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  • Orlando Furiosamente Solo Rotolando

    9 agosto 2023, ore 18:00 – Festival dei Tacchi – Jerzu, Cantina Antichi Poderi

    Armamaxa Teatro
    di Enrico Messina e Alberto Nicolino
    messo in scena e raccontato da Enrico Messina
    collaborazione alla messa in scena Micaela Sapenza
    tratto da Hruodlandus. Libera Rotolata Medioevale (Edizioni del Rosone)


    Camicia bianca, una tromba e uno sgabello: è tutto quel che serve per raccontare le vicende dei paladini di Carlo Magno e dei terribili saraceni. Accampamenti, cavalieri, duelli, incantagioni, armature, destrieri… un vortice di battaglie ed inseguimenti il cui motore è sempre la passione, vera o presunta, per una donna, un cavaliere, un ideale. Storie senza tempo di uomini d’ogni tempo, in cui tutto è paradosso, iperbole, esasperazione. Riscoprire il piacere della “fabulazione” e della “fascinazione” della parola, il senso di ascoltare delle storie e di ascoltarle assieme ad altri. Così le parole dei canti e delle ottave di Ariosto prendono nuova vita, un po’ tradite un po’ ri-suonate, e la narrazione avanza tra guizzi di folgorante umorismo e momenti di grande intensità, mescolando origini, tradizioni e dialetti. Nell’appassionante lavoro di scrittura alcuni episodi sono stati ripresi, altri rielaborati, altri completamente inventati com’è nell’essenza stessa dell’arte di raccontare.


     “…Una fondamentale differenza divide gli eroi di queste storie… Ci sono quelli costruiti di pasta fatata, che più gli fioccano addosso colpi di lancia e spada e più si temprano, come se tanto ferro giovasse alla loro salute; e ci sono quelli, non meno nobili e valorosi, che essendo costruiti di pasta umana ricevono ferite che sono ferite vere e ne possono morire…”
       | Italo Calvino


    Enrico Messina, Biografia

    Foggiano dal 1969, è attore e narratore, autore e regista. Anima e fondatore di Armamaxa, dal 2008 è direttore artistico della Residenza teatrale del Teatro Comunale di Ceglie Messapica e dal 2018 direttore artistico, insieme a Daria Paoletta, di Teatro Madre Festival ad Ostuni e di Terra Rossa Festival di Narrazione della Valle d’Itria’. Animatore culturale e creatore di connessioni, ha contribuito a “provocare” la nascita di Teatri Abitati, un progetto rivoluzionario che ha profondamente modificato il tessuto connettivo del teatro nella Regione Puglia. Il fuoco del suo lavoro artistico è sempre stato centrato sulla narrazione e su come la narrazione si rapporti al teatro in una costante ricerca di possibile fusione tra la scrittura, il movimento, i linguaggi e gli elementi della messa in scena. Ha avuto la fortuna di viaggiare molto e incontrare compagni di viaggio che nell’accompagnarlo, gli hanno insegnato molto. Negli ultimi anni ha preferito stare “fuori” dal palco e dedicarsi alla regia. Sono nati così Icaro Caduto con Gaetano Colella (2018), Metamorfosi Indistinto Racconto (con Daria Paoletta e Gaetano Colella, oltre a lui in scena, 2019), Armando Lettere (R)esistenti con Enrico Vezzelli (2020), Esterina Centovestiti con Daria Paoletta (2021), vincitore dell’Eolo Award 2022, e La Felicità di Emma con Rita Pelusio (2022). 

  • Mappe Tattili

    9 agosto 2023, ore 16:00 – Festival dei Tacchi – Jerzu, Bosco di Sant’Antonio

    Esito scenico del laboratorio dedicato ai CUORI DI PANNA SMONTATA & FRIENDS
    diretto da BRUNO CAPPAGLI

    Laboratorio teatrale tra boschi e sentieri condotto da Bruno Cappagli, per ragazzi e ragazze viaggianti fra teatro e utopia.


