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  • Quando scappavamo col cappotto sul pigiama

    Quando scappavamo col cappotto sul pigiama

    QUANDO SCAPPAVAMO COL CAPPOTTO SUL PIGIAMA

    di Pierpaolo Piludu
    regia di Pierpaolo Piludu e Cristina Maccioni

    Produzione Cada Die Teatro –  RAI Sardegna

    Quando scappavamo col cappotto sul pigiama è un documentario della durata di un’ora, prodotto dalla sede regionale RAI per la Sardegna in collaborazione con la cooperativa Cada Die Teatro di Cagliari. Il lavoro contiene numerose testimonianze di donne e uomini che hanno vissuto in prima persona i bombardamenti americani su Cagliari del 1943, quando la città venne quasi rasa al suolo. Si tratta di una selezione delle storie raccolte da Pierpaolo Piludu nel corso di una ricerca condotta con la cattedra di Antropologia Culturale dell’Università di Cagliari e l’istituto Etnografico della Sardegna volta alla creazione di un archivio video dei testimoni dei bombardamenti.

    Cagliari aveva vissuto una tragedia di simili proporzioni solo nel lontano 1258 quando i Pisani rasero al suolo Santa Igia, la vecchia città, e affinché se ne perdesse anche il ricordo, la ricoprirono di sale. L’obiettivo principale dell’intera ricerca e del documentario è stato quello di fare in modo che la voce, i visi, i racconti di tutti coloro che avevano visto Cagliari sbriciolarsi sotto le bombe stavolta non andassero perduti sotto il ‘sale dell’oblio’, ma che potessero essere ascoltati e visti anche dalle generazioni più giovani e da quelle future.

    Conoscere anche solo un breve frammento della vita di un qualsiasi essere umano coinvolto in conflitti vicini o lontani, è forse il miglior antidoto all’indifferenza con cui si ascoltano i freddi numeri dei bollettini di guerra che i media snocciolano quotidianamente.

    Alcuni dati tecnici sul documentario
    Filmati d’epoca: Archivio della sede regionale RAI per la Sardegna
    Troupe RAI per le scene di raccordo: Ignazio Pani, Alessandro Sechi, Salvatore Vargiu
    Musiche originali: Dr Drer e Crc posse
    Illustrazioni in stop-motion: Sabrina Anna Piras
    Editing audio: Giampietro Guttuso
    Montaggio: Marco Gallus, Paolo Vacca
    Regia: Pierpaolo Piludu e Cristina Maccioni

    Nel documentario sono presenti brevi frammenti di registrazioni dello spettacolo realizzato dalla Scuola di Arti Sceniche La Vetreria “Cagliari 1943. La guerra dentro casa”, che da dodici anni viene rappresentato nei giorni degli anniversari dei bombardamenti.

    In onda su Rai Storia 17 FEBBRAIO 2017, ore 16:00

  • CIELO NERO

    CIELO NERO

    di Francesco Niccolini e Pierpaolo Piludu
    con Pierpaolo Piludu
    voci bimbi registrate Luca Pisano e Ousseynou Seck
    disegno luci Giovanni Schirru
    sonorizzazione Matteo Sanna
    regia e contributo alla drammaturgia Mauro Mou
    collaborazione alla messa in scena: Alessandro Mascia, Mario Madeddu, Marilena Pittiu e Silvestro Ziccardi

    Un viaggio lungo venticinque anni, dove si torna da una guerra e si parte per un’altra, ci si innamora e si fa a botte, si gioca, si ride e si fa l’amore: insomma si diventa adulti, si soffre di gelosia e solitudine, si seppelliscono i propri cari e una città bellissima e amata diventa un cumulo di macerie. Efisio e Antioco Mereu sono gemelli, due gemelli che più gemelli di così non si può. Eppure sono diversissimi, nei pensieri e nei destini: il primo è indifferente al fascismo che si avvicina, il secondo è anarchico e antifascista nell’animo e quando scoppia la guerra viene spedito sul fronte peggiore che ci sia, la Russia. Efisio invece, finisce in Marina, al sicuro, sul lungomare di Cagliari. Fino al ’43, quando i bombardieri americani riducono in polvere buona parte della città.

    Cielo nero è una tappa di una ricerca portata avanti dal 2005, da Pierpaolo Piludu e dal Cada Die Teatro, in collaborazione con l’Università di Cagliari e l’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna, sui bombardamenti di Cagliari del 1943. E’ stato realizzato un video-archivio con i racconti di 130 testimoni, un documentario prodotto dalla sede regionale della RAI e uno spettacolo teatrale con 20 allievi della scuola di Arti Sceniche de La Vetreria che ogni anno, nei giorni degli anniversari dei bombardamenti, viene portato in scena.

