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  • CUORI CAMPIONI

    LA PASSIONE DI GIGI RIVA, I GIGANTI DI SARDEGNA E L’INCREDIBILE ANNO DELLO SCUDETTO

    di LUCA TELESE con ALESSANDRO LAY

    La storia dei campioni del Cagliari non finisce certo con lo storico scudetto conquistato il 12 aprile 1970. Comincia, anzi, un periodo travolgente: per loro, per la Sardegna e per l’Italia. Un’intensa stagione che porta nuove epiche partite: da quelle del campionato, dove la squadra lotta per mantenere il suo primato, ma deve fare i conti con la malasorte, a quelle del Mondiale in Messico, in cui tanti dei compagni sono chiamati a giocare. Una stagione difficile per l’eroe indiscusso Gigi Riva, fuori uso per mesi dopo l’infortunio di Vienna e inseguito dai media a caccia di uno scoop sul suo amore con la misteriosa «Dama Bianca». Una stagione, nel finale, di dolceamari addii con la fine dell’era Scopigno. Ma in questa storia magica e tormentata c’è molto più del calcio e dei suoi campioni. C’è una Sardegna che corre e si rinnova diventando protagonista, tra le miniere di fluorite e la più grande raffineria del Mediterraneo, del rilancio industriale del Paese. E c’è un’Italia intera che lotta per portare nella modernità una società percorsa da discriminazioni arcaiche, dove non esiste il divorzio e imperano le disparità salariali tra Nord e Sud. Luca Telese racconta quegli anni indimenticabili con il passo narrativo del grande romanzo di popolo, di padri e di figli, di battaglie sul campo e fuori. Un’immersione nell’anima di un tempo e di una terra che intreccia partite e retroscena, copertine del «Monello» e radiocronache di Sandro Ciotti, stadi in costruzione e antiche architetture megalitiche. Perché la storia, quando si fa mito, è immensa e inesauribile.

  • PESTICIDIO: TEATRO TRA CARCERE E TERRITORIO

    uno spettacolo teatrale e un documentario a forte impatto ambientale

    “Teatro tra carcere e territorio” mira a creare un ponte tra le attività lavorative all’interno delle colonie penali di Isili e Is Arenas, della Comunità educativa “La Collina” di Serdiana e alcune iniziative portate avanti in questi anni da ricercatori, agricoltori e imprese di edilizia ecosostenibile che, nel pieno rispetto dell’ambiente, sono riuscite a inserirsi nel mondo del mercato, trasformando materiali di scarto destinati allo smaltimento, in prodotti di eccellenza. A fare da tramite tra questi due mondi sarà una rappresentazione teatrale della nostra compagnia, “Pesticidio”, in cui un contadino e suo figlio, laureato in scienze agrarie, danno vita a un’azienda che riesce a coniugare antiche conoscenze agricole con ricerca scientifica e produttività, in un contesto di grande rispetto per la natura. A conclusione dello spettacolo si darà vita a un dibattito/momento di confronto sulle tematiche affrontate. 

    Il progetto, finanziato nel 2021 dalla Fondazione Sardegna, prevede inoltre la realizzazione di un documentario dal titolo “Dagli scarti nascon tesori”. Una prima parte del documentario conterrà diverse interviste a protagonisti di progetti ecologici realizzati in Sardegna che si stanno affermando a livello nazionale e internazionale. La seconda parte verrà invece realizzata durante alcune giornate di condivisione delle attività agricole con i detenuti delle Colonie Penali e della Comunità educativa. Agli ospiti e ai responsabili educativi dei tre centri verranno mostrate le prime interviste raccolte. A loro volta gli ospiti racconteranno le loro esperienze umane e lavorative maturate nei centri di recupero e verranno invitati a ulteriori riflessioni sulle tematiche trattate attraverso le forme a loro più congeniali (elaborati scritti, disegni…) e attraverso un questionario/intervista da compilare con la possibile collaborazione degli educatori presenti nelle strutture.

