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Stagione La Vetreria 2016
Da Settembre a LA VETRERIA prende avvio una ricca Stagione di teatro con grandi artisti della scena nazionale e nuovi talenti che andranno in scena nello spazio all’aperto de La Vetreria con i progetti Contaminazioni, Øscena Festival, dedicata al Friuli Venezia Giulia / nuovi teatri dal confine, Cagliari Teatro in.corto 2016, la Giornata del teatro, il Cantiere Nel regno degli uccelli e il nuovissimo progetto giovani Transistor.
Giovedì 15 Settembre, ore 21:00 • Corte
CADA DIE TEATRO E CHOURMO
DI MARE IN MARE Musiche di Baska
CONTAMINAZIONISabato 17 Settembre, ore 21:00 • Corte
Omaggio a Francesco Masala nel centenario della nascita
CADA DIE TEATRO CON PAOLO FRESU
LARIBIANCOSGiovedì 29 Settembre, ore 21:00 • Teatro
Venerdì 30 Se ttembre, or e 23:00 • Teatro
PLEIADI ART PRODUCTIONS
MOBY DICKVenerdì 30 Settembre, or e 21:00 • Corte
PEPPINO MAZZOTTA
SOLDI E CHIODI_lettura drammatizzataSabato 1 Ottobre, or e 21:00 • Corte
MAX PAIELLA
JANNACCI E DINTORNICAGLIARI TEATRO IN.CORTO
Venerdì 7 e Sabato 8 Ottobre, ore 20:00
Domenica 9 Ottobre, ore 18:30 • Teatro
SELEZIONILA GIORNATA DEL TEATRO In collaborazione con il MiBACT
Sabato 22 Ottobre, ore 9:30 – 13:30 • Teatro
TEATRO E SCUOLA IncontroSabato 22 Ott obre, or e 18:00 • Teatro Studio
CADA DIE TEATRO
PIÙ VELOCE DI UN RAGLIOØSCENA FESTIVAL FRIULI VENEZIA GIULIA nuovi teatri dal confine
28, 29, 30, 31 Ottobre; 1 Novembre
TEATRO LA VETRERIA e TEATRO MASSIMO
Progetto di Cada Die Teatro e Sardegna TeatroVenerdì 28 Ottobre, ore 21:00 • Teatro
KSENIJA MAR TINOVIC
DIARIO DI UNA CASALINGA SERBADomenica 30 Ott obre, or e 18:00 • Teatro
CONSORZIO SCENIC O SELVAGGINA
CANTIERE TEATRALE
23 Ottobre, or e 18:00 • Teatro
SCUOLA DI ARTI SCENICHE LA VETRERIA
IL MESTIERE DELL’ATTORE
LA PASSIONE DEI PO VERI CRISTI
Venerdì 11 e Sabato 12 Novembre or e 21:00 • Teatro
Domenica 13 Novembre ore 17:30 • Teatro
CADA DIE TEATRO
SCUOLA DI ARTI SCENICHE LA VETRERIA
NEL REGNO DEGLI UCCELLIVenerdì 9 , Sabato 10 e Domenica 11 Dicembre • Centro La Vetreria
TRANSISTOR PROGETTO GIOVANI
NOI VENIAMO D AL FUTURO
Spettacoli, laboratori, incontri ed esposizioni -

Soldi e chiodi_lettura drammatizzata
di Peppino Mazzotta
con Marco Di Prima, Salvatore D’Onofrio, Peppino Mazzotta, Giulia Pica
regia Peppino MazzottaGiuseppe Z è un testo di Peppino Mazzotta e nasce dalla scoperta di un fatto storico avvenuto all’inizio degli anni ‘30. Peppino Mazzotta resta affascinato dalla figura di Giuseppe Zangara, calabrese, classe 1900. Giuseppe Z. perde la madre all’età di 2 anni e viene indirizzato dal padre al lavoro della terra sin dall’età di sei anni. La sua è un’infanzia durissima, divisa tra il lavoro, la fame e le violenze subite dal padre, vittima anch’egli della miseria e dello sconforto. Emigra negli Stati Uniti all’inizio degli anni ‘20 come tanti per cercar fortuna e non tornerà mai più nel suo Paese.
