di e con Elisabetta Granara e Diego Dalla Via
scene e costumi di Diego e Marta Dalla Via
partitura fisica di Annalisa Ferlini
direzione tecnica di Roberto Di Fresco
assistenza alla produzione di Veronica Schiavone
spettacolo vincitore del Premio SCENARIO 2013
La prima generazione ha lavorato.
La seconda ha risparmiato.
La terza ha sfondato.
Poi noi.
Noi, in fondo, viviamo per questo: per arrivare primi, e negare di aver vinto.
Siamo nati per riscrivere le nostre ultime volontà.
Tema libro: famiglia
Fratelli Dalla Via (Tonezza del Cimone – Vicenza)
Mio figlio era come un padre per me
di e con Marta Dalla Via, Diego Dalla Via
aiuto regia Veronica Schiavone
partitura fisica Annalisa Ferlini
scene Diego Dalla Via
costumi Marta Dalla Via
spettacolo vincitore Premio Scenario 2013
Fratelli Dalla Via (Tonezza del Cimone – Vicenza)
Mio figlio era come un padre per me
di e con Marta Dalla Via, Diego Dalla Via
aiuto regia Veronica Schiavone
partitura fisica Annalisa Ferlini
scene Diego Dalla Via
costumi Marta Dalla Via
spettacolo vincitore Premio Scenario 2013
Fratelli Dalla Via (Tonezza del Cimone – Vicenza)
Mio figlio era come un padre per me
di e con Marta Dalla Via, Diego Dalla Via
aiuto regia Veronica Schiavone
partitura fisica Annalisa Ferlini
scene Diego Dalla Via
costumi Marta Dalla Via
spettacolo vincitore Premio Scenario 2013
23, 24 Ottobre 2015 ore 21:00 25 Ottobre 2015 ore 19:00
Teatro La Vetreria, Cagliari
CADA DIE TEATRO / progetto MEETING THE ODYSSEY Nausicàa, io sono io
L’incontro con lo straniero, l’essere straniero, il sentirsi straniero.
L’incontro anche con chi si sente straniero nel proprio Paese.
ideazione, regia e scenografia di Giancarlo Biffi
assistenza alla regia di Alessandro Mascia
collaborazione drammaturgica di Alessandro Lay
con Klodiana Camati, Francesca Cecala, Mauro Mou, Pierpaolo Piludu, Camille Reverdiau, Silvestro Ziccardi
musiche originali di Frédéric Tari
preparazione vocale di Manuel Cossu
costumi e realizzazione scene di Marilena Pittiu e Mario Madeddu
luci di Giovanni Schirru
suono di Matteo Sanna
lo spettacolo è una produzione Cada Die Teatro in collaborazione con Anapoda, Réseau en scène, Scarlattine Teatro
Navigare nella grande storia per raccontare una piccola storia, trasformando:
un popolo in una famiglia, milioni di uomini in fuga dalla guerra in un unico soldato,
la popolazione di un’isola in un solo abitante, le tante donne schiave in una solitaria principessa/prigioniera, miliardi di donne e uomini in un unico essere umano. Uno sguardo spalancato verso storie sempre meno visibili, l’ascolto di un canto che attraversati mari e oceani giunge rovesciato alle nostre orecchie. Di Nausicaa, Andromaca, Alcinoo, Arete, Polidoro e Ulisse, sulle tavole del palcoscenico si srotolano le orme dei tanti Odisseo in perenne ritorno. Vicende scritte nel vento e scolpite sul corpo, sprazzi di memorie, impronte che avanzano e sguardi che si attardano. Esseri che urlano al cielo il proprio nome per il timore di scordarlo definitivamente.
“In ogni luogo in cui sono stato mi hanno sempre trattato come fossi nessuno ma da quando sono nato: IO SONO IO!”
Tema: VIAGGI e MITO
Si tratta di una classe formatasi nel 2006 che da allora, ogni anno, nei giorni degli anniversari dei bombardamenti, va in scena con un lavoro incentrato sulle tragiche giornate del 1943 quando la nostra città venne quasi rasa al suolo. Oltre ai numerosi allievi che continuano a frequentare il corso dall’inizio, se ne sono aggiunti di nuovi.
Da ottobre a marzo il gruppo della Scuola di Arti Sceniche “Con-passione” si unirà a quello de “La guerra dentro casa” per portare nuovamente in scena “Cari simpatici vecchini”, un lavoro rappresentato alcuni anni fa.