    Intendiamo far acquisire ai giovani reclusi delle competenze che, una volta tornati in libertà, potrebbero spendere in ambito lavorativo con iniziative innovative e rispettose dell’ambiente. 

    Il progetto, da un lato, mira a dare visibilità alle attività occupazionali, prevalentemente agropastorali, portate avanti nelle colonie penali della Sardegna; allo stesso tempo intende portare a conoscenza, all’interno delle strutture carcerarie, di iniziative imprenditoriali, realizzate con successo anche da ex detenuti, in contesti legati all’agricoltura biologica, al riciclo e alla bio-edilizia.

    “Teatro tra carcere e territorio” intende attivare un contatto ed un’eventuale costruttiva collaborazione tra persone che stanno scontando una pena detentiva e alcune realtà imprenditoriali sensibili all’ambiente con cui la nostra cooperativa è in stretto contatto da anni.

    Si intende stimolare una sensibilizzazione sullo stato di salute sempre più precario degli esseri umani e dell’intero ecosistema; sull’urgenza di ribaltare modelli di sviluppo che stanno conducendo a un esaurimento definitivo delle risorse e a un’irreversibile malattia del nostro pianeta e delle forme di vita che ospita. 

    Attraverso la fascinazione di uno spettacolo teatrale e la visione di un documentario, si vuole portare a conoscenza di pratiche imprenditoriali alternative, in particolare in ambiti agricoli e della bioedilizia, già realizzate con successo in Sardegna, utilizzando materiali del luogo spesso considerati di scarso valore o addirittura scarti da smaltire.

    Pesticidio

    di Pierpaolo Piludu e Andrea Serra 
    collaborazione alla drammaturgia Alessandro Mascia 
    con Pierpaolo Piludu 
    voce fuori campo Lia Careddu 
    regia Alessandro Mascia 
    luci e suono Giovanni Schirru

    launeddas di Bruno Loi 
    realizzazioni sceniche Marilena Pittiu e Mario Madeddu con la collaborazione di Franzisca Piludu 
    documentazione video Andrea Mascia 
    consulenza scientifica Giampietro Tronci e Luigi Usai (Crùu e progetto B.a.r.e.g.a) 
    organizzazione Tatiana Floris

    Un ringraziamento particolare a Gian Luigi Bacchetta, Lia Careddu, Daniela Ducato, Tore Porta e a tutti i compagni del cada die teatro per i preziosi suggerimenti. 

    Repliche:

    21 Luglio 2021: Laboratorio

    20 Luglio 2021: Pesticidio – Isili


  • DORMIRE E MANGIARE

    ♣ IMMERSI NEL FESTIVAL 

    ◊ JERZU

    Hotel Ristorante Rifugio d’Ogliastra – Loc. S. Antonio – 320.6063728 –info@hotelrifugiodogliastra.it
    B&B Selu – Via G. Mameli 6 – 328.2943748/328.8222942
    Bar Pizzeria Da Zia Titina – C.so Umberto I – 0782 70687
    Hotel Ristorante da Concetta – C.so Umberto I – 0782.70224

    ◊ ULASSAI 

    Hotel Su Marmuri – C.so Vittorio Emanuele II 20 – 0782.79003 – info@hotelsumarmuri.com
    B&B Charlie Sardinia – via Cerina 2, 08040 – 345.0705768 – charlie.bedandbreakfast@gmail.com
    Rifugio Nannai – Via Monsignor Depau 2 – 333.1423544 – nannaiclimbinghome@gmail.com

  • Sulle tracce degli antenati – Editoriale Scienza

    di Telmo Pievani con Claudia Carta

    Un’avventurosa indagine per scoprire l’evoluzione del genere umano. Anche il nonno aveva un nonno? E prima ancora chi c’era? Siamo davvero parenti delle scimmie? E chi erano gli uomini delle caverne? Inizia con queste domande il viaggio di Luca, intraprendente cucciolo di Homo sapiens alla ricerca degli antenati di tutta l’umanità. Lo aspettano dieci incontri sorprendenti con altrettanti lontani cugini che lo aiuteranno a risalire sempre più indietro nel tempo, da Neanderthal fino all’antichissimo Panomo. Sempre a caccia di indizi, Luca riuscirà a intervistare la famosa Lucy, uno strano pigmeo indonesiano e perfino una misteriosa siberiana di cui si conosce solo un mignolo…