    Ragazzi e ragazze alla domanda: “Ma tu cosa vuoi?” Non hanno altra risposta che quella di volere un mondo futuro possibile per l’essere umano. Una terra su cui continuare a vivere. Ma il problema non è la terra. Il Pianeta ha superato cose molto peggiori di noi: ha superato terremoti, vulcani, tettonica a zolle, deriva dei continenti, venti solari, macchie solari, tempeste magnetiche, inversione magnetica dei poli, centinaia di migliaia di anni di bombardamenti da parte di comete, asteroidi, meteoriti, inondazioni, onde anomale, incendi planetari, erosioni, raggi cosmici, ere glaciali ricorrenti… Il pianeta non va da nessuna parte…NOI SI! Per questo come viaggiatori dei ghiacci, questi ragazzi utilizzeranno mappe tattili per trovare piste possibili, piste teatrali, poetiche, sentieri che tra gli alberi gli farà trovare pensieri, canti, danze che ci racconteranno di visioni possibili, utopie da inseguire per rispondere finalmente a quella annosa domanda: “Ma tu cosa vuoi?”


    Bruno Cappagli, Biografia

    Dal 2017 al gennaio del 2021, è stato il Presidente de La Baracca Società Cooperativa Sociale Onlus, di cui fa parte dal 1986.  Come attore, regista e autore ha partecipato alla realizzazione di oltre 80 produzioni de La Baracca. Nel 2008, con Ginevra Di Marco ed Enzo Avitabile per la parte musicale, ha realizzato con 50 giovani attori Canta Libera Terra. Ha partecipato alle principali co-produzioni de La Baracca, tra cui Il Drago nella fumana con O Giramundo (Brasile), Il duello con ERT-Emilia Romagna Teatri e Sala d’aspetto con i Modena City Ramblers. Nel 1990 crea Ambasciatore, progetto pro-bono che negli anni ha portato spettacoli e progetti in paesi e situazioni di disagio economico, arrivando nel 2017 alla realizzazione di Maloza, con 20 ragazzi del Centro AMANI per bambini di strada di Lusaka (Zambia) che ha partecipato al Festival The Cradle of Creativity – 19 th ASSITEJ World Congress a Cape Town – Sudafrica. Conduce, come formatore, laboratori per bambini e giovani e dal 1998 guida il progetto Cantamaggio – esperienze di teatro giovanile.

  • Shakespeare and Me – Ovvero Come il Bardo mi ha Cambiato la Vita

    8 agosto 2023, ore 21:30 – Festival dei Tacchi – Jerzu, Cantina Antichi Poderi

    Teatro Boxer
    di e con Andrea Pennacchi
    accompagnamento musicale Giorgio Gobbo


    Dio è morto, Marx pure… ma Shakespeare sta benissimo
    Andrea Pennacchi, insieme alle inseparabili note di Giorgio Gobbo, presenterà in forma di spettacolo il suo nuovo libro Shakespeare and Me – Come il Bardo mi ha Cambiato la Vita, edito dalla casa editrice People.
    In un libro molto influente, Harold Bloom affermava che Shakespeare avesse inventato l’essere umano: ecco, non ho gli strumenti per poter confermare questa affermazione. Di sicuro ha aiutato me, e molti altri/e come me, a conoscere meglio l’umanità, anche la mia. Il corpus shakespeariano è una mappa delle relazioni umane di pronto utilizzo. “Di pronto utilizzo”, a patto di continuare a lavorarci sopra, come meccanici, come giardinieri, di non considerarlo mai un Testo Sacro immobile e inamovibile, la cui interpretazione va affidata a pochi sacerdoti, ma una matrice vivente, un menabò, anzi una lente con cui leggere la contemporaneità che può appartenere a tutti. Condivido questa convinzione con molti grandi maestri, ma molto umilmente vorrei raccontarvi come ci sono arrivato; come, in ultima analisi, Shakespeare mi ha cambiato (in meglio) la vita.