    Kit operatori – Rassegna stampa

    Video promo

    Galleria fotografica

    Repliche

    16 Giugno 2023 – Corte de La Vetreria – Sotto questo cielo

    22 novembre 2019, ore 21:00 – La bella stagione 2019/2020 – Teatro Portland, Trento

    30 novembre 2018, ore 21:00 – Palazzo Benaglio, Comun Nuovo
    29 novembre 2018, ore 10:00 – Teatro Civico Toselli, Cuneo
    25 novembre 2018, ore 18:00 – Teatro La Vetreria, Cagliari
    24 novembre 2018, ore 21:00 – Teatro La Vetreria, Cagliari
    20, 21, 22 novembre 2018, ore 11:00 – Teatro La Vetreria,Cagliari
    5 ottobre 2018, ore 21:00 – per Salento Racconta – Ugento, Puglia (LE) 
    13 maggio 2018, ore 18:00
    – Teatro Vittoria- Marino (Roma) 
    24 febbraio 2018, ore 18:45 –
    Ex Montegranatico –  Donori
    28 dicembre, ore 18:00
    – Teatro Nonnu Mannu, Scano di Montiferro

    15 dicembre 2017, ore 21:15 – Teatro Subasio, La bella Stagione Fontemaggiore Teatro, Spello
    13 dicembre 2017, ore 9:00 e ore 11:30 – Teatro La Vetreria, Cagliari
    1 dicembre 2017, ore 19:00 – Teatro La Vetreria (all’interno dell’assemblea annuale di Confcooperative Cagliari) – Cagliari
    12 novembre 2017, ore 18:00  
    – Teatro La Vetreria, Debutto, Cagliari
    10,11, novembre 2017, ore 21:00
    – Teatro La Vetreria, Debutto, Cagliari
    7, 8, 9 novembre 2017, ore 11:00 –
    Teatro La Vetreria, Terza Ora Teatro, Cagliari5, 6, 8, 9 agosto 2017, ore 12:00 – Portico Josto, Festival dei Tacchi, Jerzu
    15 luglio 2017, ore 21:00 – Borgata Adrit, Festival della Montagna, San Giorio (TO)
    2 luglio 2017, ore 21:00 – Festival Il Giardino delle Esperidi, Campsirago
    17, 18 febbraio 2017, ore 21:00 – Cripta di Santa Restituta (anteprima assoluta), Cagliari

  • CAGLIARI 1943: La guerra dentro casa

    CAGLIARI 1943: La guerra dentro casa

    Scuola di Arti Sceniche La Vetreria – Cada Die Teatro

    di Pierpaolo Piludu, con la collaborazione di tutti i partecipanti
    La poesia Cagliari, 28 febbraio 1943 è di Luigi Cioffi
    regia di Pierpaolo Piludu
    progetto luci Giovanni Schirru, Emiliano Biffi
    suono Matteo Sanna
    assistente alla regia Massimo Pisano
    assistente di scena Franzisca Piludu
    realizzazioni scenografiche Riccarda Curreli, Mario Madeddu, Massimo Pisano, Marilena Pittiu
    realizzazione costumi Albina Dessì, Antonella Matta
    allestimento Andrea Mascia, Giorgio Sitzia, Fabrizio Saddi
    fotografo di scena e riprese video Tonino Pisu
    con Rita Anedda, Clara Belfiori, Salvatore Cao, Patrizia Congia, Riccarda Curreli, Angelo Ena, Doriano Ferrari, Paola Ferro, Giannella Manca, Angela Palmas, Maria Antonietta Pinna, Susanna Pinna, Massimo Pisano, Ines Sanna, Daniela Scotto, Carlo Sorresu, Mariella Vella, Ida Ximenes

    La compagnia Cada Die Teatro, in collaborazione con la Cattedra di Antropologia Culturale e con l’ISRE di Nuoro, a partire dal 2006 ha portato avanti una ricerca volta alla creazione di un video-archivio dei testimoni dei bombardamenti del 1943. Pierpaolo Piludu, inoltre, ha diretto un laboratorio teatrale con venti adulti, alcuni dei quali testimoni diretti, che si è concluso con uno spettacolo che viene replicato ogni anno dal 2006, in occasione dell’anniversario dei bombardamenti. Lo spettacolo vuole essere un contributo a mantenere viva la memoria sulle follie della guerra e del fascismo che portarono alla distruzione della nostra città. Una classe di scuola elementare del 1940. Gli alunni, interpretati da attori tra i 60 e i 90 anni, sono molto vivaci: anche se ogni giorno la maestra li mette in punizione con le ginocchia sui ceci, preferiscono giocare a tzacca e poni o con le cerbottane, piuttosto che imparare a memoria le frasi del Duce! Sembra non si preoccupino tanto neanche della guerra. All’inizio anche il suono degli allarmi e la corsa verso i rifugi sembrano quasi un gioco. Sino a febbraio del 1943…

    Prima dello spettacolo verrà proiettata una versione breve del documentario Quando scappavamo col cappotto sul pigiama, prodotto dalla sede Rai della Sardegna, con la regia di Pierpaolo Piludu e Cristina Maccioni.