    9 Agosto 2021 – Presentazione del Libro – Festival dei Tacchi – Aula Consiliare – Jerzu

  • SOTTO QUESTO CIELO – STAGIONE DI TEATRO ALL’APERTO

    Appena calato il sipario su Capitani Coraggiosi, Cada Die Teatro ritorna con la rassegna en plein air SOTTO QUESTO CIELO. Sarà di nuovo la Corte della Vetreria di Pirri a ospitare, nel rispetto delle norme anti-Covid, il cartellone degli spettacoli in scena dal 12 giugno al 23 luglio. Sei produzioni firmate Cada Die – alcune già di successo, altre, sempre fortunate, con due novità in anteprima, dedicate in particolare ai bambini – per dieci serate.

    SABATO 12 – DOMENICA 13 GIUGNO  ORE 20:00

    ROSMARINO E IL FRIGORIFERO CHE PARLA*

    di e con Giancarlo Biffi,

    luci di Emiliano Biffi,

    suono Matteo Sanna

    GIOVEDÌ 17 – VENERDÌ 18 GIUGNO ORE 21:30

    PESTICIDIO

    di Pierpaolo Piludu e Andrea Serra,

    con Pierpaolo Piludu,

    disegno luci e suono Giovanni Schirru,

    launeddas Bruno Loi,

    voce fuori campo Lia Careddu,

    regia Alessandro Mascia

    GIOVEDÌ 24 – VENERDÌ 25 GIUGNO ORE 21:30

    IL RESPIRO DEL VENTO*

    di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi,

    luci e suono Matteo Sanna,

    collaborazione alla drammaturgia, regia Alessandro Lay

    LUNEDÌ 5 LUGLIO ORE 21:30

    RIVA LUIGI ’69 ’70 CAGLIARI AI DI’ DELLO SCUDETTO

    di e con Alessandro Lay,

    luci e suono Giovanni Schirru,

    progetto sonoro Matteo Sanna

    MARTEDÌ 13 LUGLIO ORE 20:00

    ROSMARINO CUORE DI NONNA*

    di e con Giancarlo Biffi,

    luci Emiliano Biffi,

    suono Matteo Sanna

    GIOVEDÌ 22 – VENERDÌ 23 LUGLIO ORE 21:30

    MIGNOLINA*

    di e con Francesca Pani,

    filastrocche di Andrea Serra,

    collaborazione al testo e regia di Silvestro Ziccardi,

    luci e suono di Emiliano Biffi,

    libro realizzato da Maria Teresa Todde e Francesca Pani


    *dedicato ai bambini e alle famiglie

    Gli spettacoli si terranno nel rispetto delle disposizioni sul Covid 19. Prenotazione obbligatoria entro la 12 del giorno dello spettacolo.

    INFO E PRENOTAZIONI

    Tel 3282553721 – 0705688072 – biglietteria@cadadieteatro.com
    Apertura biglietteria 1 ora prima dell’inizio degli spettacoli
    Ingresso La Vetreria (Via Italia 63, Pirri – Cagliari): €9 – €7* – €5**
    *under 26, over 65, iscritti alla newsletter Cada Die Teatro, residenti a Pirri; **operatori, studenti universitari / ERSU

  • UN RACCONTO DI RACCONTI

    Laboratorio a cura di Andrea Pennacchi

    Noi siamo fatti di storie e dall’alba dei tempi le abbiamo volute raccontare. Non è un caso se l’Odissea è stata definita “un racconto di racconti”, una maestosa cattedrale di racconti e raccontatori, attraversata da rimandi ad altre storie, miti, in una fitta rete atta a catturare l’ascoltatore. Il laboratorio condotto da Andrea Pennacchi metterà al centro del lavoro il saper raccontare in modo sapiente e cosciente ciò che ci hanno insegnato gli antichi.