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Moby Dick
di Pleiadi Art Productions produzione Campsirago Residenza | in collaborazione con Festival Internazionale di Malta | ideazione Mariasofia Alleva, Michele Losi, Caterina Poggesi | con Mariasofia Alleva, Eva Cambiale, Carolina Leporatti, Carlo Orlando, Giovanni Serratore cast in via di definizione | viola, violoncello e voce Cristina Abati | regia Michele Losi | dramaturg Riccardo Calabrò | drammaturgia Peter Asmussen, Michele Panella, | scenografia Marialuisa Bafunno | costumi Stefania Coretti | cura del movimento scenico Caterina Poggesi | video Alberto Sansone | luci Michele Losi | sound design Diego Dioguardi
LE ORIGINI DELLO SPETTACOLO
La scelta di avvicinarsi a un grande classico come Moby Dick è la sfida di affrontare il mare alto dell’esistenza. Seguendo il capitano Achab nel labirinto del suo viaggio, decidiamo di immergerci e di condurre lo spett-attore, tutt’altro che passivo, sui fondali più oscuri e bestiali dell’animo umano.
Le tensioni esistenziali presenti in Moby Dick, le complesse linee narrative indicate nelle ragioni stesse dei suoi personaggi, la forza dirompente della natura, hanno catturato la nostra attenzione e hanno aperto in noi una sequenza di domande di cui il testo stesso è fitto. Abbiamo chiesto ai drammaturghi Peter Asmussen (DK), Michele Panella (I) e Riccardo Calabrò (I) una riscrittura originale del testo, incentrata sulle tensioni esistenziali dei personaggi, per comporre un Moby Dick contemporaneo nel quale l’alternanza tra profondità individuale ed azione collettiva definisce il ritmo e la forma dello spettacolo.I personaggi e le loro elucubrazioni, vero cuore narrativo dell’opera, e le interminabili catalogazioni e attese che rendono a tratti Moby Dick più simile all’Enciclopedia Britannica che a un romanzo d’avventura, sono i due poli a cui faremo riferimento costante nella messa in scena costruita su una dinamica di opposti: bianco-nero, luce-buio, allucinatorio-razionale, quaccherismo-spirito naturale, finanza-ecologia.
Il progetto Moby Dick si sviluppa declinando l’opera in diversi formati con varie modalità di fruizione, dalla lettura integrale dell’opera alla mise en espace in teatro o su un veliero.NOTE DI REGIA
Da un punto di vista narrativo Achab, figura dagli evidenti tratti shakespeariani, analoga sia a re Lear che a Machbet è, come Machbet, un eroe negativo. La caccia a Moby Dick viola il disegno divino. Come il Prometeo della letteratura antica e romantica il capitano si oppone al dio celeste.
Nella performance è protagonista l’innata aspirazione dell’uomo al superamento dei propri limiti e al raggiungimento di una palpabile, reale e assoluta realizzazione, che spinge i protagonisti del romanzo a sfidare la vita stessa per gustare, anche solo per un istante, una piena soddisfazione. Quale sia poi l’essenza della balena bianca, visceralmente agognata dall’eterogenea flotta del veliero Pequod, lo scopriremo durante il viaggio-spettacolo.
Moby Dick, moderno leviatano, traccia la scia verso la perdizione umana, mostra gli esiti ultimi di quello cui può condurre la perdita di controllo e di razionalità cui la caccia spasmodica può portare, creando dietro di sé un vuoto da cui è impossibile far affiorare alcuna salvezza. Ciò nonostante è la ricerca stessa che spinge l’uomo a superarsi, ad erigersi sempre più in alto, sempre più vicino a Dio, ad un Dio di cui si fa fatica a definire i contorni.Come per Ismaele, nel suo lungo monologo iniziale:
“In mare – Perché gli antichi Persiani tenevano il mare per sacro? Certamente tutto ciò non è senza significato. E ancora più profonda di significato è quel racconto di Narciso che, non potendo stringere l’immagine tormentosa e soave che vedeva nella fonte, vi si tuffò e annegò. Ma quella stessa immagine noi la vediamo in tutti i fiumi e negli oceani. Essa è l’immagine dell’inafferrabile fantasma della vita. E questa è la chiave di tutto.”
