciano agli esseri umani e alle loro parole, per incontrare chi della foresta fa parte come le sue ombre, il muschio, l’ossigeno: i lupi.

    Questo è uno spettacolo che ha gli occhi di un lupo, da quando cucciolo per la prima volta scopre il mondo fuori dalla tana a quando fa esperienza della vita, della morte, della notte, dell’uomo, fino all’incontro più strano e misterioso: un ululato sconosciuto, nella notte. E da lì non si torna più indietro. Un racconto che morde, a volte corre veloce sulla neve, altre volte si raccoglie intorno al fuoco. Un omaggio selvaggio e passionale che arriva dopo dieci anni di racconto della natura, a Jack London, ai lupi, al Grande Nord e all’antica e ancestrale infanzia del mondo.

    Come ci assomigliano, i lupi. Modificano le loro tecniche di caccia a seconda delle difficoltà che incontrano, condividono il cibo con i membri più vecchi, che non riescono a procurarse lo e si fanno regali. Sono in grado di vivere una settimana senza mangiare e di percorrere anche trenta chilometri senza rompere il passo. Possiedono tre sistemi di comunicazione: vocale, posturale e olfattivo. Il colore del pellame varia dall’ardesia al bianco, dal marrone cioccolato all’ocra, alla cannella e al grigio. Non è vero che i lupi si limitano a uccidere le prede vecchie, deboli o ferite, a volte si avventano anche su esemplari in piena salute, così come non sempre cacciano per necessità: a volte -raramente, a dire la verità – uccidono in eccesso. Talvolta si uccidono anche tra di loro. Ma dedicano buona parte del tempo ai loro piccoli, e a giocare.

    I lupi sono uniti da un sottile legame con la foresta che attraversano: le loro pellicce raccolgono e trasportano i semi caduti dagli alberi, disperdendoli efficacemente lungo la pista, a chilometri di distanza. Tradotto: i lupi piantano gli alberi. Il più celebre di tutti i lupi, non c’è dubbio è White Fang, in Italia meglio conosciuto come Zanna Bianca.

    Ma forse non tutti ricordano che Zanna Bianca è un incrocio: un po’ lupo e un po’ cane. Più lupo che cane. E gli incroci, quelli che con disprezzo chiamiamo “bastardi”, sono gli animali migliori, perché spesso prendono i pregi di una razza e dell’altra.
    Così, quando io e Luigi D’Elia abbiamo cominciato a costruire lo spettacolo, ci siamo visti costretti a tradire Jack London e il suo celebre romanzo per dar vita al nostro incrocio: un po’ Zanna Bianca
    Troppo forte il richiamo del bosco, dell’estremo nord del mondo perché il lupo protagonista di questa storia invecchiasse come un cane da compagnia, in casa, su un tappeto, tra ciabatte e tende con i pizzi: impossibile, Zanna Bianca non è un qualunque, orribile cagnolino di città né da salotto. Infedeli a Jack London, abbiamo preferito la fedeltà ai suoi due romanzi mischiati insieme, e alle sue disavventure in cerca d’oro e celebrità: con un doppio salto mortale il “nostro” Zanna Bianca ha ceduto a quell’irrefrenabile richiamo della foresta che – a Dio piacendo, come diceva una cara nonnina di nostra conoscenza – ci auguriamo ogni ragazzo e ogni spettatore provi un giorno, almeno una volta. Senza pantofole, senza salotti, senza città, telefonini e merendine preconfezionate: solo bosco, il cuore che batte a mille e vita. Francesco Niccolini

     

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    INTI Landscape of the moving tales
    INTI è la terra delle storie in viaggio, un passaggio verso un’altra versione del mondo, dove lo sguardo sulle donne, sugli uomini, le storie, gli elementi più sottili e impercettibili della natura è ancora meravigliato e sensibile.
    INTI è anche la nuova compagnia che cura e distribuisce la ricerca sul racconto della natura condotta in questi anni da Luigi D’Elia e Francesco Niccolini. I due autori lavorano insieme dal 2009 quando senza contributi, senza un teatro e senza nemmeno volerlo, hanno fatto il loro primo spettacolo. Da lì hanno scoperto e continuato a nutrire un modo di fare teatro e libri per l’infanzia e i giovani che li lega nel loro rapporto verso l’arte e verso la terra e che li ha portati a produrre quattro narrazioni premiate tra i migliori lavori del teatro ragazzi italiano degli ultimi anni: Storia d’amore e alberi, La Grande Foresta, Aspettando il vento, Il giardino delle Magie, sono il frutto di questa intesa silenziosa e serena. L’ultimo lavoro, Cammelli a Barbiana, continua ancora oggi a raccontare il miracolo della Scuola di Barbiana di Don Milani per teatri, scuole e istituzioni d’Italia e d’Europa.