La vicenda si svolge nella casa di riposo “Anziani gaudenti” dove i maltrattamenti sono all’ordine del giorno. Ad alcuni ricoverati sembra di tornare nella Cagliari del ’43 tra i banchi di scuola di fronte alla temuta maestra.
Successivamente si lavorerà per portare in scena ancora una volta, a maggio nei giorni degli anniversari dei bombardamenti, lo spettacolo “Cagliari 1943. La guerra dentro casa”
INFO E ISCRIZIONI
0705688072 – 3282553721
info@cadadieteatro.com
ESITI SCENICI
ogni anno, dal 2006: Cagliari 1943. La guerra dentro casa 2019: Cari simpatici vecchini 2020: Storie di Umani, animali e vegetali (dal Guatemala alla Sardegna)
Confuso, impaurito, tenta di rispondere a domande troppo grandi per lui, ed è proprio mentre lo sforzo diventa quasi ridicolo che i ricordi affiorano e ci portano nel suo viaggio. Stretti a lui partiamo e andiamo ad incontrare i suoi “matti di Dio”… Los locos del Calvario, i ragazzi di strada di Managua che ogni giorno, a strappi, morsi e sputi, cercano di prolungare ancora di qualche centimetro la propria corsa. “Il Calvario”, è il nome di una chiesa che sorge presso il Mercado Oriental di quella città, praticamente il loro rifugio. I niño de la calle, la chiesa del Calvario, il Mercado Oriental di Managua, Francisco e i suoi fratelli, Chiara e i suoi figli, vicende che si fanno storie, paure e angosce; desiderio d’amore, bisogno di amare. Ricordo i giorni a Managua stretto ai ragazzi lungo i viottoli del Mercado Oriental, ricordo le parole, gli odori, i colori; ricordo i miei pensieri di allora: “Se dovessi mettere in scena un San Francesco è da qui che avrebbe senso partire“. In quei visi vedevo “i poverelli di Assisi”, che scalzi e laceri continuavano imperterriti a mortificare una carne che del precedente splendore serbava ben poco. Nulla di ciò che viene narrato nel lavoro teatrale è frutto di fantasia, tutto è spietatamente reale. Quei ragazzi di cui parlo esistono, hanno gli stessi nomi, gli stessi volti, la medesima gioia e l’identica disperazione raccontata, così come sono vicende realmente accadute quelle che si dipanano nello scorrere delle parole. Francisco, Chiara, i suoi compagni esistono “non visti”, “non voluti” nelle stradine del Mercado Oriental, io li ho incontrati e non posso non parlarne. Sono obbligato a farlo.
di e con Pierpaolo Piludu e con la partecipazione de Su Cuncordu Iscanesu Pietro Dettori“sa oghe”– Giampiero Motzo“sa mesuoghe”Antonio Piras“sa contra”– Sandro Flore“su bassu” luci di Giovanni Schirru suono diMatteo Sanna e Giampietro Guttuso regia di Giancarlo Biffi
Pósidos, “tesori”, è frutto di una ricerca sulle modalità del raccontare degli anziani narratori e narratrici di Scano Montiferro, un paese della Sardegna centro occidentale. Le storie di Pósidos parlano di santi, di banditi, ci portano indietro in un tempo, neanche troppo lontano, quando era ancora frequente che i morti, sas animas, comparissero ai vivi, quando il Montiferru era un’unica grande foresta, prima che arrivassero le squadre di tagliaboschi mandate da Cavour. Piludu, con la suggestione delle quattro voci del canto a tenore de Su Cuncordu Iscanesu, accompagna gli spettatori nel mondo magico di quei contos antigos che sino a qualche decennio fa venivano raccontati ovunque in Sardegna.
di e con Pierpaolo Piludu regia Mauro Mou disegno luci Giovanni Schirru suono Giampietro Guttuso – Matteo Sanna con il contributo musicale di Arrogalla semi di pietra di Pinuccio Sciola
Storie che parlano di pietre
pietre minuscole e gigantesche
case di janas e tombe di giganti.
Pietre antiche
di un’isola antica
a forma di sandalo
nel mezzo del Mare di Mezzo.
Pietre-sentinelle
che sorvegliano, sotto terra, tesori
e terribili mosche-maghedde, grandi come corvi.