  • GLI JERZESI NELLA GUERRA DI MUSSOLINI 1919 -1945 – LIBRO

    di e con TONINO SERRA, GIANFRANCO LOI e RAFFAELE SERRA.

    Questo libro, scritto a sei mani, è la storia di un popolo in-guerra: una microstoria che si inserisce nella cornice della storia nazionale negli anni tragici del secondo conflitto mondiale. E’ la prosecuzione e la conclusione del racconto degli ierzesi in guerra, prima nella Grande guerra e poi nelle guerre del Duce, che partono dall’aggressione all’Etiopia, continuano con la partecipazione alla guerra di Spagna e si concludono nella disfatta della Seconda guerra mondiale. Un periodo nefasto di follia collettiva, che inizia nel 1915 e finisce nel 1945: una “guerra dei trent’anni”, come sostengono molti storici, che seminò sofferenze immani. Ma la descrizione del paese in epoca fascista è stata curata con particolare attenzione da Gianfranco Loi, che ha scritto le pagine forse più intense su quei tempi muovendo da un antico proverbio africano: “Ogni anziano che muore è paragonabile ad una biblioteca che brucia”.

    Scrive Gianfranco: “È vero. Ho intervistato tanti anziani del paese e ogni loro racconto è stato un nascere di nuove emozioni e di nuove scoperte. La gran parte di noi ha studiato il ventennio fascista solo attraverso i libri di storia. Ma i libri  parlano di grandi vicende, di trattati nazionali e internazionali, delle guerre, raccontano di “grandi” personaggi, non raccontano la storia della gente più comune, quella gente che ha dovuto subire, inerme, senza nessuna possibilità di riscatto e di ribellione una vita di stenti e di privazioni non solo materiali, ma anche civili. Parlare con i vecchi del paese significa spalancare un palcoscenico ed entrare in un mondo di cui si percepisce solo una vaga idea, per qualche accenno dei genitori o perché sei uditore occasionale di parole che i nostri anziani scambiano tra di loro seduti nei gradini del corso o attorno al tavolino del bar o nella barberia in attesa del turno. Battute, pochi ricordi, “sentito-dire”, gli occhi spesso lucidi dall’emozione del ricordo, e mal sopportano lamentele dei più giovani sulla vita di oggi, anzi spesso li scherniscono, seppure con un filo di amarezza: “Tui non asconnotu su famini ‘e guerra”. Nelle chiacchierate con questi anziani, preziose per studiare e capire il ventennio fascista, così com’è stato vissuto a Jerzu ho scoperto persone meravigliose, con una dignità e una freschezza morale e intellettuale sorprendenti e insospettabili. Bastano poche e mirate domande per stuzzicarli e stimolarli e, mentre ascolti la loro narrazione in religioso silenzio, non puoi non sentirti arricchito di sentimenti e di valori che si stanno perdendo nel tempo, ma che vivono nei nostri anziani, valori che vogliono trasmettere a noi, quasi come un monito a non ripetere errori che hanno provocato tragedie vissute sulla loro pelle, valori rafforzati da una vita difficile di stenti, di miseria, di privazioni di ogni genere, morali e materiali.”