    Luigi D’Elia è un narratore, costruttore di scene ed educatore ambientale. Conduce una ricerca originale e unica in Italia sul racconto della natura. Ha vinto il Premi o Eolo e per due volte il Festival Festebà di Ferrara. Con il libro Aspettando il vento è stato finalista al Premio Andersen di Letteratura per l’Infanzia. Ha raccontato in Italia, Svizzera, Spagna, Cile, in italiano e in spagnolo. Ha fatto nascere dai suoi spettacoli il progetto di forestazione Un Bosco in Paradiso. Lavora da oltre quindici anni in progetti con bambini, ragazzi e maestre. È promotore e coordinatore di un Tavolo docenti sui diversi linguaggi per l’educazione ambientale.

    Francesco Niccolini è un drammaturgo che da molti anni lavora, studia e scrive con Marco
    Paolini (insieme a lui ha realizzato Il Milione, Appunti Foresti, Parlamento chimico, la versione televisiva del Vajont, ITIS Galileo), Roberto Abbiati, Alessandro Benvenuti, Alessio Boni, Antonio Catalano, Giuseppe Cederna, Laura Curino, Luigi D’Elia, Sandro Lombardi, Fabrizio Saccomanno. I suoi spettacoli sono stati rappresentati in Europa, Africa, Stati Uniti e Asia. Ha vinto tra gli altri il festival dei Teatri del Sacro, il Premio Eolo, il Premio della Critica, il premio Enriquez. Collabora con RadioRai3 e la Radio Svizzera Italiana. Ha pubblicato per Becco Giallo, Einaudi, Titivillus, Manni.

    INTI propone anche esperienze in natura, ricerche d’arte, laboratori, eventi site-specific e feste legate ai valori più profondi del paesaggio e della memoria dei luoghi, delle relazioni e della conoscenza dell’essere umano e della sua evoluzione interiore. Oltre ai progetti di valorizzazione del patrimonio INTI ospita una Scuola d’Arte Naturale per ragazzi e adulti dedicata all’incontro d’amore tra le mani e gli elementi naturali INTI è un progetto d’arte e di paesaggio di Luigi D’Elia e Simonetta Dellomonaco.

  • Espera

    Espera

    COMPAÑÍA DE CIRCO EIA
    Espera
    Di e con Francesca Lissia e Celso Pereira

    Espera é uno spettacolo di circo partecipativo dove il pubblico viene invitato, con delicatezza, a vivere in prima persona le acrobazie che succedono in scena. Quando il limite tra il palco e il pubblico sparisce, lo spettacolo diventa un’occasione per condividere un’esperienza collettiva, dove ci guardiamo in faccia con sconosciuti e ascoltiamo con il corpo. In un’atmosfera che ci trasporta in un luogo fuori dal tempo, fatto di gesti semplici, gli acrobati diventano artigiani del movimento e appaiono paesaggi perduti, pieni di gesti umani e incontri sinceri.

    IL CIRCO COME LUOGO DI INCONTRO Il nostro punto di partenza é la necessità dell’essere umano di riunirsi intorno a un qualcosa di comune. Durante lo spettacolo percorriamo insieme al pubblico il cammino che unisce il linguaggio attuale della ricerca acrobatica con il linguaggio a-temporale delle tradizioni e dei riti popolari. La delicatezza diventa uno strumento indispensabile per conquistare la fiducia dello spettatore. Vogliamo che si senta invitato a condividere e non obbligato a partecipare contro la sua volontà.

    LA COMPAÑÍA
    Nel 2009 Celso e Francesca creano con Fabrizio Giannini, Armando Rabanera la Compañía de circo “eia” . Insieme a Cristiano della Monica e Sarah Sankey creiamo, “Capas”, che durante 5 anni é stato presentato in oltre 150 festival e teatri d’Europa. L’esperienza con Capas ci ha arricchito moltissimo e ci ha insegnato come la diversitá può essere il punto di partenza straordinario per la crescita personale. Ora le inquietudini artistiche ci portano a creare nuovi progetti, Espera e Intarsi, e il desiderio di continuare a crescere insieme ci mantiene sotto la stessa compagnia.