Pietre pesanti come pietre
immobili da mille e mille anni
che sperano che qualcuno le ribalti
per sgranchirsi un pochino!
Pietre dove i figli facevano riposare i vecchi padri
il giorno che avevano l’obbligo di portarli a morire in montagna.
Pietre che ne hanno visto e sentito di tutti i colori.
Che hanno ascoltato le fatiche dei campi
le ingiustizie
i canti dei pastori
i racconti delle spigolatrici
le grida dei ragazzi che incitavano i cavalli
i segreti sussurrati dalle bambine
le promesse d’amore
le sfide a sa murra, a s’istrumpa, a poesia.
Pietre che non si stancano di ascoltare il suono del Maestrale
07 agosto 2018 ore 21:30 Gairo Taquisara, Festival dei Tacchi 30 giugno 2018 alle ore 21.15, Arena Chiesa Romanica – Arlate 6 luglio 2018 alle ore 21:30, Cagliari, Teatro La Vetreria
17 Ottobre 2015 ore 21:00
Teatro La Vetreria, Cagliari
SCUOLA DI ARTI SCENICHE LA VETRERIA
Corso Dedicato a PPP (in arte PIERPAOLOPASOLINI)
diretto da Alessandro Lay
con Ignazio Marcis, Marisa Medda, Manuela Meloni, Marcello Perra, Barbara Piras, Paola Porcu, Pierandrea Raccis, Daniela Scotto
disegno luci di Giovanni Schirru
Non abbiamo lavorato “sul corpo intero dell’opera Pasoliniana”, come si dice negli ambienti dotti, ma tentato di impigrirci sui brani del corpo PPP, il corpo ritrovato fatto a pezzi a Ostia, il corpo PPP da sempre “gettato nella lotta”, il corpo costruito negli anni con testi teatrali, letteratura, poesia, saggi e articoli, film.
Abbiamo cercato PPP regista, poeta, editorialista feroce e inferocito contro il “genocidio” che si consumava sotto i suoi occhi, quello che lui denunciava senza sosta con la sua arte e le sue grida assordanti.
PPP intellettuale marxista e umanista al tempo stesso (tipologia umana a cui l’Italia ha rinunciato abdicando alla propria dignità di stato dalla morte dello stesso PPP in poi, complice volgare e mandante laida del suo omicidio), innamorato dell’innocenza del terzo mondo quando ancora il terzo mondo non si chiamava così. Il PPP delle fiabe assurde, atroci, dolcissime con tanto di morale finale. Qualunque cosa sia venuta fuori, è dedicata a lui.
TEMA: PASOLINI
con Alessandro Mascia,Mauro Mou, Silvestro Ziccardi, Giorgio Del Rio, Lara Farci e Francesca Pani ideazione di Bruno Tognolini, Mauro Mou, Silvestro Ziccardi testo diBruno Tognolini / Cada Die Teatro scenografieMario Madeddu, Marilena Pittiu costumi Marcella Ki direzione tecnicaGianni Schirru suonoGiampietro Guttuso, Matteo Sanna regiaPierpaolo Piludu collaborazione alla drammaturgia e alla regia Alessandro Lay
Lo spettacolo è stato realizzato in collaborazione con “L’isola delle storie – Festival letterario della Sardegna, Gavoi 2005”
Al suono della sirena, avanzano pedalando su strane macchine a tre ruote su cui sono montati dei forni fumanti, due figuri in divisa scura: sono i due Militi del Fuoco, Capitano Beatty e Milite Montag. Il Capitano Beatty è burbero, cattivo, stupido, convinto delle sue poche idee, che coincidono con gli slogan del suo Re Toto: per il bene della patria bisogna arrestare chi legge e bruciare tutti i libri del mondo.Il Milite Montag è (sarebbe) mite, allegro e furbo, ma, costretto dalla divisa e da quell’implacabile superiore (che teme), reprime questa sua natura sotto una smorfia di grinta feroce, che indossa troppo in fretta, perde troppo spesso, e convince troppo poco. I due militi del fuoco si aggirano per le strade sulle mostruose macchine mangialibri: strappano i libri dalle mani dei bambini, ne leggono con disgusto alcuni passi, illustrano le stravaganti degenerazioni fisiche e mentali che da quelle pagine sono causate, e senza aggiungere altro buttano i libri nel fornociclo. I due sono sulle tracce di un pazzo pericoloso, cui i libri hanno fatto perdere la testa: qualcuno l’ha visto? Il ribelle Chisciotte-Fenicottero, sempre accompagnato dal fedele Sancho, non può passare inosservato: ha due gambe lunghissime, un’aria stralunata ed è sempre seguito da uno stuolo di piccoli spettatori.