    Raffaele Serra, come nel libro “Ierzesi nella Grande guerra” ha curato la raccolta delle schede militari nell’Archivio Nazionale di Cagliari: lavoro faticoso e improbo, perché i registri dei ruoli matricolari sono spesso in pessime condizioni e di difficile lettura. Per tale motivo è stato indispensabile controllare i dati dei documenti militari con quelli dell’anagrafe comunale; e con le vecchie carte d’identità dismesse, abbandonate in una stanza della vecchia Casa del Fascio e tolte dall’oblio da Renato d’Ascanio, che le ha ripulite e messe in condizioni di essere pubblicate. Senza queste foto, il libro avrebbe raccontato storie e tragedie di uomini senza volto. Preziosi sono i contributi di Antonio Mou sulla società Ierzese in tempo di guerra; interessantissimi sono i documenti e i racconti di Rosanna Corda, Simona Mereu, Maria Mura e Nevina Usai sulla prigionia dei rispettivi padri nei lager tedeschi e americani. Purtroppo non tutti hanno dimostrato interesse verso la conservazione della memoria storica, che non appartiene solo al nucleo ristretto della propria famiglia, ma si inserisce nella cornice della storia della nostra comunità. La storia, che forma la “memoria storica”, si apprende e si studia sui saggi critici scritti da specialisti del settore, ma la “piccola storia” forma la “memoria collettiva” e si impara ascoltando chi ha vissuto quei tempi. Spetta a noi consegnare alle future generazioni i ricordi di chi ha vissuto la tragedia della guerra, la paura, la fame. Questo libro, che la Peste costringe a uscire senza rispettare il 45 anniversario della fine della Guerra, nasce proprio da questo dovere morale: raccontare la nostra gente, conservare i nostri ricordi e tramandare le vicende di tanti soldati, che oggi non ci sono  più e non devono essere dimenticati. Morirebbero un’altra volta e in modo definitivo se ne perdessimo la memoria.

    Edizione Condaghes

    3 AGOSTO 2021 – Aula Consiliare – Jerzu

  • POJANA E I SUOI FRATELLI

    di e con ANDREA PENNACCHI
    musiche dal vivo di GIORGIO GOBBO e GIANLUCA SEGATO

    TEATRO BOXER

    I fratelli maggiori di Pojana: Edo il security, Tonon il derattizzatore, Alvise il nero e altri, videro la luce
    all’indomani del primo aprile 2014. In quel giorno, infatti, l’Italia scoprì che in un capannone di Casale di Scodosia (comune del veneziano noto per i mobilifici e per i carri allegorici) veniva costruito un secondo Tanko, una macchina movimento terra blindata, con un ‘cannoncino’ in torretta.
    Io e il mio socio, il musicista Giorgio Gobbo, sentimmo subito la necessità di raccontare alla nazione le storie del nordest che fuori dai confini della neonata Padania nessuno conosceva. “Il mondo deve sapere – pensavamo – come mai i laboriosi veneti costruiscono nei loro capannoni svuotati dalla crisi delle “tecniche” degne dell’Isis”. Va detto che queste storie venivano già raccontate da giornalisti straordinari come Rumiz e Stella, o sociologi come Diamanti, ma a teatro erano ancora poco presenti. C’era un buco,
    pensavamo.
    È significativo e terribile che i veneti siano diventati, oggi, i cattivi: evasori, razzisti, ottusi. Di colpo. Da provinciali buoni, gran lavoratori, un po’ mona, che per miseria migravano a Roma a fare le servette o i carabinieri (cliché di molti film in bianco e nero), a avidi padroncini, così, di colpo, con l’ignoranza a fare da denominatore comune agli stereotipi.
    Un enigma, che per noi si risolve in racconto: siamo passati da maschere più o meno goldoniane a specchio di una società intera.
    Una promozione praticamente. Quando Francesco Imperato mi propose di collaborare al progetto “This is Racism”, recitando il testo di
    Marco Giacosa per il video di “Ciao Teroni” (c’era un titolo più lungo e articolato, ma la viralità lo ha ridotto a questo), Franco Ford detto “Pojana” era già nato. Era il ricco padroncino di un mio adattamento delle “Allegre comari di Windsor” ambientato in Veneto, con tutti le sue fisse: le armi, i schei e le tasse, i neri, il nero. In seguito, la banda di Propaganda Live l’ha voluto sul suo palco, e lui si è rivelato appieno per quel che è: un demone, piccolo, non privo di saggezza ma non particolarmente in alto nella gerarchia infernale, che usa la verità per i suoi fini e trova divertenti cose che non lo sono, e che è dentro ognuno di noi. Ed eccolo qui, con tutti i suoi fratelli, a raccontare storie con un po’ di verità e un po’ di falsità mescolate, per guardarsi allo specchio.