    FOTO

    RASSEGNA STAMPA

    LA GUERRA DENTRO CASA – DURANTE LA PANDEMIA

    VIDEO 2025


    “Una messa in scena preziosa, in cui ritornano per frammenti, tutti i tasselli di una Cagliari convintamente fascista e tragicamente bombardata. L’incosciente spensieratezza dei bambini, la cittadinanza di Pirri da consegnare al Duce, ma anche su famini, i motti di Mussolini da imparare a memoria, le file per il pane. E poi il terrore degli allarmi, la corsa verso i rifugi, le schegge impazzite, la morte. In altre parole, il precipitare di un sogno, vero a metà, in un incubo, di cui tutti e venti i protagonisti ricordano almeno un suono o un fotogramma. Gli stessi suoni o fotogrammi che negli ultimi anni Piludu, con la cattedra di Antropologia Culturale dell’università di Cagliari e con l’Istituto etnografico di Nuoro, ha raccolto in uno sterminato video-archivio e sintetizzato in un documentario.“

    Lorenzo Manunza, L’Unione Sarda

    “… un’opera bella da seguire sulla scena. Popolata da attori-non attori (uomini e donne anche molto avanti negli anni) serissimi nei loro ruoli. (…) «La guerra dentro casa» è non solo uno straordinario documento di vita, ma un colorato affresco di umanità. Un forte esempio di scena popolare — scelta coraggiosa sulla quale i Cada Die fanno da battistrada anche in Italia — dove la professionalita dei teatranti viene messa a disposizione di uomini e donne che sul palcoscenico ritrovano loro stessi regalando a chi assiste emozioni e memoria collettiva. Un bell’esempio di teatro civile. Meglio di tanti allestimenti stucchevoli e superprodotti.“

    Walter Porcedda, La Nuova Sardegna

    “In scena anche persone coi capelli bianchi ma che nella magia del teatro recuperano i pantaloncini corti o l’infausta divisa da Giovane Fascista. L’angoscia per qualcuno che non si ritrova, il razionamento, le bugie del regime lette (a sbafo) sul quotidiano locale, le battute che si mescolano alla rabbia, al terrore, alla “incosciente spensieratezza dei bambini”. La sera del 29 luglio i cagliaritani si sono affollati nella cripta: stupiti i giovani, commossi tutti. E’ una tappa di La guerra dentro casa, importante progetto del Cada Die Teatro per recuperare la memoria perduta.”

    Daniele Barbieri, Liberazione

    Repliche

    14 Maggio 2026 – Teatro Si ‘e Boi, Selargius (CA)
    12, 13 Maggio 2026 – Matinée per le scuole – Teatro Si ‘e Boi, Selargius (CA)
    12, 13 Maggio 2025 – Selargius, Teatro Si ‘e Boi – (matinée per le scuole)
    11 Maggio 2025 – Selargius, Teatro Si ‘e Boi
    17 Febbraio 2024 – Selargius, Teatro Si ‘e Boi
    16 Febbraio 2024 – Selargius, Teatro Si ‘e Boi (matinée per le scuole)
    15-16 Maggio 2023 – Teatro Massimo – Rassegna Pezzi Unici (matinée per le scuole)
    14 Maggio 2023 – Teatro Massimo – Rassegna Pezzi Unici
    17 febbraio 2022 – Selargius, Teatro Si ‘e Boi
    17 febbraio 2021 – A causa della pandemia lo spettacolo è stato proposto su una piattaforma on-line con frammenti della replica dell’anno precedente e con interventi teatrali da casa, da parte di tutti gli allievi
    17 febbraio 2020 ore 19:30 – Selargius, Teatro Si ‘e Boi
    18 febbraio 2020 ore 11:00 – Selargius, Teatro Si ‘e Boi – matinée scuole superiori
    19 febbraio 2020 ore 10:00 – Selargius, Teatro Si ‘e Boi – classi terze scuola secondaria di primo grado
    17 febbraio 2019, ore 18:00  Cagliari, Teatro La Vetreria
    16, 19 febbraio 2019, ore 10:00 – Cagliari, Teatro La Vetreria – Terza ora Teatro
    19, 20 febbraio 2019, ore 11:00 – Cagliari, Teatro La Vetreria – Terza ora Teatro
    17 febbraio 2018, ore 18:00 – Cagliari, Teatro La Vetreria – Terza ora Teatro
    15, 16, 17 febbraio 2018, ore 11:00 – Cagliari, Teatro La Vetreria – Terza ora Teatro
    18, 19, 20, 21 febbraio 2017, ore 11:00 – Cagliari, Teatro La Vetreria – Terza ora teatro