    Premio cittá di Barcelona 2012
    Premio Zirkolika 2011
    Premio Al Migliore spettacolo di circo Festival TAC De Valladolid 2012


    PERCORSO DI CELSO E FRANCESCA

    Iniziamo il nostro percorso artistico nel 2004 nella Sculoa di circo Carampa, a Madrid, da lí continuiamo la nostra formazione a DOCH, l’ Università di circo di Stoccolma. Al terminare gli studi, nel 2008 creiamo la Compagna Celso y Frana con il nostro primo spettacolo “Here begins the story”,
    che diventa il nostro biglietto da visita per il mercato internazionale. Tra le altre esperienze artistiche, si distinguono:la collaborazione con la Compañìa de danza Mudances di Angels Margarit nel 2016; la direzione del progetto “Bach under the tree”, in collaborazione con il coro polifonico di Cagliari nel 2015; la partecipazione nel progetto “Intervall” della Central del Circ y la Mercé nel 2015. I pilastri della nostra sperimentazione artistica sono la ricerca acrobatica e l’incontro diretto col pubblico.

    Idea original e direzione Francesca Lissia e Celso Pereira
    Interpreti Celso Pereira e Francesca Lissia
    Una produzione di Compañia de circo “eia”
    Musica Micah Paul Hinson, Kepa Junquera, Chango Spasiuk Sondeseu
    Collaborazioni artistiche Juana Beltran, Jose Luis Redondo, John Paul Zaccarini, Ivar Hecksher, Ingrid Esperanza, Studium Canticum, Manu Vision Barcelona, Federico Carta.
    Scenografia Celso Pereira e Francesca Lissia
    Campanacci Ditta Sulis
    Con I consigli di Slow Fusta e Carpinteria e Restauración Peimar
    Costumi Olga Arizaga, Fabrizio Giannini
    Con la collaborazione di INAEM, Institut Ramon Llull, La Central del Circ, L’Estruch de el Ayuntamiento de Sabadell
    Con il supporto di Circolo Baladi, NunArt, La Nave del Otto
    Durata dello spettacolo 45 minuti

     

  • ECUBA, ultimo atto

    ECUBA, ultimo atto

    Con Chiara Aru, Lia Careddu, Marta Proietti Orzella, Carla Stara, Alessandro Mascia.
    Collaborazione drammaturgica Alessandro Mascia
    Direzione tecnica Giovanni Schirru
    Disegno luci Emiliano Biffi
    Sonorizzazione Matteo Sanna
    Costumi Marco Nateri
    Sartoria Anna Sedda, Stefania Dessi e Patrizia Etzi – allieve stagiste: Serena Erriu, Natascia Moi, Florinda Spano
    Realizzazione elementi scenografici Marilena Pittiu e Mario Madeddu
    Cura movimenti scenici Ornella D’Agostino
    Segretaria di produzione Viviana Kaiser
    Cura e promozione Davide Madeddu
    Ufficio stampa e comunicazione Marzia Piga
    Produzione Cada Die Teatro in collaborazione con Sardegna Teatro
    Regia e scene Giancarlo Biffi

    Un omaggio a Fabrizio De Andrè.
    Nella speranza che possa un giorno,
    “sul mare e sulla terra, Marcondiro’ndera”
    scoppiare la pace.

    per un girotondo sulle macerie del mondo
    di Giancarlo Biffi

    “Quando un bimbo perde i genitori lo chiamano orfano; quando una moglie perde il marito, vedova. Ma qual è il nome da dare a me: una madre, quando la sventura le porta via i figli?”
    C’è sempre qualcosa di superiore a cui ambire e per cui si deve sopraffare l’altro. Ecuba la madre, donna prima di tutto politica, cerca una via nella notte.
    S’interroga e ci interroga ma la ruota gira sempre in quel verso: non si vince mai e si perde quasi sempre.
    Ecuba lo sa, così come lo sanno le sue figlie.
    Cassandra vede quello che tutti possono vedere, sta nelle cose.
    Polissena è troppo libera, non può essere schiava, per questo dovrà essere sacrificata. Un capro espiatorio è necessario per andare avanti, per ricominciare.
    Poco importa se si muore per amore: “l’uomo uccide ciò che ama”. Giancarlo Biffi

    FOTO

    REPLICHE

    3 SETTEMBRE 2019 – Cagliari, Teatro Massimo
    3 AGOST0 2018 – Jerzu, Festival Dei Tacchi, Cantina Antichi Poderi
    2 AGOST0 2018 – Jerzu, Festival Dei Tacchi, Cantina Antichi Poderi
    12 NOVEMBRE 2018 – Cagliari, Teatro Massimo
    11 NOVEMBRE 2018 – Cagliari, Teatro Massimo
    10 NOVEMBRE 2018 – Cagliari, Teatro Massimo
    9 NOVEMBRE 2018 – Cagliari, Teatro Massimo

  • Musica per Ciarlatani, Ballerine & Tabarin

    Musica per Ciarlatani, Ballerine & Tabarin

    Compagnia Catalyst / Camillocromo
    Musica per Ciarlatani, Ballerine & Tabarin
    spettacolo musical-teatrale
    con
    Francesco Masi tromba, Jacopo Rugiadi clarinetto, Rodolfo Sarli trombone, Gabriele Stoppa batteria, Riccardo Battistini susafono