    7 Agosto 2021 – Cantina Antichi Poderi – Festival dei Tacchi – Jerzu

  • L’Altalena

    di e con ANDREA SERRA

    musiche dal vivo di DANIELE SERRA (chitarra)

    Ci sono storie che devono essere raccontate perché sono belle, sono importanti, hanno valore. Da quando lavoro come maestro in ospedale ho avuto la fortuna di vederne e viverne tante e mi è venuta voglia di raccontarle, perché si sa che una storia bella se la racconti, se la condividi, diventa ancora più bella. Questa storia nasce dalla domanda che mi è stata rivolta più spesso negli ultimi quattordici anni: “Come fai?” che sottintende: come fai a vedere i bambini che soffrono, come fai a vedere i genitori che soffrono per la sofferenza dei propri figli, come fai a vivere tutto questo senza farti annientare.La risposta non è nel vento ma sull’Altalena. È lì che penso di averla trovata.
    Ma è possibile riuscire a raccontare con equilibrio, storie di persone straordinariamente normali, stando su un’altalena? Non avendo una risposta mi sono messo a cercarla, ho iniziato a scavare e penso di averla trovata.

    10 Agosto 2021 – Cantina Antichi Poderi – Festival dei Tacchi – Jerzu

  • CHISCIOTTE FENICOTTERO – presentazione del libro

    BRUNO TOGNOLINI
    con GIORGIO DEL RIO, ALESSANDRO MASCIA,
    MAURO MOU, PIERPAOLO PILUDU e SILVESTRO ZICCARDI

    Un cavaliere errante, un Chisciotte migrante, da brutto anatroccolo è diventato Fenicottero perché più leggeva più gli crescevano le gambe. Adesso è lungo e stecco ma proprio per questo guarda ogni cosa come volando, dall’alto, e vaga per la città offrendo conforto a piccoli e grandi contro le minacce dei Militi malvagi. Quei tremendi banditi sono convinti che i libri siano nocivi, negativi, persino lassativi, e scovano e imprigionano chiunque ne tocchi uno, pronti a bruciare ogni volume come in Fahrenheit 451. Sono il Capitano Beatty e il suo non proprio fedele Montag, che al servizio di Re Toto il Grande perseguitano le belle storie insieme a chi le abbia amate o serbate nella memoria. E su tutti cercano lui, il ribelle trampoliere visionario e delirante. Nato in Sardegna come testo d’occasione per uno spettacolo itinerante messo in scena dalla compagnia Cada Die Teatro, che l’ha poi adattato al palcoscenico e portato in tournée divertendo bambini e vincendo premi, Chisciotte Fenicottero rinasce oggi in una scrittura che conserva l’impronta e le tracce di allora eppure si rinnova, si sconcerta, s’intenerisce, si mette in cerca. La costante è la lingua fervida e sonora del poeta drammaturgo Tognolini, che immagina un teatro dove l’elemento ritmico scandisce sia la sequenza delle scene sia le battute, per la maggior parte in versi; dove più che le azioni possono i racconti, le canzoni, le peregrinazioni, e il duello finale è una gara poetica, come da qualche parte nel mondo ancora avviene. Chi vincerà, a suon di rap e di rime? I colpi faranno male lo stesso? Teatro, Letteratura, Poesia si ritroveranno amici o nemici? E se in giro si dice che ‘gli struzzi mettono la testa sotto la sabbia per non vedere’, sarà forse anche vero che ‘i fenicotteri mettono la testa sotto l’acqua per leggere’? 