    Andrea Pennacchi, Biografia

    Teatrista dal 1993, il suo viaggio è iniziato col Teatro Popolare di Ricerca di Padova. Si è formato come attore seguendo maestri come Eimuntas Nekrošius, Carlos Alsina, e Cesar Brie, Laura Curino e Gigi Dall’aglio.
    Ha composto Eroi, finalista al Premio Off del Teatro Stabile del Veneto, con il supporto di Giorgio Gobbo e Sergio Marchesini. Seguito, nella trilogia della guerra da: Trincee: Risveglio di Primavera e Mio Padre: Appunti sulla Guerra Civile. Ha debuttato nella drammaturgia con Villan People prodotto da Pantakin, poi selezionato al festival Tramedautore del Piccolo Teatro Grassi di Milano e premio Fersen alla regia 2014.
    Per anni, con la collaborazione di Arteven, ha ideato e portato in scena una serie di lezioni-spettacolo con le quali ha girato le scuole superiori del Veneto: Viva Verdi, Galileo – Le Montagne della Luna e Altri Miracoli, Le Avventure di Capitan Salgari e Una Feroce Primavera. Progetti dedicati alle scuole che tuttora girano grazie a Teatro Boxer, compagnia da lui fondata.
    È direttore artistico di Terrevolute, Festival della Bonifica e della rassegna Odeo Days. Ha recitato in cinque produzioni del Teatro Stabile del Veneto sotto la direzione di registi come Damiano Michieletto, Bepi Emiliani e Emanuele Maria Basso e Natalino Balasso. Ha inaugurato la stagione 2019/2020 del Teatro Verdi di Padova con Da Qui alla Luna, spettacolo scritto da Matteo Righetto e musicato da Giorgio Gobbo insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto.
    Per il cinema, ha iniziato recitando la parte di Sandro in Io Sono Li di Andrea Segre, per Carlo Mazzacurati ha recitato ne La Sedia della Felicità. Altre sue apparizioni sono in Leoni, Suburra e Il Colore  Nascosto delle Cose di Silvio Soldini. Per la televisione, oltre ad essere stato il Ragionier Galli ne Il Paradiso delle Signore, ha lavorato in L’Oriana, Grand Hotel, Non Uccidere 2, Don Matteo, e A un Passo dal Cielo. È spalla di Paola Cortellesi in Petra, serie Sky uscita a settembre 2020. Il venerdì è ospite di Propaganda Live su La7.
    Ha pubblicato tre libri con People: Pojana e i Suoi Fratelli e La guerra dei Bepi e Shakespeare and Me – Come il Bardo mi ha Cambiato la Vita.

     

    Giorgio Gobbo, Biografia

    Giorgio Gobbo è cantante, autore di canzoni e compositore. Ama le montagne solitarie, le buone compagnie, i libri. Nel 2019 pubblica il primo album da solista: Nettare dell’Estate, nel 2022 esce Raixe Storte. Produce musica per progetti video nel suo CasaForesta home studio. A teatro coltiva insieme ad Andrea Pennacchi un fertile sodalizio ed esegue in scena musiche e canzoni che accompagnano lo storytelling dell’attore padovano. Nel 2022 pubblica per Ronzani Editore il libro Cercando un Paese, sua prima opera letteraria. Giorgio Gobbo è sostanzialmente un contadino immaginario che suona la chitarra.

  • Noi Siamo il Suolo, Noi Siamo la Terra – Monologo per una Cittadinanza Planetaria

    8 agosto 2023, ore 19:15 – Festival dei Tacchi – Jerzu, Cantina Antichi Poderi

    di e con Roberto Mercadini
    produzione Associazione Sillaba
    spettacolo promosso da Banca Popolare Etica


    Sapevate che i pipistrelli, ogni anno, danno un contributo all’economia degli U.S.A. paragonabile al fatturato della Microsoft? E che il deserto del Sahara fertilizza la Foresta Amazzonica? Cosa hanno in comune gli astronauti della NASA e gli antichi asceti indù? Paradossi, personaggi stralunati, storie comiche e spiazzanti. Un monologo in apparenza visionario, ma basato su dati rigorosamente scientifici: per riflettere sul legame strettissimo fra ecologia ed economia, su cosa sia un ecosistema, su come ecosistemi apparentemente lontani interagiscano fra loro. Perché forse le cose che sembrano più lontane, in realtà, si toccano. E ciò che è più urgente si può dire e capire ridendo.


    Roberto Mercadini, Biografia

    Roberto Mercadini è nato a Cesena nel 1978. Ha in repertorio oltre venti monologhi, che spaziano dalla Bibbia ebraica all’origine della filosofia, dall’evoluzionismo alla felicità. Fra i suoi monologhi citiamo: Fuoco Nero su Fuoco Bianco – Un Viaggio nella Bibbia Ebraica, con traduzione dall’ebraico antico dell’autore;  Noi Siamo il Suolo, Noi Siamo la Terra – Monologo per una Cittadinanza Planetaria, una produzione di Banca Popolare Etica; Felicità for Dummies – Felicità Per Negati; Vita di Leonardo – L’Avventura di Vedere Davvero, uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo in occasione del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, con la regia di Alessandro Maggi; La Più Strana delle Meraviglie – Monologo da e su Shakespeare; e infine Dante. Più Nobile è il Volgare.

    Fra i suoi libri ricordiamo Bomba Atomica (Rizzoli, 2020), il romanzo Storia Perfetta dell’Errore (Rizzoli, 2018), e Sull’Origine della Luce è Buio Pesto (Miraggi, 2016). Inserisce periodicamente contenuti video su YouTube e su Facebook.