Il pazzo Chisciotte dall’alto dei suoi trampoli vede fabbriche di cioccolato nelle chiese, orribili Voldermort in innocue vecchiette e platani picchiatori nelle palme o nei pini delle piazze … Forse ha letto troppi libri per bambini, ma sembra molto lucido e assennato quando c’è da combattere la prepotenza e l’ignoranza di Re Toto e dei suoi Militi del Fuoco!
11 Febbraio 2024 – Teatro Si ‘e Boi di Selargius – Capitani Coraggiosi 2024
21 Settembre 2023 – Parco Andrea Parodi, Piazza Sant’Andrea, Flumini
10 settembre 2023 – Piazza San Giacomo, Monasitr – Dammi un 5 Festival di Arte e Cultura
17 giugno 2022 – Cagliari, La Vetreria – Sotto Questo Cielo
15 giugno 2018, ore 21:30 – Cagliari, La Vetreria / Capitani Coraggiosi d’estate 20 maggio 2018, ore 16:00, Quartu Sant’Elena – Parco di Molentargius – Festa dei 25 di nidificazione Gent’arrubia a Molentarius 10 Gennaio 2018 – La Vetreria, Pirri (Cagliari) 9 Gennaio 2018 – La Vetreria, Pirri (Cagliari) 8 Gennaio 2018 – La Vetreria, Pirri (Cagliari) 7 Gennaio 2018 – La Vetreria, Pirri (Cagliari)
adattamento teatrale di Pierpaolo Piludu regia di Giancarlo Biffi con Pierpaolo Piludu disegno luci di Giovanni Schirru suono di Matteo Sanna musiche originali di Paolo Fresu
dal romanzo di Francesco Masala
Li chiamavano ‘sos laribiancos’, ‘quelli dalle labbra bianche’: era il segno distintivo, inconfondibile, dei poveri di Arasolé, un paesino della Sardegna ai confini con le foreste del Goceano. Sos laribiancos si riconoscevano subito: mangiavano poca carne, pochi carboidrati, poche proteine. Mangiavano troppo poco.
Francesco ‘Cicitu’ Masala, nel suo romanzo-capolavoro, mostra gli effetti devastanti e osceni di chi non ha pane per sé e per i propri figli e gli effetti devastanti e osceni di tutte le guerre, in particolare della sciagurata campagna italiana in Russia cui lo stesso autore prese parte.
Nel 1998 Cicitu mi manifestò il desiderio di vedere in scena i personaggi del suo romanzo in una versione sardo logudorese. Gli risposi che mi sarebbe piaciuto provare a narrare la vicenda nel modo più semplice, senza scenografie, alternando lingua sarda e lingua italiana. Da allora lo spettacolo fa parte del nostro repertorio…
Dove possibile ho cercato di lasciare inalterata la suggestione poetica delle parole dell’autore. Allo stesso tempo, spero con il giusto rispetto, ho dovuto scegliere, aggiungere, assemblare, tradire. Pierpaolo Piludu
Raccontare storie per non essere raccontati. Raccontare per primi, prima che qualcuno possa raccontarti. I figli di Arasolè parlano dei loro padri come se questi fossero i padri di tutti noi. Un gruppo di ragazzi va in guerra e di questi uno solo fa ritorno; ma finché qualcuno li avrà nei suoi ricordi, le loro storie continueranno a correre; finché Culubiancu una volta all’anno suonerà le sue campane, le loro voci dai viottoli di Arasolé si spanderanno nell’aria fino a raggiungere il tetto del cielo. Il teatro si muove, non resta mai fermo; le stesse opere teatrali rappresentate in tempi e contesti diversi danno prodotti differenti. Nella nostra messa in scena il testo di Francesco Masala, Quelli dalle labbra bianche, diventa un grande racconto e nella sua epica prende forma non solo il disagio di ieri, ma anche la “condizione” di oggi. L’attore/narratore assume in sé tutte le vicende e i volti di quegli uomini per ridarci, nel sorriso della rappresentazione, delle vite che paiono infinite. Giancarlo Biffi
di e con Giancarlo Biffi luci e fonica Emiliano Biffi direzione tecnica Giovanni Schirru immagini Valeria Valenza