E come risponde Achab al suo primo ufficiale Starbuck, quando questi osa mettere in questione la sensatezza della vendetta del Capitano nel suo folle inseguimento di Moby Dick:
“… Tutti gli oggetti visibili, amico, sono soltanto maschere di cartapesta. Ma in ciascun evento, nell’atto vivo, nel fatto accertato, lì, qualcosa di sconosciuto ma tuttavia ragionevole sporge la sagoma delle sue fattezze dalla maschera incosciente. Se l’uomo vuole colpire, colpisca attraverso la maschera! Come farebbe a evadere un carcerato, se non avventurandosi fuori attraverso il muro? Per me la balena bianca è quel muro, sospintomi vicino. Penso a volte che non ci sia niente al di là. Ma per me basta così. Mi dà da fare; mi riempie tutto; scorgo in essa una forza oltraggiosa, cui una malizia imperscrutabile dà nerbo. Quella cosa imperscrutabile è l’oggetto primo del mio odio; la balena bianca può esserne l’agente, la balena bianca può esserne il mandante: io quell’odio lo sfogherò su di lei. Non parlarmi d’empietà, amico: colpirei il sole se mi offendesse. Perché se il sole fosse capace di questo, io sarei capace di quello; c’è sempre una certa lealtà nel gioco, poiché la rivalità presiede a tutte le cose create. Ma nemmeno quel gioco leale, amico mio, può farla da padrona con me. Chi c’è sopra di me? La verità non ha confini…” -

GUFO ROSMARINO
Gufo Rosmarino nel Bosco delle Ciliegie gnam gnam
di e con Giancarlo Biffi
luci Emiliano Biffi
suono Matteo Sanna
illustrazioni di Valeria Valenza
libro pubblicato da edizioni Segnavia
Tempi sogni, tempi di storie. Tempi in cui giocare con gli amici era più importante del riempirsi la pancia di cibo. A meno che… il cibo non avesse l’aspetto e il sapore delle ciliegie gnam gnam. Attenzione però a non finire nella Valle delle ombre graf graf! Altrimenti occorrerà la luce per allontanare le ombre e allora Gufo Rosmarino, Brillo e Corteccia che faranno? Andranno a rifugiarsi oltre il sole, difesi dalla luce che loro credono essere la più forte che possa esserci ma anche questa potente luminosità non sarà sufficiente. La luce più luminosa in assoluto viene irradiata dal cuore, dagli affetti, dal volere bene senza pretendere nulla in cambio. È questo quello che prova Baronetto per i suoi amici. I sentimenti che Baronetto prova per loro e per la vita, illuminano più del sole e non c’è ombra che possa opporsi a tanta luce. Non c’è!Vai alla pagina Facebook di Gufo Rosmarino!!
Gli spettacoli e i libri della saga di Gufo Rosmarino
clicca sui titoli per scoprire di più!
Galleria Fotografica















Repliche
Gufo Rosmarino vola in giro per la Sardegna con tante storie per piccoli e grandi spettatori!