    Il Cada die Teatro ha sempre tenuto molto a cuore le tematiche legate alla guerra, cercando di mettere in luce le assurdità e l’abisso tra la pratica della guerra e i rapporti umani così lontani da questo orrore.

    2005 Laboratorio sulla memoria dei bombardamenti a Cagliari
    Nell’autunno del 2005 La Municipalità di Pirri commissiona al Cada die Teatro un laboratorio, che coinvolgesse gli anziani della zona. Pierpaolo Piludu sceglie di svolgere il laboratorio sul tema della Seconda guerra mondiale a Cagliari. La partecipazione dei residenti, inizialmente è timida, ma nel giro di poco tempo va ad aumentare e consolidarsi fino a formare il laboratorio permanente Cagliari 1943: La guerra dentro casa, inserito nella Scuola di Arti sceniche La Vetreria.

    2005 Ispirato dal laboratorio precedente con gli anziani, dal quale emergono degli interessanti racconti su quello che accadde in città da parte degli stessi protagonisti, inizia la raccolta di testimonianze dei sopravvissuti ai bombardamenti di Cagliari del 1943.

    2006 1° esito scenico del laboratorio “La guerra dentro casa” viene rappresentato a febbraio in occasione dell’anniversario dei bombardamenti su Cagliari. In virtù dell’eccellenza di questo progetto, con il tempo l’esito del laboratorio è diventato un vero e proprio spettacolo. Cagliari 1943 La guerra dentro casa viene tutt’ora replicato con cadenza annuale in occasione dell’anniversario dei bombardamenti su Cagliari del 17 febbraio 1943.
    Il Cada die teatro riceve un finanziamento dell’ISRE per la realizzazione di un videoarchivio sui testimoni dei bombardamenti di Cagliari del 1943.

    2007 Iniziano le riprese e successivamente la trascrizione delle interviste.

    2008 Partecipazione al FestArch con la proiezione dei frammenti di interviste /tour della vittima.

    Il Cada die teatro riceve un finanziamento dalla Fondazione Banco di Sardegna, tramite il Dipartimento di Filosofia e Teoria della Scienze Umane dell’Università di Cagliari in persona del Professor Giulio Angioni, professore ufficiale di Antropologia Culturale, per la realizzazione di un videoarchivio sui testimoni dei bombardamenti di Cagliari del 1943.

    2008 Insieme a Andrea Melis e Marco Mostallino realizza “Sembrava di vivere in un film”, un breve documentario con frammenti delle prime interviste.

    2013 E’ autore, e regista insieme a Cristina Maccioni, del documentario “Quando scappavamo con il cappotto sul pigiama” prodotto dalla sede  Rai della Sardegna. La mattina del 17 febbraio, giorno del settantesimo anniversario del primo grande bombardamento e spezzonamento su Cagliari ad opera dell’aviazione americana, il documentario viene presentato in anteprima al teatro Massimo e qualche ora dopo viene trasmesso dalla terza rete della RAI. La stessa sera, sempre al teatro Massimo va in scena lo spettacolo “Cagliari 1943. La guerra dentro casa”

    2013 Pubblicazione del libro Cagliari 1943: la guerra dentro casa (AIPSA edizioni).

    2015 A maggio, presso la torre della Vetreria, viene presentato il Videoarchivio con 130 testimonianze dei “bambini e ragazzi del ’43”.

    2017 Nella Cripta di Santa Restituta va in scena lo spettacolo Cielo Nero, l’ultima tappa della ricerca sui bombardamenti a Cagliari

    2023 viene pubblicata una nuova edizione del libro Cagliari 1943: la guerra dentro casa (AIPSA edizioni).