edizioni Segnavia
Gufo Rosmarino è il gufetto che tutti vorremmo per amico, il fratellino coraggioso che riesce a trasformare ogni difficoltà in una formidabile occasione di avventura. Gufo Rosmarino ha la saggezza spavalda dei piccoli nel mondo dei grandi, vede le cose con gli occhi della semplicità e per questo riesce a trovare la soluzione giusta ad ogni problema. Occorre sempre andare al fondo delle cose per trovare un po’ di luce e forse di verità. Gufo Rosmarino si tuffa nell’oscurità per cercare ciò che in superficie non capisce o non riconosce, ciò che nel chiarore del sole resta pur sempre buio. Nella nuova avventura il coraggioso gufetto incontrerà un nuovo amico, tanto differente dagli altri amici… Così diverso da sembrare quasi un nemico, ma al tempo stesso così uguale d’assomigliare ad un fratello, perché nonostante l’apparenza il pipistrello Corteccia è acceso dagli stessi valori che animano il mondo dei Gufi: amicizia, coraggio, sincerità e solidarietà.
REPLICHE
20 Dicembre 2024 – Casa Olla, Quartu Sant’Elena – Natale a Quartu
17 Dicembre 2024 – Biblioteca Ragazzi, Sala Polivalente II° piano – Piazza Si ‘e Boi, Selargius
7 Dicembre 2024 – Su Tzirculu, Via Molise 58 Cagliari
15 Agosto 2024 – Chiesa di San Michele, Berchidda – Time in Jazz
Cosa accade ad un cucciolo abbandonato quando in compagnia di altri cagnolini randagi s’imbatte in una gatta?
Una bianca gatta dal ciuffetto rosso che seppur diversa dai cuccioli di cane, inspiegabilmente desidera a tutti i costi stare in loro compagnia.
Ma perché? Cosa vuole da loro?
“Vai via! Torna a casa tua!”
Strafottenti i cuccioli di strada le rispondono in malo modo, non vogliono avere nulla a che fare con una gatta ma lei non ha nessuna intenzione di lasciarli, non ha nessuna voglia di accettare il mondo per quello che è… Quindi?
La storia di Quincho, di un cucciolo di cane che dopo essere nato, e serenamente vissuto in una confortevole cuccia all’improvviso si ritrova a vivere in strada.
Un brutto giorno, Babbo cane uscito di casa non vi fa più ritorno.
Passano alcuni mesi e la mamma va a vivere con un cagnone grande e grosso che l’accoglie nella sua cuccia insieme ai suoi due cagnolini più piccoli, rifiutando però Quincho.
E da quel giorno per Quincho inizia una nuova vita. Una vita, a fianco di tanti altri cuccioli abbandonati, fatta di giornate trascinate da un mercato all’altro alla ricerca di cibo e di un po’ d’affetto; di quell’amore di cui ha tanto bisogno e che un bel giorno si presenterà sulla sua strada nelle vesti di una nuova mamma. Una gatta, incontrata dai cuccioli di strada durante il loro continuo girovagare, una strana bianca gatta dal ciuffo rosso che dopo l’iniziale incomprensione, si rivelerà molto importante per tutti loro.
Un viaggio ai confini del mondo tra le terre del Nonsò e quelle del Kessai, lungo le vie percorse dai cuccioli di strada; per incontrare il sorriso di chi le abita, di chi tra quei vicoli prova ogni giorno ad accarezzare il cielo, ben sapendo che un’altra vita è possibile, che un grammo di gioia è dovuto a tutti.
Una favola che racconta di cagnolini abbandonati e di una gatta col ciuffo rosso che diverrà la loro nuova mamma; per narrare attraverso le vicende di cani e gatti, una storia vera, quella dei bambini di strada di Managua e di una donna, Zelinda Roccia che con l’aiuto di tanti volontari, dal 1991 opera ogni giorno affinché questi bambini abbiano la possibilità di costruirsi un futuro migliore.
Un’associazione a “far del bene”, conosciuta in tutto il mondo con il nome di Los Quinchos.