13 Luglio 2021 – La Vetreria – Pirri, Cagliari – Sotto Questo Cielo
23 Ottobre 2020 – La Vetreria – Pirri, Cagliari – Un teatro piccolissimo – Matinée per le scuole
22 Ottobre 2020 – La Vetreria – Pirri, Cagliari – Un teatro piccolissimo – Matinée per le scuole
22 Ottobre 2020 – La Vetreria – Pirri, Cagliari – Un teatro piccolissimo – serale per le famiglie
15 Agosto 2020 – Berchidda – Chiesa di Santa Caterina – FESTIVAL TIME IN JAZZ
10 Agosto 2020- Cantina Antichi Poderi, Jerzu (OG) – FESTIVAL DEI TACCHI – OGLIASTRA TEATRO –
22 Luglio 2020 – Corte de La Vetreria, Cagliari – R-ESTATE A TEATRO1
21 Dicembre 2019 – Quartu Sant’Elena, Biblioteca dei ragazzi manifestazione Vivi Natale
20 Dicembre 2019 – Selargius Biblioteca dei ragazzi – Manifestazione Vivi Natale
19 Dicembre 2019 – Villamassargia Biblioteca – Manifestazione Vivi Natale
18 Dicembre 2019 – Carbonia Biblioteca – Manifestazione Vivi Natale
16 Dicembre 2019 – Gonnesa S’Olivariu – Manifestazione Vivi Natale
13 Dicembre 2019 – Masainas Scuola Primaria – Manifestazione Vivi Natale
1 Dicembre 2019 – Perdaxius Scuola dell’infanzia – Manifestazione Vivi Natale
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Prova Contemporaneo archivio
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Di mare in mare
CHOURMO/MARINA CAFE’ NOIR – CADA DIE TEATRO
DI MARE IN MARE
Ricette per non bruciare l’aglio durante le tempeste
con Giancarlo Biffi, Giacomo Casti, Pierpaolo
Piludu e Francesco Scanu, Musiche di Baska
Nato dall’esigenza di entrambi i collettivi di confrontarsi e interrogarsi su uno dei temi a loro più cari, il viaggio, per mare ma non solo, inteso come metafora dell’esistenza umana e come strumento di indagine del nostro tempo, questo nuovo progetto narrativo-musicale-gastronomico mette assieme le perfette sonorizzazioni originali dei Baska, coi racconti arricchiti dalla magia di una vera e propria cucinata in scena, che trasformano l’intera performance in un vero e proprio viaggio sensoriale che spazia tra i profumi, i ricordi e i sapori più intimi del nostro mare.
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Il corpo di Totò
MARCO MANCHISIIl corpo di Totò
Di e con Marco Manchisi
Con la partecipazione dei Cuori di Panna Smontata
Porto dentro di me un’immagine familiare di Totò. Il suo viso mi fa sorridere, le sue smorfie riflettere. Ho attraversato in libertà le sue considerazioni sulla vita, sulle donne, sul suo desiderio di calma, sulla difficile condizione di essere comico.
Pensieri a volte in contrasto con il suo personaggio. Due anime così diverse, nello stesso corpo, Totò l’attore e Antonio De Curtis l’uomo. In scena si stuzzicano, si contaminano, si alimentano, tra vita e teatro, fino a fondersi.
Quando Totò diventò quasi completamente cieco a Fellini apparve come “… un dolcissimo fantasma … un esserino incorporeo …”.
Ho utilizzato testi di varia natura: un estratto dallo spettacolo Volumineide, dove Pinocchio tirato dai fili della politica diventa una marionetta nel paese dei balocchi, schegge da Petrolini, il monologo Lettera d’amore di Karl Valentin, un ricordo di Federico Fellini, La livella a dialogare con la sua voglia di tornare dal cinema al teatro.
“Porto dentro di me ancora forti i ricordi del lavoro con Leo de Berardinis che, con Totò principe di Danimarca, già affrontò egregiamente il nostro eroe. Allo stesso modo i racconti su mio nonno, che fu amico intimo di Totò, continuano a ispirare il mio racconto”.