  • Leonardo e Michelangelo – Il Disegno delle Cose Invisibili

    7 agosto 2023, ore 22:00 – Festival dei Tacchi – Ulassai, Stazione dell’Arte

    di e con Roberto Mercadini
    produzione Associazione Sillaba


    Leonardo definisce la musica come un modo per disegnare ciò che non è visibile agli occhi: “la figurazione delle cose invisibili”, scrive lui. Ma più in generale, tutta la sua arte è un modo per mostrare ciò che sfugge allo sguardo: gli stati d’animo, l’anatomia interna, certi dettagli minutissimi della natura, certe ombre quasi impercettibili. L’espressione, poi, risulta particolarmente calzante anche per un altro gigante suo contemporaneo: Michelangelo. Buonarroti non si accontenta mai di rappresentare la realtà per come è. In tutte le sue opere, dalla Pietà Vaticana al Giudizio Universale, lui non rappresenta corpi, ma anime in forma di un corpo.
    Mercadini, con questa conferenza-spettacolo, ci conduce in un viaggio talvolta struggente e talvolta esilarante nelle opere di Leonardo e Michelangelo. Due geni rivali nel cuore oscuro del Rinascimento.


    Roberto Mercadini, Biografia

    Roberto Mercadini è nato a Cesena nel 1978. Ha in repertorio oltre venti monologhi, che spaziano dalla Bibbia ebraica all’origine della filosofia, dall’evoluzionismo alla felicità. Fra i suoi monologhi citiamo: Fuoco Nero su Fuoco Bianco – Un Viaggio nella Bibbia Ebraica, con traduzione dall’ebraico antico dell’autore;  Noi Siamo il Suolo, Noi Siamo la Terra – Monologo per una Cittadinanza Planetaria, una produzione di Banca Popolare Etica; Felicità for Dummies – Felicità Per Negati; Vita di Leonardo – L’Avventura di Vedere Davvero, uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo in occasione del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, con la regia di Alessandro Maggi; La Più Strana delle Meraviglie – Monologo da e su Shakespeare; e infine Dante. Più Nobile è il Volgare.

    Fra i suoi libri ricordiamo Bomba Atomica (Rizzoli, 2020), il romanzo Storia Perfetta dell’Errore (Rizzoli, 2018), e Sull’Origine della Luce è Buio Pesto (Miraggi, 2016). Inserisce periodicamente contenuti video su YouTube e su Facebook.

  • LA SCELTA DI CESARE

    7 agosto 2023, ore 20:00 – Festival dei Tacchi – Ulassai, Stazione dell’Arte

    tratto dal romanzo La Scelta di un Uomo di Pierangelo Chiolero (AIPSA Edizioni)
    ricerche e documentazione a cura di Piercarlo Porporato e Gilberto Forneris
    riduzione teatrale di Pierangelo Chiolero e Tommaso Massimo Rotella
    con Tommaso Massimo Rotella e Patrizia Camatel
    regia Tommaso Massimo Rotella
    video Piercarlo Porporato
    produzione Magdeleine G.


    Il 3 agosto 1933 un aereo militare si schianta sulle montagne della Valle di Susa, presso l’abitato della Borgata Santa Chiara di Giaglione (TO). Il pilota è un giovane sardo di 27 anni, il tenente della Regia Aeronautica Cesare Lai. Si stava avvicinando al grande prato di Prà Plan adibito a pista d’atterraggio, ma sulla radura erbosa inondata dal sole stava giocando un gruppo di bambini.
    Un istante fatale per decidere, una manovra d’emergenza che salva le vite dei piccoli e che non lascia scampo all’aviatore. Una scelta consapevole, che annulla tutte le altre scelte che Cesare avrebbe potuto fare. Cesare partito da Ulassai, nel cuore d’Ogliastra; Cesare convinto antifascista; Cesare innamorato della
    maestra Aurora. Tutto quel che il giovane era, o sarebbe potuto diventare, si schianta tra quei boschi al confine con la Francia, là dove oggi un cippo e una croce ricavata dai rottami del velivolo ricordano sommessamente il suo sacrificio. Eroismo? O la buona radice dell’umanità?

    Nel 2021 l’amministrazione e la comunità di Giaglione decisero di restaurare il cippo e di onorarlo con una commemorazione cui parteciparono anche il primo cittadino di Ulassai e la famiglia Lai. E così, nel nome del ricordo del tragico ed eroico avvenimento, le due comunità sentono oggi più forte il loro legame d’amicizia.