    Quando scappavamo col cappotto sul pigiama

    di Pierpaolo Piludu
    una produzione RAI sede regionale per la Sardegna – cada die teatro
    regia Pierpaolo Piludu e Cristina Maccioni

  • I miei fratelli

    I miei fratelli

    luci Emiliano Biffi • suono Matteo Sanna • contributo musicale Roberto Vanali • conduzione del laboratorio Silvestro Ziccardi

    con Lorenzo Cadeddu, Silvia Cocco, Zeno Ferrari, Aurora Franzese, Noa Lisci, Chiara Loi, Elisa Loi, Emma Meloni, Vera Meloni, Francesca Murru, Elena Ginevra Murru, Francesca Musiu, Carlo Perra, Alice Nonnis, Giulia Velati


    Siamo partiti da una fiaba di Hans Christian Andersen: I cigni selvatici. L’abbiamo letta insieme ai bambini e abbiamo provato a metterla in scena a modo nostro.
    Si narra di una bambina di nome Elisa e del maleficio che trasformò i suoi fratelli in cigni.
    I piccoli spettatori non vedranno soltanto la rappresentazione di una fiaba, ma coglieranno anche il complesso lavoro dei coetanei, la loro unione, il desiderio di raccontare una storia… e questo sarà lo spettacolo più bello.

  • Paladini di Francia

    Paladini di Francia

    Koreja – Centro di Produzione Teatrale (Lecce)
    PALADINI DI FRANCIA
    Spada avete voi, spada avete io!

    dedicato a Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini
    di Francesco Niccolini
    regia Enzo Toma
    con Carlo Durante, Emanuela Pisicchio, Annachiara Ingrosso, Francesco Cortese
    assistente alla regia Valentina Impiglia
    ideazione scene Iole Cilento
    realizzazione scene Porziana Catalano, Iole Cilento
    musiche originali Pasquale Loperfido
    voce di Carlo Magno Fabrizio Saccomanno
    disegno luci Angelo Piccinni
    tecnici di compagnia Alessandro Cardinale, Mario Daniele

    “Giochi di bambini. Giochi di guerra. Marionette. Pupi. Roba vecchia e bellissima. Da spaccare in due a colpi di spada. Sotto: corpi, metallo, amore e guerra. Sopra: fili, voci tonanti e un destino tragico. Carlo Magno e i suoi paladini. Da ragazzo li odiavo quei personaggi, prototipi di conquistatori. Invece amavo con tenerezza e batticuore le loro raffigurazioni morte, quelle marionette fatte a pezzi, legate a un cielo di carta strappato. Vent’anni dopo, quando vedo uomini e/o marionette morire sui campi di battaglia, ho capito che tutti meritano compassione e i loro corpi vanno rispettati. La storia comica e tragica dei paladini di Carlo Magno – dall’arrivo a corte della bella Angelica al massacro di Roncisvalle – racconta la bellezza e la crudeltà della vita. E se da più di cinquecento anni grandi poeti e oscuri teatranti continuano a provare un piacere immenso a raccontarla, un motivo ci deve essere. Mi pare di essere nel teatrino delle marionette dove Pasolini fa raccontare a Totò, Ninetto Davoli, Franco e Ciccio, la triste storia di Otello, Iago e Desdemona. Con quelle stesse marionette vorrei raccontare di Rinaldo, Astolfo, Angelica, Bradamante, Fiordiligi, Orlando e, da ultimo, il massacro di Roncisvalle, quella discarica assurda e insanguinata dove tutti quei corpi morirono e furono abbandonati, occhi al cielo, a domandarsi che cosa sono le nuvole”.

    Francesco Niccolini

     

    PALADINI DI FRANCIA ha ottenuto:

    Premio EOLO AWARDS come Miglior Spettacolo
    Premio Associazione Nazionale Critici del Teatro
    Premio speciale della Giuria come Miglior Performance per il sostegno e lo sviluppo delle tradizioni
    The Great Petrushka, International Puppet Festival 2014_Ekaterinburg-Russia
    Premio come miglior regista Harmony Word puppet Carnival 2014 – Bangkok-Thailand

     