Marco Manchisi
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Marco Manchisi è nato a Napoli il 7/11/1961. Ha lavorato con le compagnie di Antonio Neiwiller e di Leo de Berardinis, collaborato con Toni Servillo, Enzo Moscato, Mario Martone, Marco Baliani, Alessandro Benvenuti, Francesco Rosi, Luca De Filippo, Teresa Ludovico, Michelangelo Campanale. Dal 1990 scrive e mette in scena i suoi spettacoli tra cui: Pulcinella e la dama bianca di Otello, Il fantoccio, Pulci beat, La corona sognata, Il corpo di Totò. Nel cinema ha recitato in films diretti da: Mario Martone, Gabriele Salvatores, Raul Ruiz, Abel Ferrara, Antonietta de Lillo, Silvana Maya. -

Libri in scena
6 AGOSTO
Bachisio Bandinu con Celestino Tabasso presentano
Noi non sapevamo – Ed. Il Maestrale
In ritardo nel leggere i segni dei tempi per fare scelte convenienti. Incapaci di valorizzare le proprie risorse che altri sfruttano a loro profitto… Basta osservare gli eventi degli ultimi cinquant’anni per fare una dolorosa constatazione: noi sardi non sapevamo! Oggi, sappiamo quali scelte fare negli investimenti economici e culturali? Parrebbe proprio di no…8 AGOSTO
Francesco Abate con Francesca Saba presentano
Mia madre e altre catastrofi – Ed. Einaudi
Una serie di dialoghi folgoranti, irresistibilmente comici, che tessono il racconto di un’intera vita, anzi due: quella di un figlio e di sua madre, dall’infanzia fino a oggi. Con grazia estrema, ma senza sconti, Francesco Abate ha scritto la tragicommedia del rapporto sentimentale più dolce e ingarbugliato di tutti.Michela Murgia con CLaudia Carta
Chirù – Ed. Einaudi
Amarsi vuol dire perdere l’equilibrio, derubarsi l’un l’altro, attrarsi e spaventarsi, scambiarsi di posto: è questo che fanno Eleonora e Chirú. La loro è una storia di apprendistato, dono, manipolazione e gioventú. Lei maestra, lui allievo, ma entrambi impreparati davanti alla lezione piú difficile: quando l’amore smette di essere una forza e diventa un potere89 agosto
Giacomo Mameli con Bastiana Medau presentano
Le ragazze sono partite – Ed. CUEC
L’epopea delle ragazze che dalla Sardegna emigravano in Continente per cambiare vita. Pietrina, Clelia, Evelina, Maretta, sono solo alcuni dei nomi delle protagoniste che emigrano in particolar modo da Perdasdefogu, […] verso il continente, a Roma e Milano, a partire dal 2° dopoguerra, per fare “le seraccas” (le serve) presso alcune famiglie benestanti. Un intreccio di storie di donne nell’ar¬co di più generazioni, che partono e raccontano la loro esperienza.10 agosto
Gesuino Nemus con Nino Melis presentano
La teologia del Cinghiale – Ed. Elliot
Vincitore Premio Campiello Opera Prima 2016
Un romanzo in cui gli odori, i sapori, le voci, le superstizioni e la magia della terra sarda, si uniscono per comporre il quadro di un’Italia che arriva fino ai giorni nostri.
Luglio 1969. Nei giorni dello sbarco sulla luna, a Telèvras, un piccolo paese dell’entroterra sardo, due ragazzini vengono coinvolti in una serie di eventi misteriosi. Matteo Trudìnu, talentuoso figlio di un sequestratore latitante, e Gesuino Némus, da tutti considerato un minorato mentale, sono amici per la pelle. Di loro si occupa come fossero suoi figli don Cossu, il prete gesuita del paese. Un giorno il padre di Matteo viene trovato morto a pochi chilometri dal paese. A indagare si trova il maresciallo dei carabinieri di stanza a Telèvras, un piemontese che fatica a comprendere le logiche dell’omertà che lo circonda, aiutato dall’appuntato Piras e da don Cossu. Ma il mistero si infittisce ancor di più quando, a pochi giorni di distanza, viene ritrovato il corpo di un secondo uomo. Una storia di misteri e rivelazioni, in cui si mescolano gli odori, i sapori, le voci, le superstizioni e la magia della terra sarda, a comporre il quadro di un’Italia che arriva fino ai giorni nostri. -

Tauromàquina
ANIMAL RELIGION
Tauromàquina
Con Quim Giron e Benet Jofre
Musiche di Felix CucurullLo spettacolo Tauromàquina trae ispirazione dalla parola spagnola tauromaquia, che si traduce nell’arte di domare un toro, una tradizione culturale che si celebra in tutta la Spagna.
La tradizionale corrida è un duello all’ultimo sangue tra un toro e un uomo, un rituale che ci unisce con la morte.
Tauromàquina è un duello tra un uomo e una macchina, altrettanto affascinante ma decisamente più sicuro, che cattura l’attenzione dello spettatore.
In questa performance si può vedere la macchina immortale esprimere i suoi sentimenti e le emozioni, mentre l’artista utilizza la potenza della macchina per creare movimenti impensabili ed eccentrici.Animal religion è una stravagante compagnia di teatro/circo contemporaneo proveniente dalla Spagna, che esplora equilibrismo, le percussioni, la figura del clown, i movimenti animali e l’astronomia.