    Il nuovo lavoro teatrale, realizzato su impulso del Comune di Giaglione e con il sostegno della Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare, intende contribuire a mantenere viva l’attenzione su una storia che deve essere ricordata. Con parole ora lievi ora emozionanti, con una ricostruzione creativa ma basata su dati storici derivanti da recenti ricerche, ed ancora con immagini evocative, si ricostruiscono tanto la vita dell’uomo Cesare Lai quanto il contesto sociale e culturale dell’Italia fra le due Guerre. Le scelte musicali, che spaziano da Janis Joplin, a The Doors, ai Rolling Stones a Robert Johnson, non sono casuali: grandi nomi di artisti scomparsi tutti a 27 anni (il “Club 27”), esattamente come Cesare Lai.


    Tommaso Massimo Rotella, Biografia

    Nato a Gimigliano (CZ) nel 1960, inizia il suo percorso professionale come attore e prosegue nella direzione del teatro di movimento e della danza, ed infine, della regia. Dal 1986 al 1991 fa parte del Gruppo Danza Contemporanea Bella Hutter/Sutki diretto da Anna Sagna. Dal 1990 conduce una personale ricerca sul movimento dell’attore che lo porterà a collaborare con il Teatro di Dioniso (Valter Malosti, Direttore della scuola del Teatro Stabile di Torino), il Gruppo della Rocca ed il Piccolo Teatro di Milano. Cura la regia e la messinscena di diverse produzioni di prosa e opera lirica. Ha condotto seminari sul teatro classico per il DAMS – Università degli Studi di Torino. Nel 1997 è docente al “corso di perfezionamento per giovani attori” del Teatro di Roma diretto da Luca Ronconi. Conduce, da anni, numerosi laboratori teatrali in Italia. Dal 2012 è Direttore Artistico insieme a Silvia Gatti, del Teatro Vecchio Mercato di Gassino Torinese.

    Patrizia Camatel, Biografia

    Nata a Torino nel 1980, inizia la formazione artistica presso il Teatro delle Dieci con il regista Massimo Scaglione. In seguito comincia a lavorare stabilmente con il Teatro degli Acerbi (dal 2000) e con la Casa degli Alfieri (dal 2003) di Asti. Si dedica principalmente al teatro di prosa, al teatro popolare e al teatro per i ragazzi. Il drammaturgo e regista Luciano Nattino la dirige in vari lavori. Come autrice di testi teatrali si sperimenta nell’ambito del teatro di radice popolare e di memoria e nel teatro per ragazzi. Tra i lavori più recenti di scrittura Siamo Fatti di Stelle, dedicato a Margherita Hack (2013), Even, dedicato a Etty Hillesum (2016), Soldato Mulo va alla Guerra (2017), Guido Suonava il Violino (2019). Debutta nel 2014 come regista per il testo di Luciano Nattino Un Regalo Fuori Orario, presentato al Festival Asti Teatro. È co-autrice e regista del monologo Il Testamento dell’Ortolano (2020) di Antonio Catalano.

  • Il Pastorello e la Capretta

    10 giugno 2023, ore 18:00 – Anteprima del Festival dei Tacchi – Ulassai, Sala Polifunzionale di Piazza Barigau
    7 agosto 2023, ore 18:00 – Festival dei Tacchi – Ulassai, Stazione dell’Arte

    conduzione del laboratorio Silvestro Ziccardi e Lara Farci
    musiche originali Francesco Medda Arrogalla
    elaborazione video Giame Ziccardi
    costruzione strumenti musicali Luciano Montisci
    luci e fonica Emiliano Biffi
    macchinista Giorgio Sitzia
    foto di scena Gugliemo Cherchi


    in scena
    Classe 4ᵃ: Cadoni Clarissa, Demurtas Martina, Floris Anastasia, Orrù Rebecca, Pili Tommaso, Piras Samuele, Serrau Antioco

    Classe 5ᵃ: Cannas Elisa, Carta Irene, Chillotti Carlotta, Chillotti Emma, Fois Adele, Lai Chiara, Lai Nicole, Mura Valentina, Murgia Martina, Orrù Elena, Pilia Danila Vittoria, Puddu Marta, Signorino Viola

    Un ringraziamento al Dirigente Alessandro Bianco, alle insegnanti Luisa Pilia, Barbara Murgia, Silvana Deiana, e alla signora Maria Cavia.