    Uno spettacolo colto e coinvolgente, tragicomico e metateatrale, ricco di citazioni e pure fluente: lo spettacolo Paladini di Francia di Francesco Niccolini, regia di Enzo Toma, avvince sapendo divertire, aprendo intanto spazi di commozione e delicata poesia nell’amata cornice di Cosa sono le nuvole di Pasolini, fonte d’ispirazione anche per la definizione dei personaggi, attori/pupi che tornano a sostare a lato, mutando costumi a vista. Diversi dialetti quasi ad evocare le molte lingue di una guerra lontana, con la voce di Carlo Magno fuoricampo che è insieme imperatore e regista. Le armature e le spade cozzano così come fanno le marionette siciliane in scena, i movimenti ritmati, leggeri, quasi ci fossero davvero dei fili che guidano i passi, i combattimenti. Ma si coglie insieme il piacere di evocare il gioco dei bambini, il gusto di sperimentare la guerra per finzione, con elmi e corazze realizzate con elementi di recupero, oggetti da cucina, posate e colapasta, mentre appaiono anche profili di cavallo con cui galoppare in forma ludica: tutto possiede però una speciale eleganza, perfetta anche la cura del trucco, i caratteri popolari fusi con meditato senso estetico, così anche per le luci. Battute di Amleto e Riccardo III in dialoghi fitti, spesso con il piacere ironico della rima, che vanno caratterizzando i diversi paladini, i cavalieri e gli scudieri, ma c’è anche Angelica, colei che condurrà alla follia il prode Orlando. Bravi gli interpreti Silvia Ricciarelli, Angela de Gaetano, Carlo Durante, Fabio Tinella che moltiplicano i ruoli senza distinzione tra maschi e femmine, affrontando guerre ovunque all’invito di Tutti in scena. E Astolfo – che raggiungerà il mondo della luna, un passaggio colmo d’incanto – dà la sua parola di burattino. E si nomina anche il cavaliere della Mancia: perché ogni esperienza, anche letteraria, può infine semplicemente tradursi in piacere teatrale, complice il pubblico. Ricordando ancora il film di Pisolini: sotto il cielo di morte a Roncisvalle la voce di Modugno e il sospiro di stupore e perdita per la straziante e meravigliosa bellezza del creato.

     

    Segnali 2009 – ventesima edizione
    premio

    EOLO AWARDS
    per il miglior spettacolo di Teatro Ragazzi
    a PALADINI DI FRANCIA

    Per essere riuscito a rendere credibile ed attuale una storia senza tempo attraverso il gioco del teatro nel teatro.
    I personaggi dell’Ariosto a mo di pupi ritornano in vita ognuno diverso dall’altro, raccontando le conseguenze della guerra e dell’amore, il destino e la ricerca quotidiana della propria dignità narrando la loro storia ma in definitiva, come accade in Pasolini, la storia di tutti noi, immersi in un mondo meraviglioso di cui possiamo solo sfiorare la bellezza.
    Uno spettacolo con la regia di Enzo Toma che risulta essere una sorta di miracolo scenico dove tutto funziona benissimo dagli attori, alla drammaturgia, alla resa visiva di grande ed accattivante meraviglia.

     

     

     

     

  • Clown…vola!!!

    Clown…vola!!!

    CLOWN…VOLA !!!
    UN CHAPITEAU PARAPLUIE
    di e con Daniela Bandinu e Fedro Muliello

     

    Musica dal vivo suonata con fisarmonica e clarinetto, canzone comica a
    due voci, numeri di giocoleria ed equilibrismo. Clown Vola è un varietà
    clownesco che integra le dinamiche tipiche del clown tradizionale del
    circo con un lavoro d’attore aperto alla ricerca e alla sperimentazione.
    L‘associazione culturale Un Chapiteau Parapluie nasce nel 2015 con
    l’intento di promuovere la creazione di spettacoli di teatro e circo per
    spazi aperti e luoghi non convenzionali, la diffusione di una pedagogia
    rivolta specialmente alle nuove generazioni.

  • Doremifasollasizù

    DOREMIFASOLLASIZU’
    di e con Luca Domenicali e Danilo Maggio

    Nata a metà degli anni ’80 e ben presto affermatasi in Italia grazie all’incontro con Renzo Arbore, Microband, ovvero Luca Domenicali e Danilo Maggio, è considerata tra le formazioni internazionali di maggior prestigio nel campo della musica comica, popolarissima in Svizzera ed in Germania, ma molto amata anche dal pubblico spagnolo, portoghese e giapponese.

    Con sorprendenti interpretazioni delle musiche più varie, in cui i violini sono suonati con archetti invisibili, le chitarre si trasformano, i flauti compaiono dal nulla in un diluvio di note, di gags e di incredibili invenzioni, i due musicisti-attori si sono meritati l’appellativo di “Fratelli Marx della comicità musicale”(Frankfurter Allgemeine).

    Il gioco teatrale di Microband smonta e rimonta la musica, fino ad inventarsi lo “Zù” del titolo, ovvero l’ottava nota,la fantasia che può colorare ed animare il pentagramma.


    Con garbata e stravagante dissacrazione l’instancabile creatività dei due artisti dà vita ad uno spettacolo di grande coinvolgimento; negli spettacoli di Microband il virtuosismo non é mera ostentazione, ma uno strumento che serve insieme a stupire e ad “insegnare” la musica in modo leggero, divertito e divertente.

    Un percorso nell’intelligenza creativa capace di disfare e ricomporre la musica e tutti i suoi generi, e di “distruggere” e reinventare gli strumenti e il loro uso, esattamente come si può fare con dei giocattoli.