    Schegge impazzite o folli geniali? Musicisti o ciarlatani?
    Questi sono i dilemmi che continuano a dividere i critici del globo. Il fenomeno Camillocromo è ormai dilagante, coinvolgente e contagioso, pur restando ancora celato e ben custodito il segreto della sua riuscita. Sfuggendo da definizioni ed etichette “Musica per Ballerine Ciarlatani e Tabarin” continua a girare come una giostra i teatri e le piazze d’Italia, sconfinando nell’Europa più esotica, regalando grandi risate e indimenticabili serate.
    Un’orchestra di cinque musicisti in smoking vi trascinerà in atmosfere musicali retrò con suggestioni circensi e colori felliniani, presentando un concerto-spettacolo pieno di sorprese e colpi di scena. Swing, tango,valzer e sonorità balcaniche si incontrano all’interno delle composizioni originali, create dalle menti eccentriche dei Camillocromo. Il piede batte in maniera inquieta e verrebbe voglia di ballare… ma non ne avrete il tempo! I sei personaggi rapiscono il pubblico, trasportandolo all’interno di un immaginario Tabarin, con rocambolesche attrazioni e deliri “comiconirici”, come in un varietà d’altri tempi. Sorge dunque un altro dilemma: Musica o Teatro? La risposta non è scontata e immaginare non basta… a voi il piacere di scoprirla! L’elegante orchestra rivela poco a poco la sua follia, i musicisti diventano dei personaggi irresistibili che utilizzano la musica, gli
    strumenti e la parola per trasportare il pubblico in un mondo magico di note, poesia e risate.

     

  • Capitani Coraggiosi d’estate

    Capitani Coraggiosi d’estate

    CAPITANI CORAGGIOSI D’ESTATE 2019

    MUSICA, TEATRO E GIOCO,

    DAL 28 GIUGNO AL 12 LUGLIO, OGNI VENERDI’ NELLA CORTE DE LA VETRERIA

    28 GIUGNO

    ore 19.30

    PICCOLI PAESAGGI SENSIBILI_ INSTALLAZIONE/LABORATORIO A CURA DI CULTARCH

    SUONI DELLA TERRA_ LABORATORIO A CURA DEI CEMEA

    ore 21:30

    COPRODUZIONE TEATRO DELLE ALBE/RAVENNA TEATRO, ACCADEMIA PERDUTA/ROMAGNA TEATRI, KER THÉÂTRE MANDIAYE N’DIAYE 
    THIORO

    5 LUGLIO

    ore 19.30

    PICCOLI PAESAGGI SENSIBILI_ INSTALLAZIONE/LABORATORIO A CURA DI CULTARCH

    RIFUGI_ LABORATORIO A CURA DEI CEMEA

    ore 20:30

    CHORUS FABBRICA_ ENSEMBLE A VOCI PARI DI STUDIUM CANTICUM

    ore 21:30

    CADA DIE TEATRO
    ROSMARINO MA TU MI VUOI?

    12 LUGLIO

    ore 19.30

    PICCOLI PAESAGGI SENSIBILI_ INSTALLAZIONE/LABORATORIO A CURA DI CULTARCH

    SCHIOPPI E GALOPPI_ LABORATORIO A CURA DEI CEMEA

    ore 21:30

    CADA DIE TEATRO

    PIU’ VELOCE DI UN RAGLIO

    Per tutta la durata della manifestazione sarà aperto il Cafè ludico_ Uno spazio in cui conoscere e sperimentare giochi in scatola, tavolieri, giochi di società. Presentati e proposti da esperti Cemea

     

    PICCOLI PAESAGGI SENSIBILI_ INSTALLAZIONE/LABORATORIO A CURA DI CULTARCH
    Un villaggio fatto di ripari leggeri e tende sospese, per rifugiarsi tra fiabe, suoni, animali, profumi di terre lontane. I piccoli spettatori potranno immergersi dentro mondi da mille e una notte per scoprire piccoli paesaggi incantati

     

     

    Info e Prenotazioni

    Ingresso: 6 euro

    Prenotazioni:

    328.2553721 – email: biglietteria@cadadieteatro.com

    FB cada die teatro

    Biglietteria aperta nei giorni degli spettacoli dalle 19:00

    Scadenza prenotazioni: 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo

     

    Cada Die Teatro

    070.5688072 – 070.565507 – info@cadadieteatro.com

    Teatro La Vetreria, via Italia 63, Pirri – Cagliari

    cadadieteatro.com

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