    Un pastorello aveva una capretta che per lui era tutto. Una mattina la sua piccola amica lo scortò per un sentiero, fino a una grotta che custodiva dei tesori. Una voce invisibile non faceva che ripetergli: “Scegliti l’oggetto che vuoi, scegli pastorello”. E lui, dopo tanto, scelse una campanella e l’appese al collo della capretta.
    Una semplice fiaba che, per Maria Lai, è metafora dell’arte e del percorso che l’artista deve compiere per rendere profonda la sua opera. Proprio all’artista di Ulassai, a dieci anni dalla sua scomparsa, vogliamo dedicare questa storia che parla agli adulti e ai bambini di paura e dubbio, di amore e fiducia.

  •  Alberi Maestri  

    7 e 8 agosto 2023, ore 16:30 e 16:45 (due gruppi di 15/20 persone) – Festival dei Tacchi – Jerzu, Bosco di Sant’Antonio

    composizione nello spazio Michele Losi
    drammaturgia Sofia Bolognini, Michele Losi
    coreografie Silvia Girardi
    costumi e scene Stefania Coretti
    suono Luca Maria Baldini, Diego Dioguardi
    un progetto di Pleiadi, Campsirago Residenza
    in collaborazione con The International Academy for Natural Arts (NL)


    Alberi Maestri è una performance itinerante ed esperienziale alla scoperta del mondo degli alberi e delle piante, principio e metafora della vita stessa. Un cammino d’incontro con il mondo vegetale, con la sua stupefacente esistenza, con la sua complessità, la sua intelligenza e la sua incredibile capacità di analizzare e risolvere situazioni complesse, di agire in rete, di affrontare traumi e aggressioni. Guidato da un performer, il pubblico vivrà un’intensa esperienza sonora, poetica e visiva attraverso un percorso che lo condurrà verso una consapevolezza empatica ed emozionale della straordinaria comunità delle piante e degli alberi, gli esseri viventi più antichi del pianeta che, come grandi giganti, assistono al passaggio delle generazioni, alla precessione degli equinozi, alle ere glaciali, così come al movimento di un piccolo insetto sulla loro corteccia. Un viaggio, collettivo e individuale al tempo stesso, attraverso la soglia in cui si incontrano l’universo umano e quello arboreo.


    Campsirago Residenza, Informazioni

    Campsirago Residenza è centro nazionale di ricerca e produzione delle arti performative nel paesaggio e per l’infanzia. Dal 2008 è ospitato nel quattrocentesco Palazzo Gambassi dell’antico borgo di Campsirago, immerso nel bosco del Monte di Brianza, in provincia di Lecco, che oggi viene restaurato nella sua interezza per realizzare una nuova residenza con nuovi spazi per progetti teatrali e di performing art, per seminari di formazione e spettacolo dal vivo tutto l’anno.

    Le produzioni hanno come cuore la ricerca nell’ambito del teatro nel paesaggio e della performing art, esplorando i linguaggi del contemporaneo e la relazione tra artista, spettatore e paesaggio in una dinamica di contaminazione e multidisciplinarietà, di indagine della relazione fra arte e natura e, negli ultimi anni, anche di sperimentazione dell’uso delle tecnologie digitali proprie del teatro immersivo. Le produzioni, dal teatro itinerante alle performance immersive nel paesaggio, sono profonde esperienze che chiamano in gioco lo spettatore in prima persona, nella relazione poetica e inedita con l’ambiente.

    Accanto alle produzioni site-specific, fin dalle origini con la compagnia ScarlattineTeatro, porta avanti uno specifico un lavoro di ricerca sul teatro per le nuove generazioni e in particolare per la primissima infanzia, convinti della grande importanza di avvicinare anche i più piccoli all’arte. Gli spettacoli nascono sempre da una ricerca con i bambini, attraverso laboratori e incontri nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. A partire dall’indagine del processo artistico che trasforma il gioco euristico in materia estetica e dalla ricerca sui materiali detti “originari”, sul suono nel suo stato primario e sulla relazione tra bambini e genitori nel gioco scenico, produce spettacoli in cui i più piccoli sono accompagnati nell’esplorazione e nella scoperta.

  • Giobbe – Storia di un Uomo Semplice

    6 agosto 2023, ore 19:15 – Festival dei Tacchi – Ulassai, Stazione dell’Arte

    CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia

    con Roberto Anglisani
    adattamento di Francesco Niccolini
    dal romanzo di Jospeh Roth
    consulenza letteraria e storica Jacopo Manna
    regia di Francesco Niccolini

    Spettacolo vincitore dei Teatri del Sacro 2017


    «Più di cento anni fa, in Russia, al confine con la Polonia, in un villaggio così piccolo che non è riportato su nessuna mappa, viveva un maestro. Si chiamava Mendel Singer. Era un uomo insignificante. Era devoto al Signore. Insegnava la Bibbia ai bambini, come prima di lui aveva fatto suo padre. Insegnava con molto passione e poco successo. Uno stupido maestro di stupidi bambini: così pensava di lui sua moglie Deborah».