    Il curriculum di Microband nel campo specifico dello spettacolo “tout public” è notevole: oltre a numerosissime repliche nei teatri di Milano,Bologna,Torino,Roma e delle principali città italiane, sono stati protagonisti di decine di Festival internazionali rivolti a questo particolare segmento di pubblico (Barcellona, Madrid, Maiorca, Zurigo, Monaco, Bonn, Cannes, Salisburgo, Berna, Tokyo etc.).

    Vincitori del Primo Premio al Festival Internazionale di Lipsia, sono stati invitati anche al Festival di Edimburgo.

    Sono stati protagonisti anche di numerose apparizioni televisive in programmi destinati al pubblico dei più giovani, tra cui RAISAT Ragazzi (36 puntate),Pista!(RAI1), EURODISNEY (ZDF,Germania), TV3 CAT (Spagna) ed a diverse edizioni di “SOLLETICO” su RAI1.

    Durata: 60’ circa

     

  • IL GIARDINO DELLE MAGIE

    IL GIARDINO DELLE MAGIE

    Il GIARDINO DELLE MAGIE
    La storia d’amore di André e Dorine
    di Francesco Niccolini
    con Luigi D’Elia
    disegno luci di Paolo Mongelli
    regia di Roberto Aldorasi e Francesco Niccolini
    una coproduzione Thalassia, Residenza Teatrale di Mesagne TEATRI ABITATI, Festival Montagne Racconta (TN)
    Distribuzione INTI
    Vincitore del Festival di Teatro Ragazzi Festebà 2015, Ferrara

    In un grande giardino pieno di alberi e fiori, un vecchio sta infornando il pane. Si chiama André. È sporco di farina e sorride. Un bambino lo guarda. Il suo nome è Nicolas. Sono vicini di casa, André e Nicolas, una vecchia casa di pietra con il tetto spiovente per la neve. André è il migliore amico di Nicolas. Da grande vorrebbe essere esattamente come lui, vecchio e sorridente. André vive con Dorine. Si amano e vivono insieme da una vita. A casa di Nicolas invece sembra che la felicità sia volata via e il giardino di André è il suo rifugio, ci passerebbe un sacco di tempo perché il pane, burro e marmellata che prepara André è buonissimo, perché l’orto di André nasconde meraviglie, perché in quel giardino il silenzio è pieno di vento e porta i ricordi di una lunga storia d’amore, perché anche se Dorine è molto malata in quel giardino regna la pace, e André è un mago che conosce mille trucchi per far tornare il sorriso.

    La storia di André e Dorine è ispirata alla vita di due personaggi reali, André Gorz e sua moglie Dorine Kahn. Scrittore, giornalista, braccio destro di Jean-Paul Sartre e padre del movimento ecologista, André è stato uno dei massimi esponenti della cultura parigina. Quando sua moglie Dorine si ammalò di una grave malattia degenerativa, i due si trasferirono in una casa di campagna dove trascorsero insieme gli ultimi decenni della loro vita. Nel giardino di questa casa André scrisse Lettera a D., un piccolo libro che è una delle più belle lettere d’amore di tutti i tempi.

    durata:  il tempo di  fare il pane

  • Rumore bianco

    Rumore bianco

    RUMORE BIANCO
    Scuola di Arti Sceniche La Vetreria/Cuori di Panna Smontata
    dramma collettivo diretto da Mauro Mou
    con Edoardo Angius, Giulia Bacci, Debora Cannizzo, Enrica Casu, Maria Francesca Floris, Eleonora Fois, Daniele Lecca, Sara Mascia, Edoardo Messina, Marta Pianu, Andrea Pilloni, Sofia Luisa Quagliano, Francesco Rocco, Alessandra Solinas, Enia Carboni, Francesco Verati, Matteo Marongiu, Federico Piras, Riccardo Atzori, Elena Oviglia, Alessandro Gallo, Filippo Puddu, Martina Meloni
    suono Matteo Sanna
    luci Gianni Schirru
    cura della messa in scena Chiara Aru, Francesca Pani, Francesca Vecere
    Il “rumore bianco” è un continuo fruscio, una partitura panasonica che contiene in sé tutti i suoni.
    Spesso questo fruscio viene generato dalla nostra radio mentre cerchiamo nell’etere, tra le frequenze, una stazione, un segnale, un suono, una voce. Quel fruscio considerato distensivo ha uno spettro uniforme e genera soltanto numeri aleatori, incerti.

    Come il punteggio ottenuto con il lancio di uno o più dadi; l’altezza di uno studente preso a caso dalla sua classe; il reddito medio di un campione casuale di famiglie italiane; la durata della vita di un individuo.

    Il rumore bianco, che ha ampiezza costante su tutto il range di frequenze, si prende in esame per essere confrontato con la reale risposta dell’ambiente in cui lo stesso segnale viene diffuso.