    collana “I Gabbiani” Ed. Primavera

    produzione: Festival dei Tacchi – Festival Tuttestorie

    4 Agosto 2021 – Cantina Antichi Poderi – Festival dei Tacchi – Jerzu

  • UNA PICCOLA ODISSEA

    Di e con Andrea Pennacchi
    musiche di Giorgio Gobbo eseguite dal vivo da Giorgio Gobbo (chitarra e voce), Annamaria Moro (violoncello), Gianluca Segato (lap steel guitar)
    consulenza musicale di Carlo Carcano
    organizzazione Marialaura Maritan
    produzione Teatro Boxer

    Sono venuto in possesso di una copia dell’Odissea abbastanza presto: quand’ero alle medie, mio padre gestiva lo stand libri alla festa dell’Unità del mio quartiere, mentre mia mamma regnava incontrastata sulle fumanti cucine. La pioggia aveva danneggiato una versione in prosa della Garzanti, e mio papà me la regalò.
    Non c’era differenza, per me, tra Tolkien e Omero, era una grande storia, anzi una storia di storie, in cui non faticavo a riconoscere le persone che amavo: mio padre che torna dal campo di concentramento, mia madre che aspetta, difendendosi dagli invasori, i lutti, la gioia. E ho sempre desiderato raccontarla. L’Odissea è stata definita: “un racconto di racconti”, una maestosa cattedrale di racconti e raccontatori, attraversata da rimandi ad altre storie, miti, in una fitta rete atta a catturare il lettore. Proprio il suo essere costruita mirabilmente per la lettura, però, la rende difficile da raccontare a teatro, ricca com’è. Abbiamo pensato di restituirne il sapore di racconto orale proponendone una versione a più voci, che dia il giusto peso anche alla ricca componente femminile e al ritorno vero e proprio. Pochi si ricordano, infatti, che gran parte della storia si svolge nell’arco di pochi giorni, tra la partenza di Odisseo da Ogigia e il suo trionfo contro i proci e il ricongiungimento con moglie, figlio e padre. Il resto della storia, la parte più
    conosciuta, è raccontata, da aèdi, dai suoi vecchi compagni, da Telemaco e Penelope, e da Odisseo stesso. Partiremo dalla capanna dei racconti, quella capanna del chiaro Eumeo, principe e guardiano di porci, in cui inizia la vera e propria riconquista di Itaca da parte di Odisseo. Così vicina alla mia infanzia, nucleo rovente da cui nacque il mio amore per il racconto.

    9 Agosto 2021 – Cantina Antichi Poderi – Festival dei Tacchi – Jerzu

  • TRIBÙ – Antropologia del Cuore dell’Attore

    Laboratorio Creativo Liberatorio ed’ Espressivo –
    Teatro Fisico , Corpo Libero
    con Jonathan Frau

    Una cura , una medicina , un rituale che faccia del bene.. Un gruppo , una Tribù , insieme,
    si sostiene , senza smettere di sognare, la speranza viene coltivata in questa Tribù, anche la Festa, attraverso la voce della Coscienza .
    Una Tribù libera di esprimersi e di Amare. Esprimersi Liberamente INSIEME, attraverso un lavoro creativo costruttivo.

    Laboratorio di Ricerca sui valori autentici ed Elevati dell’uomo. Attraverso uno sguardo sincero sulla coscienza individuale e globale, scelgo la Tribù come tema Principale per lo sviluppo del Progetto. Osservando linguaggi autentici come quello degli animali, e attraverso la simbologia e i rituali collegati agli elementi naturali, entreremo nella logica di Unione, ( Tribù ) e i suoi segreti . In questo progetto dove la TRIBÙ é protagonista , l’ispirazione avverrà attraverso una coscienza lucida , un linguaggio artistico semplice , urgente, inevitabile e sincero. La proposta pedagogica verrà trasmessa attraverso esercizi ( esperienze ) artistiche sul corpo libero ( danza, teatro fisico ), l’espressione dell’attore nell’improvvisazione, e il gioco del Clown.

    9 Agosto 2021 – Cantina Antichi Poderi – Festival dei Tacchi – Jerzu