    Così inizia questo racconto, che attraversa trent’anni di vita della famiglia di Mendel Singer, di sua moglie Deborah e dei suoi quattro figli. Roberto Anglisani dà voce a tutti i pensieri dei protagonisti, alle paure, alle speranze e alla disperazione, alle preghiere e alle rivolte. Giobbe – romanzo perfetto di Joseph Roth – diventa così un racconto teatrale tragicomico proprio come la vita, dove si ride e si piange, si prega e si balla, si parte, si arriva e si ritorna, si muore in guerra e si rinasce.


    Roberto Anglisani, Biografia

    Roberto Anglisani, nato a Taranto  nel 1955. Nel 1977 incontra la Comuna Baires. Nel 1980 l’incontro con Raul Manso segna il vero inizio della sua formazione teatrale specifica. Nel 1985 studia e lavora con Dominique De Fazio (Actor’s Studio, N.Y.).  Intorno alla metà degli anni 80 incontra Marco Baliani e trova nel linguaggio della narrazione teatrale la possibilità di mettere a frutto le esperienze fatte durante la sua formazione. Anglisani dà vita ad una narrazione teatrale che ricorda il cinema. Le sue parole, i suoi gesti evocano nello spettatore immagini tanto concrete da poter essere paragonate ad un film. È presente in svariate produzioni e collabora con lo stesso Baliani al progetto “Storie”, e con lui è in scena in Francesco a Testa in Giù. Dal 1986 al 2011 ha vinto numerosi premi sia come attore che come regista, tra cui quello di miglior attore con Piccoli Angeli e Giungla spettacolo vincitore del premio Enriquez come Miglior spettacolo di impegno civile per ragazzi nel 2011.

  • L’Avvelenatrice

    5 agosto 2023, ore 21:30 – Festival dei Tacchi – Jerzu, Cantina Antichi Poderi

    di Éric-Emmanuel Schmitt
    ideazione e interpretazione Maria Paiato
    luci Cesare Agoni
    collane di scena Miranda Greggio
    produzione Centro Teatrale Bresciano


    Donna diabolica, ormai settantenne, Marie Maurestier gode della fama di assassina per aver avvelenato, nel corso della sua vita, tre mariti benestanti. Di fronte a questa lady nera la giustizia si è dovuta arrendere e la donna vive la sua vita tranquillamente nella piccola comunità di Saint Sorlin en Bugey, ostentando spavalderia. Sarà l’arrivo del giovane Gabriel, il nuovo parroco, a risvegliare la potente energia vivificatrice di Marie che, decisa a possederlo, costruisce un’arditissima trappola, stringendo d’assedio l’incauto prete con la lentezza, la pazienza e la concentrazione di un velenosissimo ragno.


    Maria Paiato, Biografia

    Nasce a Stienta nel 1961, in provincia di Rovigo, è considerata una delle più sensibili e raffinate interpreti italiane. Studia a Ferrara e all’età di 23 anni si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Paiato ha sicuramente una vocazione per il teatro, prima che per il cinema, e vale la pena di citare alcuni grandi nomi che l’hanno diretta in importanti spettacoli che hanno contribuito a renderla celebre. Fra questi Luca Ronconi, Mauro Bolognini, Giancarlo Sepe, Maurizio Scaparro, Antonio Calende, Nanni Loy, Roberto Guicciardini, Giampiero Cicciò, Valerio Binasco. Le pièces nelle quali si è calata solo dal titolo dicono tanto: Sogno di Una Notte di Mezza Estate di Shakespeare, Le Troiane di Euripide, Un Cuore Semplice ispirato al romanzo di Gustave Flaubert, L’Intervista di Natalia Ginzburg e altre. Inoltre nel 2005 la Paiato è regista di Non Ho Imparato Nulla, tratto da Scottature di Dolores Prato.