    Mi piace pensare che i giovani siano il rumore bianco di una collettività, una partitura polifonica e imprevedibile che ci permette in qualche modo di misurare il livello della nostra società. E poi questa volta, in scena con loro, ci sono anche io. (Mauro Mou)

    Ingresso RUMORE BIANCO – € 5
    Info: cada die teatro
    info@cadadieteatro.com
    cdt.testdevst.it/
    Fb cada die teatro | FB transistor project
    Tel. 070.565507/070.5688072/328.2553721

  • Concerto Assalti frontali insieme a Dr. Drer e CRC Posse

    Concerto Assalti frontali insieme a Dr. Drer e CRC Posse

    Domenica 11 dicembre ore 19:00

    ASSALTI FRONTALI IN CONCERTO // MILLE GRUPPI AVANZANO
    insieme a DR.DRER & & CRC POSSE // SA CIRCA PO SU DISCU NOU

    Stralci dell’articolo de Il Fatto quotidiano di Daniele Sanzone (sì gruoss) e a il Fatto Quotidiano dedicato al nostro nuovo disco.

    “Le cose sembrano uguali, ma sono sempre diverse, al di la’ del risultato non saranno mai battaglie perse”. Messaggio di un padre per la figlia. Distingui. Fai la cosa giusta, pagane il prezzo. In ogni caso, io sono con te. In giro non ci sono canzoni così, con questa forza ideale. Autentiche.

    Luca, in arte Militant A, è voce e autore degli Assalti Frontali, la storica posse romana, che dagli anni ’90 continua a scrivere la colonna sonora di cortei e rivolte, con l’orgoglio di chi non ha mai smesso di sedersi dalla parte del torto.

    Luca ci racconta del nuovo album, il nono degli Assalti Frontali: Mille gruppi avanzano, 13 tracce ispirate alle centinaia di ragazzi che hanno incontrato girando per l’Italia per concerti, “a Niscemi davanti al Muos, a San Vito Chietino contro le trivelle di Ombrina, in una scuola occupata o un un centro sociale. Ragazzi fantastici che portano avanti piccole e e grandi battaglie”. La seconda voce è quella di Pol G, mentre la produzione è del polistrumentista Bonnot, che alterna e mescola il suono caldo degli strumenti acustici all’elettronica. Pianoforte e flauto traverso tessono la trama musicale di “Un uomo curioso”. Rock e hip hop si fondono in canzoni nate per la difesa dei beni comuni come la favola vera de “Il lago che combatte”, “Spiaggia libera” e la poesia de “Il quartiere è cambiato”. Canzoni che continuano a fare “movimento per il movimento”.

    – Siete stati i primi a rappare in italiano, com’è cambiato il rap da allora?
    Mi sono formato negli anni ’80, ho conosciuto i pionieri dell’hip hop, ho vissuto quel periodo fantastico con la netta percezione di una rivoluzione in corso. Oggi il rap si sente dappertutto, nelle pubblicità e nei programmi televisivi. Chi non mi conosce capita che mi chiede: “Perché non vai a Sanremo?”, “Perché non vai in tv?” Ma io sono nato proprio contro Sanremo e la televisione, per costruire una scena alternativa. È cambiato il modo di fare le basi, il linguaggio, ma i valori restano quelli, che poi ti fanno pensare “Lo rifamo?” “Avoja!”.
    – Negli anni ’90 c’erano i centri sociali. Oggi cosa resta di quegli spazi?
    La rete c’è ancora, centri sociali che festeggiano dieci, venti, trent’anni di occupazione, quante situazioni hanno retto così a lungo? Avere degli spazi, organizzarsi in modo autonomo, sono bisogni veri nei quartieri. I centri sociali si sono evoluti e devono continuare a farlo, aprendosi a tutte le generazioni, alle lotte per i parchi, per l’integrazione, contro la gentrificazione e la speculazione. Noi cerchiamo di costruire qualcosa insieme agli altri, relazioni, soluzioni, io ti do la poesia, uno sguardo sulla vita diverso, cose che aiutano a vivere meglio.
    – Com’è nato “Il rap della costituzione”?
    La canzone è nata da un laboratorio che ho fatto in una scuola elementare di Roma. Le classi hanno lavorato sulla Carta e poi insieme abbiamo scritto il rap. Se è vero che spesso vediamo tradire gli articoli della Costituzione, negli occhi di un bambino quegli articoli riprendono luce e sono giusti. Avere un bel lavoro, diritti, scuola, salute, democrazia, libertà di parola, sono queste le cose per cui il popolo si muove, lotta e muore, e perché non torni più un altro Mussolini.