  • Garò – Una Storia Armena

    5 agosto 2023, ore 19:15 – Festival dei Tacchi – Jerzu, Cantina Antichi Poderi

    Unoteatro: Progetto Piattaforma / Anfiteatro
    testo e regia Giuseppe di Bello
    con Stefano Panzeri
    organizzazione Michele Ciarla
    produzione Anfiteatro


    Lo spettacolo racconta la storia del giovane Garabed Surmelian, della sua famiglia e della vita a Shevan, un piccolo villaggio di montagna dove tutto scorre ancora con i tempi dettati dalla natura e da riti antichi.

    Attraverso le parole di un Meddah, un narratore della tradizione, apparirà un affresco appassionato, curioso e rispettoso, che alterna momenti intimi emozionanti e profondi ad altri più leggeri e divertenti per raccontare la nascita, i riti di passaggio, i giochi e le feste, che porteranno gli spettatori ad entrare in contatto con alcuni dei “colori” di questa cultura straordinaria; ma pure con le ansie e le paure, perché sugli armeni di questo villaggio, come su quelli di tutti gli altri villaggi o città, incombe la folle minaccia di una giovane classe dirigente turca portatrice di un’ideologia nazionalista, che sfocerà nella pianificazione e nell’attuazione del più atroce e terribile dei crimini: il genocidio. E quando il racconto volge al termine in senso tragico e tutto sembra ormai perduto, il Meddah toccherà ancora una volta i cuori con un’ultima storia che consentirà a tutti di tornare a sperare e a respirare.

    La mostruosità di quel genocidio non può e non deve essere solo sostanza della storia del popolo armeno, ma deve diventare parte della coscienza universale perché i morti non smetteranno mai di far sentire la loro voce. Né dovremmo farlo noi, in loro ricordo, perché solo coltivando la memoria come antidoto, possiamo immaginare, per tutti coloro che verranno, un mondo senza fanatismi, nazionalismi, intolleranze e razzismo.


    La Compagnia, Biografia

    Anfiteatro nasce nel 2004 a opera di Giuseppe Di Bello, regista drammaturgo legato al Teatro Città Murata di Como per circa 20 anni e per il quale ha firmato molti degli spettacoli più significativi tra i quali: La Guerra dei Bottoni, L’Isola di A., Pezzo di Legno/Pinocchio, L’Antro del Teatro, Nozze di Luna e con Marco Baliani Prima che il Gallo Canti (Premio Istituto del Dramma Italiano 1995). I suoi spettacoli sono stati spesso indicati dall’Ente Teatrale Italiano (attraverso il Premio Stregagatto) tra le migliori produzioni nazionali di Teatro per le Nuove Generazioni. Successivamente, con l’ingresso degli attori Naya Dedemailan e Marco Continanza, e Michele Ciarla che cura l’organizzazione, il nucleo base si rafforza intorno a una drammaturgia sempre tesa a un Teatro poetico e problematico.

  • Geografia Bambina

    5 agosto 2023, ore 18:00 – Festival dei Tacchi – Jerzu, Cantina Antichi Poderi

    Cada Die Teatro e Casa degli Alfieri (Universi Sensibili)
    dal racconto di Antonio Catalano: Emma, Lasciati in Pace Quando Cade la Neve
    di e con Antonio Catalano, Lara Farci, Mauro Mou, Francesca Pani
    canzoni e musiche di Antonio Catalano, Mauro Mou, Matteo Sanna
    luci di Giovanni Schirru
    suono di Matteo Sanna
    regia di Mauro Mou


    Geografia Bambina è lo stupore del mondo attraverso lo sguardo di una bambina di otto primavere, Emma. Un primo studio di una “suite musicale” per corpi fragili, parole sussurrate, incontri misteriosi e silenzi. Lasciandoci guidare dal racconto Emma, Lasciati in Pace Quando Cade la Neve di Antonio Catalano, proveremo a riflettere sul rapporto delle bambine e dei bambini con il loro territorio, sulle piccole conquiste di autonomia, sul loro sviluppo psicofisico e cognitivo, ma soprattutto sul desiderio di scoperta.


    Appena sveglia, Emma scese dal grande lettone, si vestì velocemente e si precipitò in cucina, come ogni mattina, per fare colazione prima di andare a scuola. Senza pensarci due volte prese le mani della mamma, la guardò dritta negli occhi e le disse tutto d’un fiato: “Mamma, oggi posso andare a scuola da sola?”


    Antonio Catalano, Biografia

    Antonio Catalano è nato a Potenza nel 1950. È attore, scrittore, pittore, scultore, poeta, panettiere, costruttore di mondi sensibili e cofondatore della Casa degli Alfieri, noto centro di produzione artistica con sede nell’omonima casa-teatro sulle colline del Monferrato, in provincia di Asti.